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BV: Il settore dell’energia solare sarà “chiave” per la domanda di argento nel 2017

L’uso di argento per la produzione di celle fotovoltaiche rimarrà forte nel 2017, secondo l’opinione di autorevoli analisti,………
 

 

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consolidandosi come una fonte di domanda “chiave”, anche se inferiore rispetto alla richiesta record dello scorso anno proveniente proprio dal settore dell’energia solare.

A prescindere dall’incremento o meno dei prezzi del metallo, i produttori di pannelli fotovoltaici continueranno ad affinare le tecniche volte a ridurre la quantità di argento impiegata in entrambi i lati dei pannelli, una tendenza iniziata con il picco del prezzo dei metalli preziosi di 50 dollari per oncia tra il 2008 ed il 2011.

Varie ricerche stanno cercando di vagliare la possibilità di una sostituzione del metallo a vantaggio del rame, materiale meno costoso.

“Le previsioni per l’installazione di nuovi pannelli fotovoltaici sono in ribasso per il 2017”, afferma la Metal Focus, “e conseguentemente la domanda d’argento potrebbe diminuire, seppur mantenendosi immediatamente dietro il record stabilito nel 2016”.

Gli analisti della GFMS – una divisione della compagnia Thomson Reuters – affermano che “il settore dell’energia solare ha acquistato l’11% in più nel 2016 rispetto a quanto non fatto nel 2015, l’unico settore che ha visto un incremento nel mercato dell’argento, mentre la riduzione negli altri settori ha contribuito ad un ribasso complessivo del 9%”.

“Al ribasso della domanda di argento proveniente dal settore dei gioielli, dell’argenteria in generale e della domanda da investimento”, afferma la Metal Focus, “vi è stato un +3% di utilizzo del metallo nel settore industriale, con il fotovoltaico che ha rappresentato il segmento di mercato chiave”.

Il cosidetto ” thrifting” – che prevede il recupero dell’argento da altri prodotti in disuso – è continuato, determinando una riduzione della nuova domanda di argento, secondo nuovi dati pubblicati ad ottobre dall’International Technology Roadmap for Photovoltaic (ITRPV).

L’argento utilizzato attualmente nella produzione di celle fotovoltaiche costa poco meno di cinque centesimi ai prezzi correnti.

I prezzi di mercato per l’acquisto di celle fotovoltaiche hanno toccato il minimo a dicembre dello scorso anno, secondo i dati di Bloomberg e molti produttori – a ragione della forte competizione nel settore – hanno dovuto vendere in perdita.

“L’argento incide tra il 15 ed il 25% sui costi di produzione totali dei pannelli fotovoltaici”, secondo i dati di dicembre pubblicati dagli analisti del Silver Institute, “e questo aspetto è diventato il punto cruciale in un’ottica di riduzione dei costi”.

“Gli sforzi da parte dei produttori di celle fotovoltaiche diretti alla riduzione nell’utilizzo dell’argento sono iniziati nel 2011”, afferma la Metal Focus, quando il metallo toccò il picco in dollari.

Negli ultimi dieci anni la quantità media di argento per ciascuna cella si è ridotta fino ad arrivare al quantitativo attuale di 0,1 grammi per i migliori prodotti fotovoltaici, secondo i dati provenienti dall’industria.

“Al momento non è pensabile che l’argento possa essere rimpiazzato da nessun altro materiale”, aveva affermato il Dr. Arno Stassen della Photovoltaics Business Unit di Singapore nel 2015, “dal momento che nessun prodotto può offire un rendimento equivalente agli stessi costi”.

“L’argento è un prodotto eccellente anche per l’alta stabilità che garantisce”, concludeva Stassen.

Ma le ricerche volte alla sua sostituzione proseguono e “degli investimenti in tal senso si stanno effettuando al fine di cercare di sostituire l’argento con il rame”, Reuters riporta un commento di John Smirnow, segretario generale del Global Solar Council.

“Vi è la necessità di ridurre il consumo della pasta d’argento in virtù del costo del metallo e ciò è di estrema importanza, proprio perchè ci si aspetta che il prezzo dell’argento possa rimanere alto”, ha concluso Smirnow.

Nonostante l’argento rimanga il metallo maggiormente usato per la produzione di celle solari, “il rame potrebbe fornire un’alternativa come materiale più economico”, afferma il Dr. Jutta Trube della ITRPV, prevedendo che un uso di massa potrebbe iniziare nel 2018 per arrivare al 25% di utilizzo nel mercato entro il 2026.

 

Fonte: BullionVault

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