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BV: Oro e argento in ribasso, balzo del dollaro

I prezzi in dollari di argento e oro sono scesi rispettivamente dal massimo di dodici e di una settimana durante l’ora di pranzo di mercoledì a Londra,………
 

 

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mentre il dollaro ha compiuto un rally nel mercato delle valute, dopo le notizie sui dati occupazionali americani del mese di gennaio.

L’agenzia privata ADP – che anticipa i dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics di venerdì – ha affermato che i nuovi posti di lavoro creati lo scorso mese sono stati 246 mila, un dato estremamente superiore rispetto alle previsioni degli analisti, il cui consenso vedeva la creazione di 165 mila Non-Farm Payrolls.

Positive le Borse mondiali.

Il prezzo del rame è salito al massimo di due anni sopra i 6 mila dollari per tonnellata, dopo lo sciopero minacciato dai dipendenti della gigantesca miniera Escondida in Cile, di proprietà della BHP Billiton (LON:BLT).

L’argento ha toccato il prezzo di 17,62 dollari per oncia per la terza volta in due giorni, mentre l’oro ha tenuto al di sotto del picco di ieri di 1.215 dollari per oncia.

La ratio oro/argento è scesa a 68,75, il minimo da metà dicembre dello scorso anno.

Nonostante il picco di martedì dei prezzi di oro e argento, sia il fondo ETF SPDR Gold Trust (NYSEArca:GLD) che il fondo iShares Silver Trust (NYSEArca:SLV) non hanno acquistato metallo, mantenendo invariate le quantità fisiche necessarie a garantire le azioni emesse dal fondo.

Il fondo SPDR Gold Trust ha acquistato metallo solamente in due occasioni dalle elezioni che hanno visto trionfare Donald Trump, riducendo invece i quantitativi fisici in 33 dei 51 giorni di scambio, in conseguenza delle liquidazioni operate da parte degli azionisti del fondo.

“Ci ritroviamo nella terza fase del rally di Donald Trump”, afferma Mohamed El Erian del colosso assicurativo tedesco Allianz.

“Nel periodo immediatamente successivo alle elezioni americane i mercati azionari americani sono prima saliti, poi si sono caratterizzati per scambi in una fascia molto ristretta e adesso pare siano entrati in un periodo di grande volatilità sostenuta da aspettative di politiche reflazionistiche ed il rischio di cadere in stagflazione. Si andrà a finire dove deciderà la politica”, ha concluso El Erian.

“Le politiche economiche dichiaratamente reflazionistiche di Trump potrebbero favorire l’oro”, afferma Jonathan Butler della Mitsubishi in occasione del nuovo concorso della LBMA sulla previsione del prezzo dei metalli preziosi nel 2017.

 

Fonte: BullionVault

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