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Ben Bernanke ha detto no

L’evento della settimana era la riunione dell’Open Market Committee di martedì e mercoledì, durante il quale era attesa la decisione di politica monetaria relativamente al tapering, ovvero al rallentamento del programma di acquisto di asset da parte della Federal Reserve. ……

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Analisi a cura di BullionVault


Il programma attuale prevede una spesa di $85 miliardi al mese, e analisti e mercati si attendevano per questo mercoledì un taglio nell’ordine dei $10/$15 miliardi, che avrebbe portato quindi il valore della spesa a $70/$75 miliardi al mese.
Il mercato dell’oro si è preparato all’evento con diversi ribassi importanti durante le giornate di lunedì e martedì, che hanno portato le quotazioni a livelli inferiori ai $1300 all’oncia. Anche l’argento andava in ribasso, toccando i $21,27 all’oncia.
Mercoledì è poi successo quello che nessuno si attendeva, quando Bernanke ha annunciato che l’attesissimo, praticamente scontato, tapering non sarebbe invece partito, lasciando invariata quindi la misura dell’allentamento quantitativo (QE) in atto al momento. Il prezzo dei metalli preziosi ha reagito immediatamente, con l’oro che è balzato del 6,4% e l’argento del 9,5% in poco più di un’ora. Durante la giornata di giovedì il metallo giallo ha toccato massimi attorno ai $1371 all’oncia, tradando in un range di $10 all’oncia. L’argento ha invece raggiunto i $23,32, il massimo delle ultime sette sedute.
Il fixing di chiusura settimana per l’oro è stato di $1349,25 all’oncia, il 2,27% in più rispetto allo stesso dato della scorsa settimana. In termini di Euro, l’ultima quotazione della LBMA della settimana è stata invece €997,67 all’oncia, lo 0,3% in più rispetto alla quotazione di venerdì pomeriggio scorso. Tale differenza testimonia la debolezza del greenback seguita alle dichiarazioni di Bernanke di mercoledì.
La settimana si chiude però con un nuovo crollo che avviene dopo il fixing, a cavallo delle dichiarazioni di James Bullard, uno dei votanti della Federal Reserve, che ha definito la decisione di non procedere con il tapering come “borderline”. L’oro crolla a $1332 all’oncia, a testimonianza di quanto sia volatile in questo momento il mercato dei metalli preziosi, pronto a reagire con veemenza a rumor e dichiarazioni in merito al destino dell’economia e della politica monetaria degli Stati Uniti.

 

Fonte: BullionVault

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