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Compagnie con depositi di platino fuori dall’Africa (2)

Trucco Giuseppe

Prosegue la ricerca di compagnie del settore platinoidi all’esterno dei confini africani……

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Restano da esaminare compagnie con depositi in cui i platinoidi hanno un peso significativo seppure secondario, oppure un peso primario, ma in depositi che sono un asset secondario della compagnia in questione. Iniziamo da queste ultime. Ne ho identificate solo due.

Panoramic Resources (quotata in Australia col simbolo PAN.AX) è una compagnia australiana che produce nichel (più rame e cobalto) da due miniere australiane (Savannah e Lanfranchi) e abbastanza male se la sta passando alla luce della forte debolezza del prezzo di questo metallo che rispetto a cinque anni fa si è bell’e che dimezzato.

Tanto è vero che da un massimo di 3 dollari australiani per azione a fine 2010 veleggia ora ad un decimo di quel prezzo (perché mentre il nichel si dimezzava di prezzo le miniere sono passate dall’essere una fonte di utili ad essere una fonte di perdite!). Il mercato al prezzo attuale la valorizza circa 73 milioni di dollari australiani. In realtà non è una compagnia gestita male, anzi, da inizio secolo ha guadagnato oltre mezzo miliardo di flussi di cassa netti dopo tutto, ne ha girata una buona parte sotto forma di cospicui dividendi (finché Berta filava) e da lavoro a 400 dipendenti e se il prezzo del nichel non avesse remato contro avrebbe regalato delle soddisfazioni pure agli azionisti, o per lo meno era così che la pensavo io quando ve la recensii per la prima volta l’anno passato, recensione per la quale ancora oggi subisco minacce di morte… La compagnia ha poi 2 progetti auriferi sempre in Australia che potrebbe mettere in produzione se solo ricavasse profitti dalla produzione di nichel con cui poterli finanziare. Riuscisse a farlo potrebbe aggiungere alla produzione delle 20.000 tonnellate di nichel anche 200.000 once d’oro annue. Chiaramente non è una compagnia da acquistare per gli asset inerenti i platinoidi, che nell’economia del gruppo sono quelli meno importanti, semmai per la fiducia nella sua capacità di portare a termine i progetti menzionati finora ed a patto di essere ottimisti sul nichel (ed io non essendolo, ora come ora non ci investirei).

Tuttavia la compagnia ha un progetto con platino e palladio in Canada ed un altro in Australia, entrambi in stand-by, al primo dei quali io da sempre guardo con molto interesse. Il progetto di Thunder Bay North in Ontario infatti è uno dei pochissimi con il platino predominante ma soprattutto l’unico deposito non africano assieme alle miniere di Stillwater che possieda gradazioni relativamente elevate (oltre 2 grammi di platino “equivalente” per tonnellata). Ahimé non si può dire che abbia già definito riserve sufficienti ad entusiasmare il mercato (0,8 milioni di once di platino “equivalenti”, cioè ottenute convertendo il palladio presente nel numero di once di platino aventi pari valore economico) ed infatti proprio la breve vita prevista della miniera con le sole risorse già definite aveva abbruttito i risultati dello studio preliminare di fattibilità economica predisposto da Magma Metals (che sarebbe stata poi acquisita da Panoramic pochi mesi dopo). Purtroppo non ci sono attualmente le condizioni per investire nell’esplorazione di nuove risorse a Thunder Bay North, che di fatto rappresenta dunque un asset dormiente, e come tale il mercato tenderà probabilmente ad ignorarlo (per la compagnia forse avrebbe più senso monetizzarlo, o attribuirlo ad una società da staccare tramite spin-off). Io per ora non investirei sul titolo (benché stia mantenendo una posizione rimpicciolita… dalla perdita) ma devo dire che non posso non provare più simpatia per chi nella presentazione ammette di aver dovuto imparare alcune verità facendo tesoro degli errori del proprio passato, invece che fare come gli arroganti di Prophecy Platinum che si fanno belli per aver perso qualche punto percentuale in meno rispetto all’indice di riferimento, asserzione oltre tutto non veritiera (ma difficile accorgersene) come ci ha fatto notare l’arguto commentatore Enzo F. .

Solitario Exploration & Royalty (quotata col simbolo XPL al Nyse-Amex) è la sola altra compagnia di cui io sia a conoscenza con un interessante deposito primario di platinoidi in fase di studio che non rappresenta un asset significativo per la compagnia. A differenza di Panoramic la compagnia dice poco del progetto brasiliano Pedra Branca che è in joint venture con l’importante partner Anglo Platinum (il produttore di platino numero 1 al mondo, scusa se è poco), mentre dice molto dei suoi altri progetti bandiera, probabilmente perché Pedra Branca (da non confondersi con Branca Menta) è sviluppato da Anglo Platinum, che come tutte le major non sente molto l’esigenza di comunicare i risultati esplorativi (sono giustificati dal fatto che solitamente per i loro azionisti questi sono meno importanti rispetto ai dati di produzione delle miniere attive). Oggi questa compagnia a mio avviso è a buon mercato e potrebbe essere un momento buono per investirci, a patto di essere consapevoli che si tratta di un titolo speculativo e può causare perdite più significative rispetto ad un titolo “normale”, ragione per la quale non mi azzarderei, specie di questi tempi grami, a metterla in top ten. Tuttavia se interesse deve destare qualche attivo della compagnia questo non è tanto Pedra Branca, bensì Mt Hamilton e in secondo luogo Bongarà. I platinoidi di Pedra Branca credo incidano per meno del 10% del valore intrinseco della compagnia, né qualcuno si preoccupa di comunicarne gli sviluppi, per cui sarebbe anche difficile poterne dare un giudizio. Tanto più che qualora Anplats finanziasse tutto il finanziabile fino alla messa del progetto in produzione commerciale, avrebbe ancora diritto a salire dall’attuale 51% al 65%. Certo possedere un terzo di una miniera di platino per una compagnia che capitalizza solo 33 milioni di dollari sarebbe già notevolissimo. Ma è dal 2002 che vanno avanti le esplorazioni (probabilmente il progetto merita perché Anplats vi ha speso oltre 10 milioni e non si è mai ritirata) ed ancora non si è giunti nemmeno a definire delle riserve ufficiali, quindi campa cavallo prima che sta roba diventi una miniera. 

Nel prossimo articolo passeremo invece in rassegna alle compagnie con depositi di rame e/o nichel oppure di oro, che ventino significativi crediti derivanti da platinoidi.

 

 

Fonte: truccofinanza.it

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