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Argento, inizio di 2014 all’insegna degli acquisti

Ribilanciamento degli indici spinge le richieste: Inizio di 2014 all’insegna degli acquisti per l’Argento. Penalizzato l’anno scorso dal piano di progressiva riduzione degli stimoli monetari della banca centrale statunitense, quello che spesso è stato defi nito “l’oro dei poveri” nelle….


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prime sedute dell’anno ha evidenziato un incremento di oltre quattro punti percentuali portandosi agli attuali 20,3 dollari

l’oncia. Secondo gli esperti gli acquisti sono dettati proprio dalla performance negativa registrata nel 2013 (-36%) che ha spinto al rialzo la quota assegnata a questo metallo nei maggiori indici settoriali favorendo così gli acquisti da parte dei fondi che replicano le performance delle materie prime. Secondo le stime, nei primi giorni dell’anno gli acquisti di Argento innescati dal ribilanciamento degli indici si sono attestati a 40,5 milioni di once.

Focus sulla domanda da investimento
Oltre a essere un metallo prezioso, l’Argento è ampiamente utilizzato nel comparto industriale e in particolare nell’industria elettronica (cellulari, televisori, pc) e nella produzione di celle fotovoltaiche.  Secondo la società di consulenza Thomson Reuters Gfms nel 2014 la domanda industriale, destinata a beneficiare del miglioramento del contesto macro globale, si attesterà al 57% del totale, il livello maggiore mai registrato. A livello geografico un ruolo di primo piano è giocato dalla Cina, che dal 2010 è passata da esportatrice netta a vorace acquirente (secondo gli analisti, “l’Asia sta accumulando oro e consumando Argento”). Un discorso a parte merita la domanda da investimento. A differenza dell’oro, che ha visto il metallo fi sico detenuto dagli Etp (Exchange traded product) scendere ai minimi dal 2009, l’Argento detenuto da questi fondi nel corso del 2013 ha fatto segnare incrementi a due cifre mettendo a segno nuovi massimi storici (gli investitori hanno preferito orientarsi su commodity maggiormente legate alla ripresa dell’economia). Il tonfo dei prezzi ha favorito la domanda da parte del settore numismatico: la zecca statunitense ha annunciato che nell’anno da poco concluso le richieste sono cresciute del 26% annuo a 42,7 milioni di once, il dato maggiore dall’inizio delle serie storiche. Nonostante questo, per il 2014 Thomson Reuters Gfms si attende che il +4% atteso per l’output minerario (che arriva in gran parte da Messico, Cina e Perù) spingerà il mercato in surplus di offerta per l’ottavo anno consecutivo.

Ripresa economica globale dovrebbe favorire i prezzi
I prezzi dell’argento, se confrontati con quelli dell’oro, sono da sempre caratterizzati da una maggiore dose di volatilità a causa di un mercato dalle dimensioni limitate (i future sull’oro sono 4 volte quelli sull’Argento) e caratterizzato dall’elevata presenza di speculatori e di piccoli investitori. In questo particolare momento la natura ibrida dell’Argento lo rende attraente per chi vuole cavalcare la ripresa dell’economia ma necessita anche di protezione dai rischi derivanti dalle politiche monetarie accomodanti.
Per il secondo trimestre il consenso degli operatori contattati da Bloomberg stima prezzi a 20,8 dollari l’oncia mentre nella seconda metà dell’anno le quotazioni dovrebbero riportarsi nei pressi del livelli attuali. Il consolidamento della ripresa globale l’anno prossimo è destinato a spingere un’oncia di Argento a 22 dollari.

 
Fonte: RBS

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