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Premessa: Le curve stocastiche scoccano la propria “freccia”, verso l’alto, quando superano i 20 punti e lo fanno invece, verso il basso, quando scendono sotto gli 80. Ad onor del vero: l’Impulso fa più tentativi e spesso anche a vuoto  (così che il lancio finisce con  l’abortire dopo un nonnulla…), non così, invece, può dirsi per l’Inerzia che ne fa invero pochi, ma il più delle volte ben mirati. ..


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di Edoardo E. Macallè


Giovedì scorso: Il vero problema non è quel che sta accadendo in questi giorni sui mercati, ed in particolare sul nostro, ma quel che potrà accader nei prossimi: per questo, preferiamo rimandare al prossimo fine settimana il compito di trarre le dovute conclusioni. Sempre che, poi, si possa… trarle. Su  base  giornaliera, Fase 2 ha mostrato tutta la propria solidità di fondo (s’era in Fase 2, infatti, e s’è rimasti ancor in Fase 2), ma non è che la cosa possa granché consolarci se…  la prospettiva è quella di veder l’Inerzia invertire al ribasso già venerdì. E se è vero che quel suo piegarsi sarà probabilmente tanto leggero da non notarsi quasi, ancor più vero, tuttavia, è che le prospettive sul Giornaliero non lasciano, ormai,  alcuno  spazio  alle  speranze:  si prospetta, infatti, una caduta in Fase 8 che è quanto di più lontano si potesse immaginare in uno scenario come quel che s’aveva martedì scorso su Milano. Non v’è dubbio che sull’attuale poggia, invero pesantissimo, il Percorso Settimanale (con le sue curve stocastiche in caduta libera, N.d.R.):

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Ebbene: alla luce di quel che vediamo qui sopra, la nostra speranza (certamente, in netta controtendenza rispetto  alle speranze altrui!)  è  che  la settimana possa chiudersi sul minimo della stessa, qualunque esso sia.
25062013 2In buona sostanza, oggi ci ritroviamo con l’Impulso settimanale del tutto azzerato e con Movimento ed Inerzia che puntano ancor più pesantemente al  ribasso di quanto già  non  facessero.  Le prospettive che i nostri modelli avanzano sulle prossime tre settimane son giusto quelle che potrete trovar in prossima pagina:
25062013 3La prima tavola azzarda persino una caduta in Fase 9 nella seconda settimana di luglio (Inerzia sotto i 20pti) e Fase 9, si sa, è la peggior tra tutte: come nelle sabbie mobili, infatti, più ci si agita e più si sprofonda. Il che, in fondo, parrebbe render quasi del tutto assurdo quel nostro augurio di giovedì sera:  “La nostra speranza è che la settimana possa chiudersi sul minimo della stessa!”

Ed ora, invece, guardiamo le curve stocastiche su base giornaliera:

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Anche in questo caso, come già sulle curve settimanali, l’Impulso è del tutto azzerato. E su base mensile?…

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L’impulso non s’è ancor azzerato, ma… manca ancor una settimana alla fine del mese: sarebbe sufficiente chiuder giugno sul minimo del mese  (qualunque esso sia: oggi  è  a 15062p) per vederlo del tutto azzerato. Proprio com’accade,  in  fondo,  sulle  cadenze temporali viste in precedenza. Sulla base di quel che s’è mostrato sin qui, quanti sarebbero pronti a scommettere su un recupero del nostro mercato entro la fine del mese?… Nessuno?… Come darvi torto. Non solo: a nostro parere, dovreste persino augurarvi che non vi sia proprio alcun recupero. Anche se poi è probabile che possa, invece, esservi davvero. E magari già da lunedì prossimo. Cosa che, tuttavia, non impedirebbe ai corsi di scivolar comunque verso il basso nella seconda parte della settimana …e, quindi, in conclusione tanto del mese quanto del trimestre in corso. Di più: perché se la prossima settimana dovesse chiudersi davvero sui minimi della stessa e, di conseguenza, sui minimi di mese e di trimestre, vi sarebbero anche dei motivi, per creder che già nella prima settimana di luglio si possano segnar minimi ulteriori (cosa su cui, però, noi non scommetteremmo). Siamo giunti alla fine di un sogno, insomma, o (addirittura!) alla fine del… mondo? “Eh! Eh!…”
[suvvia… consentiteci almeno un sorriso per evitar di prenderci, tutti, un po’ troppo sul serio]
 
***
 
Oggi è il 23 giugno 2013. Da ieri le giornate hanno preso un po’ ad accorciarsi e, per converso,  le ombre a  farsi un po’ più lunghe. Come sempre accade, in fondo, dopo il mezzodì.  Ed il mezzodì dei mercati (tutti), nell’anno in corso, è giusto oggi. E non importa  che sia sol domenica: nella testa delle persone, infatti, i mercati lavorano soprattutto a bocce ferme (perché negli altri giorni non c’è quasi il tempo di pensare).

