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BV: La guerra commerciale colpisce le Borse

L’oro è salito velocemente in tutte le valute venerdì, recuperando anche la perdita della scorsa settimana dell’1,5% in yen……

 

 

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mentre i mercati azionari mondiali risentono della rappresaglia cinese tramite nuove tariffe sui beni provenienti dagli USA.

I 60 miliardi di dollari in tariffe d’importazione di Trump potrebbero essere affrontati dalla Cina con 3 miliardi in dazi doganali su 128 prodotti americani, secondo quanto scritto da Xinhua.

Dopo il calo del 2,9% di Wall Street giovedì, oggi la Borsa di Shanghai ha perso quasi il 3% mentre il Nikkei ha perso il 4,5%, chiudendo con quasi un 10% in meno per quest’anno fino ad oggi.

Londra e Francoforte hanno subito un ribasso più leggero, mantenendosi al 4% in meno per il 2018 fino ad oggi.

Le equity mondiali hanno segnato un -8% in dollari rispetto al record storico di gennaio nell’indice MSCI World.

Il picco di gennaio dell’oro di 1.365$/oncia è superiore solo dell’1,5% al prezzo attuale.

I prezzi dei maggiori Bond hanno perso parte dei rialzi di ieri, spingendo i tassi d’interesse americani a dieci anni di nuovo verso il 2,84%.

Dopo il prevedibile aumento del tasso overnight della Fed, ogni “aggressivo tentativo di restringimento durante l’anno sarà unicamente causato dal pericolo di un’inflazione in crescita”, ha scritto oggi TheStreet citando George Milling-Stanley di State Street Global Advisors.

 “Questo manterrà i tassi reali ad un livello minore, e sarà un fattore positivo per l’oro”.

L’oro generalmente si muove in direzione inversa rispetto ai tassi d’interesse, con una correlazione media sulla base di 52 settimane di -0,44 dal 2003, con i rendimenti dei titoli di Stato americani a 5 anni, calcolati tenendo conto dell’inflazione.

Il rapporto è +1 quando si muovono nella stessa direzione, e -1 quando si muovono specularmente in direzione opposta.

Tuttavia nelle ultime 52 settimane, il rapporto tra l’oro ed i tassi reali è cambiato, verso una correlazione del +0,43 di oggi, la più positiva dalla fine de 2006, quando i prezzi del mercato immobiliare americano iniziarono a sprofondare, distruggendo i bond sui mutui ed iniziando la crisi finanziaria globale.

L’argento oggi ha ritoccato il picco settimanale di mercoledì oltre i 16,60$/oncia, recuperando la perdita dell’1,5% della scorsa settimana, terminata al valore minore del 2018 finora.

Il platino ha dimezzato la caduta dell’1,5% della scorsa settimana, tornando a 957$/oncia.

Finora nel 2018 l’oro è il metallo con la performance migliore, mentre nel 2017 era stato il palladio, che però quest’anno è diminuito del 7,6%.

Quest’anno fino ad oggi, l’argento ha segnato un -2%, mentre il platino ad oggi ha segnato un +3,1%, e l’oro un +3,4%.

 “Una guerra commerciale svantaggerà sia l’economia americana che quella cinese”, secondo Ji Ming di Shandong Gold.

Un danno all’economia americana deprezzerà il dollaro, facendo salire il prezzo dell’oro”.

L’oro è comunque aumentato anche nelle altre valute oggi, recuperando quasi tutta la perdita della scorsa settimana in sterline ed al picco da gennaio in euro.

L’oro a Shanghai si è riavvicinato al picco di gennaio, in chiusura con un aumento dell’1,5% e con un premio rispetto alle quotazioni internazionali di 8$/oncia, appena sotto il tipico incentivo alle importazioni.

Fonte: BullionVault

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