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BF: Tassi FED: tre rialzi nel 2017

Il Dollaro Index, l’indice che riassume la forza del Dollaro nei confronti di un paniere rappresentante le altre principali valute,……….

 

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è salito ai massimi degli ultimi 14 anni dopo che ieri la Federal Reserve oltre ad avere alzato i tassi di interesse ha dipinto un quadro molto aggressivo riguardo al prossimo ritmo di interventi dal momento che nel 2017 ne dovrebbero arrivare almeno altri 3.

Il Dollaro continua quindi la sua corsa dopo che già l’elezione a Presidente di Donald Trump era stata causa di forti acquisti sulla valuta americana e che infatti da inizio novembre aveva iniziato a rafforzarsi in maniera pressoché ininterrotta, sostenuta dalle promesse dello stesso Trump per tasse più basse e forti deregolamentazioni.

Ciò che ha subito catturato l’attenzione degli operatori ieri sera è stato il dot-plot, cioè il grafico che rappresenta le proiezioni rispetto all’andamento futuro dei tassi secondo ogni singolo membro del Federal Open Market Committe (FOMC). In questo senso si nota quello che è già stato definito “l’effetto Trump”, e cioè una Federal Reserve decisamente più aggressiva che aumenta la propria proiezione rispetto al numero d’interventi da effettuare nel corso del 2017 a 3.

15122016

I rendimenti sui bonds, anche questi decisamente stimolati dall’elezione di Donald Trump, sono saliti dopo la comunicazione della FED. Il decennale ha toccato ieri un rendimento del 2,587% il che rappresenta il massimo dal settembre 2014 mentre, come prevedibile conseguenza (considerato anche quanto visto su valutario e debt market) sul mercato azionario hanno prevalso le vendite.

Ed è proprio sull’equity che si è spostata l’attenzione di analisti e operatori; ci si domanda infatti se i listini di borsa americani riusciranno nei prossimi mesi a mantenersi forti anche in presenza di un cosi importante ritmo di rialzo sui tassi d’interesse. Come è normale che sia, il mercato azionario tende sempre a essere favorito dalle fasi di politiche monetarie accomodanti ma, allo stesso tempo, è certamente quello più a rischio nel momento in cui tali politiche vengono poi interrotte, come nel caso attuale.

Autore: Bonetti Financial

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