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Cacao, rivista al rialzo la view sui consumi 2013/14 e 2014/15

Le condizioni meteo scaldano il future
Segno più per il future sul Cacao. Spinto al rialzo dai timori per una rarefazione dell’offerta, il derivato su questo coloniale nelle ultime sedute al Chicago Board of Trade ….

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si è riportato sopra quota 2.500 dollari la tonnellata portando il guadagno registrato nell’ultimo mese di poco sotto gli otto punti percentuali (+10,7% nel trimestre). A surriscaldare il mercato sono le notizie in arrivo dalla Costa d’Avorio, colpita da un clima freddo, nuvoloso e poco piovoso che potrebbe interferire con lo sviluppo degli arbusti in un momento particolarmente importante per le piantagioni. I raccolti del primo produttore mondiale devono inoltre fare i conti con il black pod, un fungo particolarmente dannoso che minaccia i raccolti, e con la volontà dell’esecutivo di proteggere le foreste dell’ex colonia francese. Negli ultimi mesi il presidente ivoriano Alassane Ouattara ha avviato un piano per smantellare gli insediamenti agricoli illegali dicendosi pronto, pur di preservare le aree protette, a pagare il costo economico derivante dal calo della produzione agricola.

La crescita dei consumi passa per l’Asia
A differenza delle altre materie prime, la produzione di Cacao è frazionata in una miriade di piccoli produttori che insieme rappresentano più del 90% dell’offerta. Dall’Africa arriva quasi il 70% dell’output globale di Cacao (60% dai due maggiori produttori, la Costa d’Avorio ed il Ghana), il 18% proviene invece da Asia e Australia e la restante parte dal continente americano. Stando ai dati contenuti nell’ultimo report pubblicato dall’Icco, l’Organizzazione che raggruppa gli operatori dell’industria del Cacao, l’offerta ivoriana al 3 agosto si attestava a 1,392 milioni di tonnellate, il 5,8% in più rispetto al pari periodo della stagione precedente. Segno meno invece per l’output del Ghana che secondo i dati elaborati dal Ghana Cocoa Board tra gennaio e luglio ha evidenziato una contrazione a 797 mila tonnellate.

Indicazioni rialziste per i prezzi arrivano anche dalla domanda: secondo la European Cocoa Association le macinazioni del secondo trimestre nel Vecchio continente hanno fatto registrare il primo incremento annuo dal quarto trimestre del 2011 mettendo a segno un +6,1% a 310,4 mila tonnellate mentre dall’altra parte dell’oceano i dati della National Confectioners’ Association for North American hanno evidenziato un +12% a 126 mila tonnellate.
L’Economist intelligence unit (Eiu) in un report pubblicato lo scorso 21 agosto ha rivisto al rialzo la view sui consumi 2013/14 e 2014/15: dopo il +1,8% registrato nel 2011/12 e nel 2012/13 nelle prossime due stagioni le richieste mondiali sono attese in aumento rispettivamente del 3,9 e del 4,3% (contro il +2,6 e il +3,1% atteso in precedenza).

Prezzi stimati in lieve ritracciamento
Alla luce della forte concentrazione geografica dell’offerta e dell’incertezza che caratterizza i raccolti agricoli, stimare l’andamento futuro dei prezzi di questo coloniale nasconde parecchie insidie. Secondo le stime fornite dall’Eiu nel quarto trimestre il prezzo medio di una tonnellata di Cacao si attesterà in quota 2.380 dollari per scendere a 2.315 nei primi tre mesi del 2014.

Fonte: RBS

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