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Focus Serale
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Chiusura in positivo per le borse europee che oggi hanno approfittato ancora delle buone indicazioni macroeconomiche arrivate dal mercato del lavoro.......

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a cura di Vincenzo Longo


Il tasso di disoccupazione a novembre è sceso all’8,7% dall’8,8% del mese precedente. Si tratta del dato più basso da gennaio 2009. Ottime indicazioni erano arrivate poco prima anche dai dati tedeschi su bilancia commerciale e produzione industriale. Quest’ultima ha mostrato un balzo del 3,4% m/m (1,8% atteso) a novembre, registrando così il dato migliore da settembre 2009. Questi dati consuntivi confermano le indicazioni che arrivano dagli indici anticipatori PMI, che continuano a fotografare un quadro economico ancora molto incoraggiante. La crescita si sta rafforzando ovunque e questo rispolvera un certo appetito per il rischio tra gli investitori, che hanno inaugurato il nuovo anno all’insegna degli acquisti.

Qualche segnale di risveglio emerge anche sull’inflazione. Il breakeven point sul decennale Usa si è riportato sopra al 2% per la prima volta da marzo, complice anche il balzo dello yield sul Tnote a 10 anni sulla medesima scadenza, che ha superato il 2,52%, nuovo massimo da 10 mesi. Gli operatori stanno iniziando a incorporare delle aspettative di inflazione e crescita mediamente più alta alla luce dei recenti dati macro. Nonostante tutto lo steepening della curva Usa, soprattutto sul tratto 2-10, rimane contenuto per effetto di un ritmo di rialzo dei tassi della Fed importante. Probabilmente anche il balzo del petrolio, ora ai massimi da oltre 2 anni e mezzo, ha contribuito a smuovere queste aspettative. Proprio il petrolio gioca un ruolo importantissimo in tal senso e una prosecuzione della corsa dei prezzi potrebbe portare a balzo dei rendimenti violento.

Tra le valute, oggi è stata la seduta dello yen, che ha recuperato terreno verso le principali valute mondiali dopo la decisione a sorpresa della Bank of Japan di diminuire gli acquisti sui titoli di Stato nipponici sulla parte a lungo e lunghissimo termine. Sebbene l’importo sia piuttosto ridotto, circa 90 milioni di dollari per ogni scadenza, gli operatori sembrano soffermarsi sul cambiamento di atteggiamento della terza Banca centrale più importante del mondo, che in questo modo si allinea a quanto fatto dalla Fed, dalla Bce e dalla BoE, uscendo da una politica ultra espansiva. Continua ad essere sempre più chiaro il messaggio che arriva dalle Banche centrali, ovvero adottare un atteggiamento meno accomodante, cercando di non disturbare il mercato. Oltre ai dubbi sulla sostenibilità della crescita, il tema spinoso è la presenza di una mole importante di bond a tassi negativi che verrebbero penalizzati da un violento rialzo dei tassi.

Il cambio Eur/Usd ha approfittato per ripiegare verso 1,19, confermando la forza della resistenza collocata a 1,21. Nonostante le aspettative rimangono improntate ancora per un rialzo nel 2018, la discesa potrebbe proseguire nelle prossime sedute. Il target rimane a 1,17.

A Milano il Ftse Mib ha terminato sui massimi da due mesi, fermandosi proprio sulla soglia dei 23 mila punti. Il livello è molto forte qui e un eventuale superamento potrebbe portare a un allungo almeno in direzione dei massimi dall’estate del 2015, a 24 mila punti. Il nostro indice non sembrerebbe riflettere tensioni pre elettorali al momento, anche se in realtà la speculazione potrebbe tornare ad affacciarsi con violenza man mano che ci avviciniamo al voto.

Fonte: IG

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