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Da domani, le giornate sui mercati si faranno più corte e le ombre, invece, più lunghe!Cos’è mai (almeno per noi) il Siderografo di Bradley, s’è provato più volte a spiegarlo, ma non v’è dubbio che il suo aspetto, propriamente grafico, finisce spesso per irretire i più sotto ben altra prospettiva:  
_ Il Siderografo sale?… Il mercato sale! [facile…]
_ Il Siderografo scende?… Il mercato scende! [troppo facile… ma non funziona così]  
Gli  americani, ancorché in maniera alquanto grossolana  (d’altra parte, noi abbiamo Dante e loro Rin-Tin-Tin…), ne danno un’interpretazione un po’ più complessa e sparsa in mille rivoli. In ragione di quel che “tutti” ormai temono (un’inversione al ribasso di lungo periodo sul mercato americano), il rivolo che più c’interessa è il seguente:
ƒ si spacchetta, anzitutto, l’anno solare in “trimestri anticipati”: dicembreÆfebbraio; marzoÆmaggio; giugnoÆagosto; settembreÆnovembre (in pratica sono  trimestri anticipati di un mese rispetto al normale);
ƒ si valuta, trimestre anticipato dopo trimestre  anticipato,  la  tendenza  assunta  dal Siderografo  e si confronta quest’ultima con quella assunta, nello stesso periodo, dallo S&P500 e…
ƒ …se si verifica che non c’è stata convergenza tra le due tendenze (ad esempio: una al rialzo e l’altra al ribasso) s’annuncia al mondo che, ormai, s’è giunti alla temuta (o sperata: dipende dai punti di vista…) “inversione di lungo  periodo sul mercato americano” (…che per tutti o quasi significa “sul mercato azionario in generale”).  

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Non v’è alcun dubbio che nell’ultimo trimestre anticipato di Siderografo (marzo-maggio 2013) non s’è aperta alcuna divergenza tra quest’ultimo ed il mercato americano  (su entrambi, infatti, la tendenza è stata al rialzo) e quindi,  al momento, secondo l’interpretazione  fornita dagli americani, all’orizzonte non v’è alcuna inversione di tendenza (di lungo periodo) sul loro mercato.
Vero è, però, che la tendenza sul Siderografo per  i due trimestri anticipati successivi (giugnoÆ agosto e settembreÆnovembre) è al ribasso e che quindi, per evitar la forca (di un’inversione al ribasso di lungo periodo), lo S&P500 dovrà chiudere gli stessi trimestri su soglie più basse rispetto alla loro apertura. Ovviamente, il gioco sta tutto nel chiudere su soglie più basse, ma non così basse da dover far temere comunque il peggio.  
Quanto è credibile tutto ciò… Onestamente non lo sappiamo: noi s’è pur  provato  a costruirne una statistica, ma la stessa non  ha  trovato  appigli  sufficienti  per  poterne dichiarare, nel complesso,  la veridicità. Anche se, ad onor del vero, nei casi davvero topici  che la storia del mercato americano ci ha proposto, la valenza può dirsi comunque “buona” (il che, per noi, non è sufficiente, ma per gli americani parrebbe esserlo).
Ad ogni buon conto, non essendo questa l’interpretazione che noi s’è abituati a dare, assumete la stessa solo quale notizia (che poi sia di poca o grand’importanza fate pur voi):
ƒ per noi, infatti, il Siderografo è solo un’agenda.  
 
Ci segnala delle date (o un’assenza di date!) e noi si va a veder in quei giorni cosa sta accadendo (o potrebbe accadere) sul MACD settimanale dello S&P500. Poi, già che ci siamo, sulla base delle date fornite dal Siderografo, noi stabiliamo… le nostre vacanze.  
Ora, ci rendiamo perfettamente conto che si tratta di un uso ben poco nobile di  tale strumento, ma così va il mondo… almeno nella nostra  famiglia (che non sa ancor cosa c’è dietro alle date che “io” scelgo e cui tutti, malgrado altre intenzioni, poi s’adeguano).  Quel che sarebbe potuto accadere sul MACD settimanale dello S&P500 a cavallo del 23 giugno, s’era già detto la scorsa settimana. Era il 17 giugno…
 
Cominciamo col vedere cos’è accaduto al MACD settimanale dello S&P500 negli ultimi giorni:

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Come da copione (scritto!), giusto tre settimane dopo il massimo a 50pti, il MACD è scivolato sotto la propria media mobile più  rapida. E bisogna dir che gli americani si sono messi pure d’impegno perché la “tradizione” fosse rispettata:

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ƒ  a 30 minuti dalla chiusura settimanale, infatti, s’era ancor a cavallo dei 1630pti!  
 
