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25/01 Analisi mensile : Cross valutari

GRAFICO NEWS

EurUsd (PC 1,3290): nella dinamica del cambio euro/dollaro, dall’introduzione dell’euro nel gennaio 1999 ad oggi, . ..

 


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possiamo individuare complessivamente 3 macro-fasi:
Fase 1 (Gen 1999 – Apr 2002): discesa, consolidamento e riaccumulazione  
Dopo un avvio di contrattazioni a ridosso di 1,1800-1,1900 nel gennaio 1999, l’euro/dollaro è sceso fino ad un minimo storico a 0,8231 il  26 ottobre 2000. Da tale livello è iniziata una fase di riaccumulazione prolungatasi fino al mese di aprile 2002.
Fase 2 (Mag 2002 – Lug 2008): rally dell’euro
Dal mese di maggio 2002 inizia una lunga fase caratterizzata dall’euro forte – o, per meglio dire, dal dollaro debole – culminata nel  massimo storico del 15 luglio 2008 a 1,6038 (+95% dai minimi)
Fase 3 (Ago 2008 – oggi): rimbalzo e stabilizzazione del dollaro
Con l’acuirsi della crisi finanziaria, il dollaro inizia a rafforzarsi, toccando un picco contro euro il 7 giugno 2010 a 1,1876. La dinamica  dell’euro conto dollaro degli ultimi 4 anni si può considerare, nel suo insieme, come debole-laterale, con un nuovo peggioramento a  partire dalla primavera 2011 a causa dell’acuirsi delle tensioni sul debito sovrano dei Paesi periferici dell’area euro. Nel secondo  semestre 2012, in corrispondenza del rasserenamento all’interno dell’area euro ed al contestuale ulteriore allentamento monetario  promosso dalla Fed, l’euro ha però messo a segno un rally sostenuto, dal minimo del 24 luglio a 1,2042 verso la resistenza a 1,3400. Il  miglioramento dell’ultimo semestre, tuttavia, non è ancora sufficiente per fornire segnali rialzisti sull’euro in ottica strategica.  

Per le prossime settimane. Un forte ostacolo alla prosecuzione del rally dell’euro dell’ultimo semestre è individuabile nella  resistenza a ridosso di quota 1,3500 (max del  febbraio 2012); sopra tale livello (poco probabile) il rialzo potrebbe estendersi verso  1,3850-1,4000, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite.  Perdita di spinta su  ridiscese sotto 1,3000, con possibili storni verso 1,2800. Un nuovo impulso ribassista si  avrebbe però solo alla perforazione di 1,2600/60 (prematuro).  

STRATEGIA esposizione: 150/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 1,3450-1,3500  e quindi in area 1,3875-1,3925; possibili acquisti (50/200) su discese in area 1,2775-1,2825 e quindi in area  
1,2400/50.         
 


UsdJpy (PC 88,26): Il dollaro/yen è in un trend ribassista di lunghissimo periodo: da quota 350 all’inizio degli anni ’70 è  sceso stabilmente sotto 175 a partire dalla metà degli anni ’80, raggiungendo un minimo storico a 79,75 nell’aprile 1995. Dopo un forte  rimbalzo esauritosi nel massimo a 147,65 nell’agosto 1998, è ripreso il  trend ribassista dominante, con massimi e minimi decrescenti,  culminato in un nuovo minimo storico il 31 ottobre 2011 a 75,38. Anche se mancano ancora segnali convincenti di esaurimento del  macro-trend ribassista, nel corso del 2012 va segnalato un tentativo di assestamento e risalita, con una forte accelerazione da inizio  ottobre. Nell’ultimo trimestre del 2012 il cambio è risalito da quota 77,40 verso 87, per poi spingersi verso quota 90 nel mese di gennaio.
Le politiche monetarie ultra-espansive varate dal nuovo governo Abe spingono ad un forte deprezzamento dello yen (-14% contro Usd  ultimi 3 mesi), col rischio di innescare ritorsioni e “guerre valutarie”.   
     
