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BV: Lo scambio di oro tra Turchia e Iran minaccia le relazioni diplomatiche con gli USA

Il prezzo dell’oro venerdì è scivolato contro un dollaro debole, registrando una diminuzione dello 0,3% durante le festività relative al giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti……….

 

 

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Le Borse mondiali sono andate al rialzo, nonostante le tensioni diplomatiche tra la Turchia e Washington.

Con l’ulteriore contrazione del dollaro, nel mercato di Londra – epicentro mondiale degli scambi all’ingrosso di oro – il prezzo dell’oro ha perso terreno anche in altre valute.

In euro il prezzo è scivolato sui 1.083€/oncia, chiusura settimanale minima dall’inizio di ottobre.

L’oro è aumentato di prezzo in Turchia, forte acquirente di oro sia nel settore pubblico che privato, con la lira turca che ha toccato di nuovo il minimo storico contro il dollaro questa settimana.

Il 4 dicembre inizieranno le udienze al tribunale di New York contro il trader turco-iraniano Reza Zarrab, colpevole di aver violato le sanzioni contro il programma nucleare di Tehran.

Il primo ministro turco Bekir Bozdağ ha definito Zarrab un “ostaggio”, ed il processo, che rischia di coinvolgere esponenti del governo turco, “sembra una bomba ad orologeria per le relazioni tra la Turchia e gli Stati Uniti”, scrive il quotidiano Hurriyet.

Ankara ha denunciato l’ecclesiastico Fetullah Gulen per i danni causati durante il tentato colpo di Stato dello scorso anno, senza riuscire ad ottenerne l’estradizione.

Dopo il summit di questo mese con i leader di Russia ed Iran, il presidente turco Erdoğan ha ribadito oggi che nel futuro della Siria “non c’è posto” per il partito YGP dei separatist curdi, che definisce “terroristi”. Il partito ha il supporto degli Stati Uniti nella lotta contro l’ ISIS, ma Ankara lo considera un ramo dei gruppi ribelli curdi della Turchia dell’Est, il PKK.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha twittato durante la notte che oggi si metterà in contatto con Erdoğan. A causa, però, dei continui contrasti seguiti all’incidente durante le esercitazioni militari della Nato in Norvegia, dove immagini del Presidente turco e del padre fondatore Mustafa Kemal Atatürk sono state contrassegnate con la dicitura “collaboratori nemici”, ci sono “segnali sempre più evidenti che il vero interesse di Ankara sia invece rivolto verso un legame più compatto con la Russia e l’Eurasia”, scrive un altro editoriale di Hurriyet.

La Russia ha quadruplicato le riserve nazionali di oro durante l’ultimo decennio “per potenziare la sicurezza nazionale”, scrive Reuters, citando il direttore della Banca Centrale, Sergei Shvetsov.

Dal 2000, le riserve di oro combinate di Russia, Turchia e Cina sono più che quadruplicate, e secondo i dati del World Gold Council ammontano a più di 4.000 tonnellate.

Le riserve d’oro degli alleati occidentali, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Eurozona, sono cinque volte maggiori, ma sono diminuite del 10% nello stesso periodo.

Teorizzando un mercato alternativo per gli scambi di oro rispetto all’esistente mercato dominato dalle potenze occidentali, Shvetsov ha dichiarato che “il tradizionale sistema basato a Londra, e parzialmente in Svizzera, sta perdendo rilevanza con l’emergere di nuovi centri di scambio: primi tra tutti l’India, la Cina ed il Sudafrica”.

Annunciando che Mosca e Pechino hanno firmato una dichiarazione d’intenti riguardante il commercio bilaterale di oro, Shvetsov ha continuato “stiamo discutendo la possibilità di stabilire un singolo sistema di scambi di oro all’interno del BRICS ed al livello dei contratti bilaterali”, potenzialmente alla base di un nuovo indice internazionale di riferimento per il prezzo.

Il termine BRICS, che raggruppa il Brazile, la Russia, l’India, la Cina ed il Sud Africa, è stato coniato dall’economista americano Jim O’Neill nel 2001, come metodo per promuovere le economie emergenti verso gli investitori occidentali.

Dopo il rallentamento delle vendite di oro estratto in Russia – per effetto delle sanzioni imposte in virtù dell’annessione della Crimea nel 2014 – la banca VTB Capital ha annuciato di voler raddoppiare la vendita di oro verso la Cina nel 2018.

 

Fonte: BullionVault

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