Ed ora c’è da chiedersi cosa mai potrà accadere tra la prossima e l’ultima settimana di giugno: il 23 giugno, massimo di Siderografo del 2013, sarà giusto domenica prossima  e  quindi  le settimane coinvolte nell’evento saranno ben due. A pelle, la cosa che, con maggiori probabilità, potrà accadere è un ennesimo scivolone del MACD, questa volta sotto la propria media mobile più lenta (linea bianca continua). Nulla di particolarmente drammatico, ad onor del vero: già una chiusura, venerdì prossimo, a cavallo degli attuali valori renderebbe, infatti, tal evento “più che evidente” agli occhi di tutti!
Come dir che, da lunedì prossimo,  anche il semplice “stare” (quel che al tempo dei pionieri dell’Analisi  Tecnica si sarebbe detta una “pausa di consolidamento sui livelli raggiunti”) potrebbe rivelarsi quale premessa per eventi ancor più negativi: perché non c’è alcun dubbio che la discesa del MACD settimanale dello S&P500 sotto la propria media mobile a 9 periodi dovrà interpretarsi quale “segnale foriero d’eventi ben più negativi”.
L’ultima volta che il MACD settimanale dello S&P500 è sceso, prima, sotto la propria media mobile più rapida (a 5 periodi) e poi, nella settimana subito successiva, sotto quella più lenta, era stato il 19 ottobre 2012 e, nelle  cinque  settimane che spinsero i corsi verso il basso, la differenza tra il massimo di quella  settimana (1464punti) ed il minimo di novembre (1343punti) fu di oltre 8 punti percentuali. E’  anche  vero, però, che all’epoca il MACD si moveva a cavallo dei 30 punti e non degli attuali 50…
A 50pti, il MACD ci arrivò nell’inverno del 2011 e, una volta scivolato sotto la propria media più rapida, e poi sotto quella più lenta, la discesa fu di sole due settimane e non produsse particolari sconquassi: certo, tra il massimo ed il minimo di quel periodo corsero quasi 6 punti percentuali, ma il mercato recuperò molto velocemente e due mesi dopo l’evento, con il MACD comunque ancor sotto ad entrambe le proprie medie,  lo S&P500 andò a segnar un nuovo massimo d’indice dopo circa nove settimane (come dire: dopo due mesi). Ed una cosa simile, in fondo, avvenne anche negli altri due soli casi in cui il MACD riuscì a portarsi a cavallo dei 50 punti…  
Era il 1998 ed il 1999 e, in entrambi i casi, lo S&P500, dopo che il MACD settimanale era sceso sotto  le  sue  due medie mobili, andò a segnar nuovi massimi d’indice nell’arco di due mesi. Anche allora s’era a cavallo tra la primavera e l’estate: a maggio il MACD dava i  suoi primi segnali negativi ed a luglio, invece, l’indice segnava i propri massimi di periodo. Da lì seguiva una caduta che s’esauriva solo allorché il MACD si riportava oltre le due medie citate.

Ora, sarà pur vero che la storia non ama quasi mai ripetersi esattamente, ma pensare (purché non si trasformi, per alcuni, in un “sperare”) che, anche quest’anno, dopo due mesi dall’evento subito sul proprio MACD, lo S&P500 possa andare a segnar nuovi massimi di periodo (superiori pertanto ai 1687p battuti lo scorso maggio)  non ci pare affatto un  illecito. Quanto meno, crediamo di poterlo segnar sulla  nostra  agenda, sebbene accompagnato da un punto di domanda (e qualche puntino di sospensione): S&P500: nuovi massimi in agosto?…
Che la domanda potrà trovar una risposta positiva è, d’altronde, quel che gli stessi Percorsi Trimestrali dell’Indice S&P500 parrebbero suggerirci (come fecero, in fondo, nell’inverno del 2011, seppur con maggior convinzione di quanto stiano facendo ora):

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Al momento, s’attendono nuovi massimi a cavallo dei 1720p, nel corso del prossimo trimestre, e proprio quest’ultima attesa parrebbe in grado di fornir buon conforto all’ipotesi avanzata, più sopra, di nuovi massimi durante il mese d’agosto sul mercato americano.

