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Carney e poco altro

INTRO: Non vorremmo essere ripetitivi al punto da apparire stucchevoli, ma il mercato, l’entità suprema che in questo contesto condiziona le nostre scelte, la nostra operatività,…….

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Davide Marone – Financial Analyst FXCM Italia


    il nostro destino, davvero non ci offre delle onde da poter cavalcare per lavorare in maniera efficiente nel trading. In questo caso quello che impropriamente potremmo definire, mutuandolo dal più classico mercato azionario, “stock picking”, cioè la scelta dei titoli da inserire nel nostro paniere in portafoglio, diventa un obbligo laddove ci si proponesse di ricercare quei pochi strumenti che da un punto di vista tecnico forniscono delle discrete opportunità.

    Il Dollar Index come becnhmark
    L’importanza di valutare nell’ambito della propria analisi dei mercati, e quindi al fine di ricercare le migliori occasioni per implementare delle operazioni, un benchmark, risulta senza alcun dubbio strategica. Il benchmark che in assoluto riveste l’importanza più significativa all’interno del mercato valutario, e non solo, è il Dollar Index. Notoriamente noi preferiamo prendere in esame l’FXCM Dow Jones Dollar Index, a differenza del più noto Dollar Index a nostro parere troppo sbilanciato verso l’euro e non effettivamente rappresentativo della situazione della valuta più importante su scala globale. L’indice infatti ha intrapreso da inizio Luglio un preciso cammino ribassista al quale ha seguito una correzione durante la fine del mese di agosto per poi intraprendere, anche grazie al mancato tapering della Fed di dieci giorni fa, un altro marcato trend ribassista che solo da pochi giorni sembra ritracciare; da qui siamo entrati in una lateralità che lo vede muoversi in maniera anche nervosa all’interno di 40 punti e su punti tecnici non strategici al fine di poterne comprendere le future evoluzioni, e da qui andare poi a ragionare sui singoli livelli di prezzi dei 4 cambi che concorrono alla sua formazione. Per eccesso di zelo ricordiamo che esso rappresenta equiproporzionalmente la dinamica del dollaro americano contro l’euro, lo yen, la sterlina ed il dollaro australiano. Vale perciò assolutamente monitorare un riferimento come il Dollar Index in primo luogo per comprendere il contesto di mercato all’interno del quale ci troviamo, ed in secondo luogo per valutarne la price action e tradarlo direttamente o per effettuare compravendite sui cambi interessati, dati i punti tecnici di ciascuno. 10.585 e 10.530 appaiono senza alcun dubbio i livelli di resistenza e supporto che occorre sorvegliare al fine di poter apprezzare movimenti degni di nota sul valutario.

    Carney a sopresa
    E’ notizia di alcuni minuti fa, Reuters la fonte, secondo la quale il governatore della Bank of England Carney avrebbe dichiarato che ancora esclude categoricamente la possibilità di incrementi dell’attuale Quantitative Easing, attualmente pari ad una quantità totale di 375 miliardi di sterline. Da tempo è infatti in seno al MPC dell’istituto centrale britannico il dibattito circa un incremento di 25 miliardi di sterline per portare il piano totale a 400 laddove i fondamentali risultassero ancora deboli. Il recente arrivo di Mark Carney alla guida dell’Istituto, dopo Mervin King, ha per la verità dato una sferzata decisiva al tema come si evince dalle più recenti Minute BOE che hanno visto l’unanimità (9 a 0) a favore di un mantenimento degli attuali quantitativi. Ciò che stupisce di tutto ciò è senza alcun dubbio il tempismo del Governatore, abbastanza inusuale. Sembra infatti che egli abbia partecipato ad un incontro nello Yorkshire negli offici di una prestigiosa law firm nella giornata di ieri, al quale poi sembra aver imposto una sorta di embargo alla stampa. Ad ogni modo tutto è trapelato questa mattina e la reazione della sterlina è stata immediata con acquisti che, contro dollaro americano, le hanno permesso di staccarsi dai supporti in area 1,6040 per volare fino oltre area 1,61 da dove potrebbe correggere per poi provare a testare i massimi relativi in area 1,6160. Ma di questo ne parleremo a breve nella sezione tecnica.

    QUADRO TECNICO
    EurUsd: il canale rialzista che conteneva il prezzo a partire da inizio settembre è stato sporcato dal recente nervosismo della price action che ha ripreso una correzione rialzista dentro una più ampia correzione ribassista giunta successivamente alla flag di inizio settimana. L’impostazione che si può evincere da un grafico orario (il 4 ore è decisamente meno chiaro) resta rialzista ancora intorno al cento gravitazionale rappresentato dall’1,35. Un superamento del pivot daily, potenzialmente favorito dal sostegno delle medie mobili esponenziali a 21 e 100 periodi, potrebbe permettere il raggiungimento di 1,3520 per tentativi in area 1,3540. Da lì varrebbe la pena valutare nuovamente posizionamenti corti con i medesimi riferimenti. 1.3465 il supporto più importante.
    UsdJpy: ancora estremamente complicata la situazione tecnica del cambio che continua letteralmente a muoversi in maniera nervosa e solo parzialmente tecnica nel rispetto dei punti di supporto e resistenza più rilevanti. All’interno di una fondamentale lateralità, l’oscillatore stocastico nel grafico a 4 ore può essere d’ausilio ad impostare un’operatività short verso i supporti a 98,30 guardando sempre con prudenza il cruciale 97,80. 98,75 e 99,10 le resistenze principali.
    EurJpy: continuando a muoverci all’interno del canale rialzista, per quanto sporcato sul supporto attorno ad area 133,30. Il riferimento statico è ora il 132,65 che il cambio nel breve potrebbe andare a ricercare per test del livello e della media mobile a 100 periodi del valido grafico a 4 ore. Da lì si potrebbe nuovamente ricomprare guardando ai livelli di 133,20 e 133,55 su tutti, o girarsi corti su violazioni (meno probabili) al ribasso per il cruciale obiettivo a 131,85.
    GbpUsd: come già accennato sopra, il movimento di pochi minuti fa è stato degno di nota anche se di fatto ha ribadito una strutturale e relativa forza della sterlina contro dollaro e non solo. 1,61 diventa perciò ora una possibile area di test per ripartenze verso area 1,6160. Sotto 1,61 e, ancor meglio, sotto 1,6075 è possibile l’implementazione di posizioni corte per l’1,6030 e l’1,60.
    AudUsd: ci troviamo ancora all’interno dell’ampia correzione ribassista del cambio partita dai massimi relativi a 0,9530 che era stato il punto di massimo del trend rialzista partito invece da area 0,89. Tracciando i livelli di Fibonacci di questo trend è riscontrabile come ancora appaia lontano il 38,2% in area 0,9280 e, l’appiattimento dei minimi sul prezzo, potrebbe sottendere ad una mancanza di spinta tale da raggiungere quell’area di supporto ed una violazione al rialzo della figura bearish. Sul 4 ore questo dipenderà dal cedimento della media mobile a 21 periodi, dal livello dinamico transitante per 0,9375, dal livello statico a 0,9390 e dallo stocastico che sembra preludere ad una divergenza rialzista. 0,9450 l’obiettivo in questo scenario. Pattern di divergenza rialzista che si riscontra pure sul grafico orario per immediati approdi a 0,9375 appunto. Da lì, su invalidazione dei segnali appena forniti, la possibilità di rimettersi corti per 0,9320 e appunto 0,9285.

Fonte: FXCM Italia

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