Per le prossime settimane. Sui livelli correnti sono possibili correzioni verso quota  86, con estensioni comunque non al di sotto di 83. La tenuta di 83-86 conserverebbe un  trend rialzista per i mesi a venire, con prossimi obiettivi – al superamento di quota 90 – la  resistenza a 93,50 e quindi i picchi del maggio 2010 a ridosso di 95. Il quadro tecnico  tornerebbe debole solo su ridiscese al di sotto di 83 (poco probabile) e ribassista al di  sotto di 80,50 (improbabile).   

STRATEGIA  esposizione: 200/200, invariata.  Possibili acquisti (50/200)  su discese in area 83,75- 84,25. Possibili vendite (25/200) su salite in area 93,25/75 e quindi (50/200) in area 94,50-95,00.   
 


EurJpy (PC 117,30):  nella dinamica del  cross euro/yen, dall’introduzione dell’euro nel gennaio 1999 ad oggi,  possiamo individuare complessivamente 3 macro-fasi:

Fase 1 (Gen 1999 – Ott 2000): discesa  
Dopo un avvio di contrattazioni a ridosso di 132,50-135,50 nel gennaio 1999, l’euro/yen è sceso fino a toccare un minimo storico a  88,97 il 26 ottobre 2000. 
Fase 2 (Nov 2000 – Lug 2008): forte rally dell’euro
Dal mese di novembre 2000 inizia una lunga fase caratterizzata dall’euro forte, in cui lo yen viene sistematicamente venduto e utilizzato  come  funding currency, per finanziare investimenti in attività denominate in altre divise. Il carry trade porta così ad una vera e propria  “bolla valutaria” che si autoalimenta fino allo scoppio della  bolla immobiliare-finanziaria a partire dall’estate 2007. Il  cross tocca un  massimo storico a 169,95 nel luglio 2008 (+91% rispetto al minimo 2000).
Fase 3 (Ago 2008 – oggi): tracollo dell’euro, e rimbalzo  Con lo scoppio della bolla immobiliare-finanziaria, a partire dall’estate 2007 e con un’accelerazione col fallimento di Lehman Brothers  nel settembre 2008, è iniziato un progressivo forte disinvestimento dalle Borse mondiali, con contestuali massicci riacquisti di yen per la  chiusura delle posizioni di  carry trade. Ciò ha provocato un vero e proprio tracollo dell’euro contro lo yen, alimentato da un duplice  effetto: la discesa dell’euro contro dollaro Usa e, contemporaneamente, del dollaro contro lo yen. Il collasso dell’euro spinge il cross a  toccare un minimo il 24 luglio 2012 a 94,12 (-44,6% dal massimo storico). Nell’ultimo semestre si è assistito ad un forte rally – con un  contestuale rialzo dell’euro contro il dollaro Usa e del dollaro Usa contro lo yen – favorito dal ritorno di propensione al rischio sui mercati  finanziari grazie ai primi segnali distensivi sul debito nell’area euro e, recentemente, dalle politiche ultra-espansive della Banca del  Giappone. Il cambio è risalito ultimamente a ridosso di quota 120 (max 120,68 il 18.01).

Per le prossime settimane.  Una fase di consolidamento appare probabile, con  possibili ritracciamenti verso 113,50, con estensioni verso 110, la cui tenuta è necessaria  per conservare un’impostazione tonica. Un nuovo impulso rialzista si avrebbe al  superamento di 121 (prematuro), con obiettivo 123,35 ed estensioni verso la resistenza  critica in area 128-130, che dovrebbe comunque arrestare la dinamica dell’euro per molti
mesi a venire. Un segnale di perdita di spinta per le prossime settimane si avrebbe su  ridiscese sotto 112, e rinnovata debolezza al di sotto di 110 (prematuro).   

STRATEGIA  esposizione: 200/200, invariata.  Possibili acquisti (50/200) su discese in area 110,75- 111,25. Possibili vendite (25/200) su salite in area 123,00/50 e quindi (50/200) in area 127,00/50.            
 

 

Fonte: Ufficio Studi Banca Sella

 

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