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Petrolio tengono i prezzi

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Petrolio tengono i prezzi. Ultimamente i prezzi del petrolio si muovono sull’ottovolante. Le minacce del presidente USA Donald Trump di aumentare i dazi sulla Cina e di imporre sanzioni simili sulle importazioni messicane, ..

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By Vincent Mivelaz – SwissQuote


oltre al calo superiore alle attese delle scorte di petrolio negli USA e la produzione a livelli da record, hanno incentivato i trader delle materie prime a disinvestire in modo massiccio sul greggio.

Sembra, tuttavia, che la situazione stia cambiando, con gli investitori impegnati a valutare le tensioni in Medio Oriente, la tempesta nel Golfo del Messico e i cali ripetuti delle scorte di petrolio negli USA.

Tuttavia, le prospettive di lungo termine rimangono sfocate, perché la domanda di petrolio globale dovrebbe scendere ulteriormente, a fronte del calo dell’attività manifatturiera e di una possibile escalation delle controversie commerciali fra USA e UE.

Il calo delle scorte di greggio USA monitorate dell’EIA per la settimana conclusasi il 5 luglio è pari a 9,5 miliardi di barili al giorno; si tratta del calo più marcato da marzo 2019 e della quarta flessione consecutiva; anche i rischi geopolitici legati all’Iran e il taglio della produzione, pari a 1 milione di barili al giorno, delle compagnie petrolifere che operano nel Golfo del Messico dovuto alla tempesta tropicale Barry, stanno spingendo al rialzo i prezzi del petrolio.

Sia il greggio Brent, sia il WTI ora scambiano intorno ai livelli di maggio 2019 e dovrebbero stabilizzarsi, mentre gli investitori monitorano i colloqui imminenti fra il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier e il Rappresentante al commercio USA Robert Lighthizer per evitare dazi del 25% sulle importazioni di auto dall’UE.

Gli argomenti trattati riguarderanno principalmente i sussidi al settore aeronautico, le importazioni di aiuto e il gasdotto russo Nord Stream 2, che dovrebbe raddoppiare la capacità di fornitura verso l’UE.

Nonostante i toni ottimistici sulle prossime discussioni, sembra alquanto improbabile che nei prossimi mesi si trovino delle soluzioni.

Il greggio dovrebbe pertanto stabilizzarsi e restare molto sensibile alle notizie principali. Il potenziale di un ulteriore rialzo è però limitato, visti i prezzi attuali e la decisione dell’OPEC di mantenere invariato il taglio alla produzione.

Il WTI scambia a 60,68 e nel breve termine si avvicinerà a 60,95.

Fonte: TrendAndTrading.it

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