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Corona Svedese, cresce pressing su Riksbank

AUSTRALIA - BANDIERA

Il trend rialzista si prende una pausa
Segnali di stabilizzazione per la Corona Svedese protagonista negli ultimi anni di un incalzante processo di apprezzamento. La crescita dell’appetito per il rischio sui mercati con lo sgonfi arsi delle tensioni legate alla crisi del…

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debito ha favorito l’allentarsi delle pressioni rialziste sulla valuta svedese che si mantiene comunque a livelli decisamente elevati (ancora il 26% circa sopra i valori a cui viaggiava a marzo 2009 rispetto all’euro). Dai picchi toccati l’estate scorsa, che corrispondevano con i massimi dal 2000 rispetto all’euro, ora la Corona Svedese viaggia il 5% circa sotto quei livelli anche se il saldo da inizio anno risulta sostanzialmente in parità.

Forza della divisa d’intralcio all’export
La forza della divisa nordica non ha mancato di provocare le proteste da parte delle società esportatrici che vedono intaccata la loro competitività. Malumori che hanno spinto il governo a prendere una posizione decisamente più interventista. Il primo ministro svedese, Fredrik Reinfeldt, settimana scorsa ha sottolineato la necessità per il Paese di politiche atte a mantenere i tassi di interesse bassi e limitare i danni che la forza della valuta causa all’export del Paese che contribuisce per oltre il 50% sul Pil. Più esplicito è stato il ministro delle Finanze, Anders Borg, ipotizzando la possibilità di interventi risolutivi nell’eventualità di un’ulteriore ascesa della valuta. “Dato il rallentamento della congiuntura europea – ha sottolineato Borg – per rimanere competitivi dobbiamo pensare anche alla moneta”. L’esecutivo di Stoccolma, adducendo proprio agli effetti negativi della forza della valuta su esportazioni e mercato del lavoro, ha recentemente tagliato le stime economiche per il 2014 (passate da +3% a +2,2%). Per sostenere i consumi interni e bilanciare il rallentamento dell’export verso l’Eurozona, l’esecutivo della prima economia scandinava ha deciso di tagliare a partire da quest’anno la tassazione sulle imprese dal 26,3% al 22%, prevedendo anche investimenti in infrastrutture del valore di 100 miliardi di corone nel periodo tra il 2014 e il 2025.

Aumenta pressione sulla Riksbank
Si fa strada quindi la possibilità che le autorità svedesi prendano posizione nella battaglia valutaria che ha visto quest’anno il Giappone alzarne i toni attraverso una politica monetaria ultra-espansiva che ha sgonfi ato i valori dello yen dando così fi ato all’economia nipponica. L’aumento del pressing politico sulla Riksbank, la banca centrale del Paese, non ha mancato di sollevare polemiche da parte dell’opposizione circa l’ingerenza sull’operato dell’istituto centrale, che dal canto suo ha ribadito la totale indipendenza del proprio mandato. Il mese scorso la Riksbank, oltre a mantenere il costo del denaro fermo all’1%, ha rinviato alla seconda metà del 2014 il momento previsto per l’inizio della fase di stretta monetaria alla luce del fatto che le nuove previsioni vedono il raggiungimento del target di infl azione al 2% non prima del 2015 (ad aprile l’infl azione è risultata solo dello 0,5%). Il consensus Bloomberg vede i tassi fermi all’1% fi no a fi ne 2014 con il cross Euro/Sek riprendere a scendere in area 8,35 a fine anno (dagli 8,55 attuali).

 

Fonte: The Royal Bank of Scotland plc . Rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.

 

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