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Corona Norvegese, scende l’appeal nordico

norvegia

Pressioni al ribasso sulla valuta
Si sono accentuate negli ultimi mesi le pressioni ribassiste sulla Corona Norvegese che presenta un saldo negativo di oltre il 7% nel 2013 sia rispetto all’euro che al dollaro. A sgonfiare le quotazioni…

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delle divisa scandinava – che un anno fa viaggiava nei pressi dei massimi storici rispetto all’euro complici i consistenti acquisti come asset rifugio nell’apice della crisi del debito dell’eurozona – sono le differenti condizioni in cui versa l’economia del più grande produttore di petrolio dell’Europa occidentale. I primi tre mesi dell’anno sono coincisi con una discesa del Pil nell’ordine del 2,7 per cento annuo. Indicazioni non incoraggianti sono arrivate anche dai dati anticipatori sul secondo trimestre con la produzione manifatturiera scesa pesantemente a maggio (-2,1% m/m)  innescando ulteriori vendite sulla Corona Norvegese scesa nella prima parte di luglio sui minimi dal 2010 rispetto al dollaro Usa.  

Norges Bank pronta ad agire
Deboli riscontri  economici che stanno indubbiamente alimentando le pressioni sulla banca centrale per un taglio del costo del denaro. Nel meeting di giugno la Norges Bank ha in pratica già preannunciato la concreta possibilità di un futuro possibile taglio dei tassi dall’attuale 1,5% alimentando ulteriormente la discesa della valuta. “Il tasso di riferimento rimarrà al livello attuale o un po’ più basso nel prossimo anno”, ha rimarcato il governatore della banca centrale, Øystein  Olsen, facendo intendere la ferma intenzione di sostenere al meglio la ripresa economica del Paese che dopo la solida crescita del 2012 (+3,2% il Pil), quest’anno  paga il deterioramento della domanda globale.  A frenare la Norges Bank dal muovere al ribasso sui tassi già a giugno è stato, come precisato dallo stesso governatore dell’istituto centrale Øystein Olsen, il balzo inatteso delle pressioni inflattive. L’indice dei prezzi al consumo si è infatti portato prima all’1,4% a maggio per poi salire ai massimi a due anni e mezzo il mese successivo (2,1%).
Tra le poche indicazioni positive arrivate negli ultimi mesi c’è invece il dato sulla disoccupazione, scesa  inaspettatamente a maggio dal 3,5 al 3,4% e che ha parzialmente smorzato la speculazione su un taglio dei tassi nel prossimo meeting di settembre.  La Norges Bank stima una disoccupazione in media al 3,75% quest’anno e il prossimo.

La divisa nordica mantiene solidi fondamentali
Le attese di mercato sono di una risalita progressiva dell’economia norvegese nella seconda metà dell’anno con conseguente risalita dell’appeal della Corona Norvegese che vanta un’invidiabile solidità dei conti pubblici testimoniata dal merito di credito massimo assegnato alla Norvegia dalle tre grandi agenzie di rating. “La tripla A norvegese – ha recentemente affermato Fitch – riflette un’economia con un alto valore aggiunto e il solido contesto istituzionale”. Il consensus Bloomberg  vede la divisa nordica tornare a rafforzarsi nei prossimi trimestri con cross euro/nok in area 7,5 tra 12 mesi dai 7,85 attuali. Nonostante il ritracciamento di quest’anno,  guardando la parità del potere d’acquisto calcolata dall’Ocse che prende come base il Dollaro Usa, la Corona Norvegese risulta sopravvalutata del 32,7%, seconda solo al Franco Svizzero.

Fonte: RBS

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