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Yen inversione sulla potenziale proroga dei dazi

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Yen inversione sulla potenziale proroga dei dazi. Le cose vanno piuttosto bene in questa chiusura di settimana. I mercati finanziari archivieranno l’ottava in territorio positivo, dopo molte settimane in rosso,…

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By Vincent Mivelaz – SwissQuote


mentre il JPY è in calo sulle indiscrezioni di una risoluzione provvisoria della disputa commerciale fra USA e Messico e il rischio di recessione sulla scia della valutazione dell’ufficio di gabinetto giapponese sull’economia del paese.

La proposta del ministro degli Esteri messicano Macelo Ebrard di inviare 6.000 membri della guardia nazionale per garantire la sicurezza del confine e il recente procedimento innescato dalla decisione di Andres Manuel Lopez Obrador di sradicare la rete esistente di trafficanti di esseri umani sembrano soddisfare, almeno in parte, le autorità USA.

Venerdì continueranno le trattative e domenica dovrebbe esserci la decisione finale. In Giappone, invece, le cifre non promettono bene.

Anche se l’economia giapponese mostra segnali di ripresa, come attestato dalla spesa delle famiglie di aprile, cresciuta dell’1,30% (precedente: 2,10; previsione: 2,60%) e positiva per il quinto mese di fila, e dall’indice di coincidenza riferito ad aprile, che misura le condizioni delle imprese e punta a 101,9 punti (precedente: 99,4), il rischio di una recessione è palpabile.

Per la prima volta da più di sei anni, l’Ufficio di gabinetto ha rivisto al ribasso la valutazione dell’economia, parlando di un “peggioramento” rispetto all’”indebolimento” d’inizio gennaio, perché a ottobre entrerà in vigore l’aumento dell’imposta sui consumi dall’8% al 10% e il rallentamento economico della Cina pesa sulla produzione e sulle esportazioni.

Circolano indiscrezioni secondo cui, alla riunione del 19 settembre 2019, la BoJ sarebbe intenzionata a tagliare di nuovo il tasso, dall’attuale -0,10% al -0,30%.

La ragione di questa potenziale decisione è dovuta al deterioramento della crescita economica e all’indebolimento delle pressioni inflattive, in parte a causa dello yen più forte, e anche per evitare una riduzione del differenziale fra i tassi d’interesse della Fed della BoJ, dopo il taglio che quest’ultima potrebbe attuare il giorno prima.

In questo contesto, un non intervento della BoJ dopo la decisione della Fed di tagliare il tasso dovrebbe rafforzare lo yen.

Per ora, supponiamo che lo JPY continuerà a essere richiesto, dal momento che nelle prossime settimane il presidente USA Donald Trump deciderà se è pronto a imporre dazi su altri prodotti cinesi per un valore pari a $300 miliardi.

Fonte: TrendAndTrading.it

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