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Ed il prossimo evento che dovrà attendersi sarà la discesa della media più veloce del MACD sotto la più lenta (la linea azzurra tratteggiata sotto la linea bianca continua, N.d.R.).  Rispetto a quanto previsto la scorsa settimana, però, questa volta  l’evento parrebbe un po’ meno scontato: sarebbe sufficiente, infatti, una chiusura di trimestre a cavallo dei 1600p (+0.5% dagli attuali livelli) perché l’evento debba poi esser posticipato…  
Proviamo a chieder aiuto al Siderografo. Quest’ultimo ci segnala due date molto vicine l’una all’altra ancorché “di scarso rilievo” (giacché segnate in giallo… in blu sono quelle “di gran rilievo” ed in rosso, invece, quelle “di rilievo” semplice, N.d.R.): il 6 e l’8 luglio, come dir a cavallo tra le due settimane subito successive alla prossima.

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Potrebbe esser che l’evento atteso abbia a cascar proprio in quel periodo?… Potrebbe, certo. Possibile, tuttavia, che un evento di tale importanza (e di portata sicuramente negativa) possa esser indicato come un appuntamento “di scarso rilievo”?… Possibile. E non sarebbe neppure la prima volta: d’altra parte, a che mai servirebbe segnar con grand’evidenza, sulla propria agenda, gli eventi largamente attesi?…
Già, ma poi…  
ƒ tra l’8 luglio ed il 23 agosto non c’è più una sola data: porte aperte, quindi, all’Inatteso.
[in quel periodo, infatti, sull’agenda non si segna nulla, ma gli eventi, ancorché “inattesi”, non si fermano e, di solito, proprio gli inattesi sono gli eventi che più incidono sui mercati…]  
 
Già ma “inatteso” da chi?… Si dice “dai più” e… questo è soprattutto il problema: sin quando non prende avvio il periodo d’Inatteso, infatti, non si può saper cosa mai sia “l’inatteso dai più” (non è detto, infatti, che coincida con quel che è “inatteso da noi”…). Il che spiega perché noi si resterà a Milano sino al 14 luglio e, soprattutto, perché…
ƒ non abbiamo in programma, per ora, alcuna vacanza dal 21 luglio al 23 agosto.
Per uno che le vacanze estive le “prenota” con quasi un anno d’anticipo è invero una notizia.   
 
Che c’entra tutto ciò col mercato italiano?… Forse nulla o forse molto,  chissà… Oggi non abbiamo ancor gli elementi per scrivere “certe” affermazioni , ma le idee (quelle sì!) ce le siamo fatte e le spendiamo nei diversi incontri e conferenze che abbiamo per la penisola in questi giorni (d’altra parte, lì è più facile: “verba _ come si sa _ volant”).  
Martedì prossimo, avremo l’ultimo incontro pubblico prima dell’estate in quel di Milano e chi sarà presente sentirà, in anteprima, quel che ci frulla per la testa. Poi, col passar dei giorni, ed acquisendo maggior convinzione nelle nostre idee (cosa che, tuttavia, non sarà possibile prima della chiusura del trimestre e  l’inizio  del  prossimo) le metteremo a disposizione di tutti. Non vi resta che attendere, insomma: per ora vi basti quel che noi s’è scritto all’inizio di questo nostro pezzo. È una mazzata?… Beh… né più né meno di quel che spesso capita. D’altra parte lo scorso settembre, proprio in un nostro incontro pubblico in cui noi s’avanzava delle  idee  che,  in  fondo,  all’epoca,  nessuno condivideva o quasi c’eravamo permessi di dire:
 
La grande fatica che io, oggi, andrò a spendere non sarà tanto sull’esposizione di quel che, in fondo, già conosco, quanto sulla necessità di portare  il maggior numero, tra voi, a credere a quel che io già credo, almeno oggi… Il buffo sarà che, alla fine, a stupirsi delle mie conclusioni saranno proprio coloro che credono di conoscermi meglio.  
Tutto ruota attorno al motivo per cui…
_ v’ho fatto venire sin qui  
_ e perché mai proprio oggi?…     
Il vero motivo, infatti, non può che esser uno ed uno soltanto:
ƒ  spingervi a credermi ed a credermi da subito (o quasi…) perchè il farlo più avanti potrebbe rivelarsi del tutto inutile, giacché (forse…) fuori tempo massimo [quanto meno rispetto al mio modo d’intendere il tempo].  
 
Come riuscire a farmi credere, movendo dalla convinzione che comunque sono nel giusto e che
non è mia intenzione ingannar nessuno?
_ Potrei provar a farlo usando effetti speciali?
_ Potrei incantarvi come si fa coi serpenti?
_ Oppure, come?…
 
Alla fine, ho scelto un modo alquanto insolito e pertanto…  
ƒ farò, con voi, quel che fece Aladdin con Jasmine quando, porgendole la mano, la invitò a salir sul suo tappeto volante.

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