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Brasile, economia carioca penalizzata da ristagno domanda energetica

BRASILE 6

Crescita anemica
Nodo crescita per il Brasile che si trova a fronteggiare a fronteggiare il perdurare di una crescita decisamente inferiore al potenziale. Il Paese sudamericano ha infatti archiviato il 2012 con un risicato +0,9% del Pil dopo il +2,7% del 2011…

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livelli decisamente distanti dal +7,6% del 2010 e inferiori anche alla media degli ultimi 20 anni che è superiore al 3 per cento. Sulla prima economia del Sudamerica, fortemente dipendente dalla domanda globale di materie prime, pesano non poco le prospettive di stagnazione della domanda energetica nel corso di quest’anno e il parallelo calo dei prezzi delle materie prime, in particolare quelli del petrolio. Un contesto che inevitabilmente sta frenando le esportazioni del Paese compromettendo un pronto ritorno a ritmi sostenuti di crescita economica.

Attesa ripresa già nel primo scorcio dell’anno La situazione dovrebbe migliorare nel corso di quest’anno. Il ministro delle Finanze, Guido Mantega, ha anticipato settimana scorsa che il primo trimestre dell’anno dovrebbe avere segnato un miglioramento del ritmo di crescita sostenuto da investimenti più sostanziosi. L’ultima previsione del Banco Central do Brazil (BcB) per l’intero 2013 è di un +3,1%, poco sopra il +3% indicato nell’ultimo outlook del Fondo Monetario Internazionale (lo 0,5% meno rispetto a quanto previsto in precedenza). L’istituto di Washington si mostra confidente di un veloce ritorno a ritmi di crescita elevati prevedendo un balzo del Pil del 4% il prossimo anno. Per sostenere la congiuntura negli ultimi anni il Paese ha varato diverse misure di stimolo tra cui il taglio dell’imposte sul lavoro e la spinta per il potenziamento degli investimenti anche in vista dei grandi eventi sportivi in preparazione (Mondiali di calcio 2014 e Olimpiadi del 2016). Il governo sta vagliando anche il taglio delle tariffe elettriche, attualmente tra le più alte al mondo. Nonostante la debole congiuntura, il mese scorso la Banca centrale carioca ha apportato un rialzo dei tassi di riferimento dal 7,25% al 7,5% motivato dalla necessità di contenere le elevate pressioni sui prezzi. Ad aprile l’infl  azione è scesa leggermente al 6,49%, rimanendo a ridosso del 6,5% che è il livello massimo tollerato dal BcB. L’istituto centrale ha dovuto alzare le previsioni di inflazione per l’intero anno (+5,7% rispetto al +4,8% indicato in precedenza) avvertendo che la rapida crescita dei prezzi frena la crescita economica e il mercato del lavoro.

Borsa carioca senza verve
Le diffi  coltà della congiuntura non mancano di riflettersi sulla Borsa di San Paolo. L’indice Bovespa non sta seguendo il rally delle altre principali Borse mondiali e il saldo 2013 risulta negativo di oltre il 9 per cento. Anche considerando gli ultimi 12 mesi l’indice guida dell’azionario brasiliano segna un bilancio negativo nell’ordine del 7%. Pesa soprattutto la forte presenza di società energetiche nel Bovespa che hanno pagato in questi mesi la discesa dei prezzi delle materie prime.
Tra le big del corporate carioca le ultime settimane hanno visto la ripresa delle quotazioni di Vale Sa. Il più grande produttore di minerale di ferro al mondo ha riportato profitti in calo del 18% nel primo trimestre, ma superiori alle previsioni del mercato.

 


 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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