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Corona Svedese, tassi bassi e crescita vigorosa

svezia

Lontani i picchi dell’estate 2012
Si avvia alla conclusione un anno di tregua per la Corona Svedese protagonista negli anni passati di ripetute pressioni rialziste complici soprattutto i problemi dell’eurozona……


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che avevano spinto gli investitori verso porti sicuri quali la divisa della prima economia scandinava. L’allentarsi delle pressioni rialziste non ha comunque portato a un vero e proprio cambio di sentiment sulla divisa svedese che si mantiene ancora su livelli decisamente elevati (il 26% circa sopra i valori a cui viaggiava a marzo 2009 rispetto all’euro). La Corona Svedese viaggia l’8% circa sotto i picchi toccati nell’estate del 2012 che corrispondono con i massimidal 2000. Il saldo 2013 è  invece di un ritracciamento di quasi il 3% rispetto all’euro con cross che nelle ultime settimane si è stabilizzato in area 8,80. Corona in lieve deprezzamento anche nei confronti del dollaro in questo 2013 grazie soprattutto alla risalita del biglietto verde nelle ultime settimane che ha contribuito a riportare il cambio US$/SEK di slancio sopra quota 6,60.
La Riksbank non tocca il costo del denaro
Nonostante l’emergere di crescenti pressioni anche da parte del governo svedese per una politica monetaria più spiccatamente espansiva volta a contrastare la forza della valuta, la Riksbank ha mantenuto quest’anno invariato il livello dei tassi. La banca centrale del Paese nella riunione tenuta alla fi ne del mese scorso, oltre a mantenere il costo del denaro fermo all’1%, ha indicato che un rialzo dei tassi non dovrebbe aver luogo prima della fi ne del 2014 in modo da favorire il rafforzamento dell’attività economica e parallelamente permettere all’infl azione di riportarsi nei pressi del target del 2%. Anche il consensus Bloomberg vede i tassi fermi all’1% fi no all’ultimo trimestre del 2014.
Forte crescita per disinnescare rischio deflazione
Nell’ultimo anno a destare crescenti preoccupazioni è l’evoluzione dei prezzi al consumo che per buona parte del 2013 si sono mossi in territorio negativo. Dal picco negativo di maggio (-0,5% del cpi annuo) l’infl azione negli ultimi mesi è tornata a mostrare un lieve segno più (+0,1% annuo a settembre) a la stessa Riksbank ha cercato di evitare un eccesso di allarmismo rimarcando nel’ultimo statement che “nonostante l’infl azione sia bassa, quando l’attività economica migliorerà, i prezzi all’importazione ei salari aumenteranno più velocemente e per le aziende svedesi sarà più facile trasmettere i loro aumenti di costo sui prezzi”. L’istituto centrale vede l’infl azione raggiungere il target del 2 per cento nel 2015. La defl azione dovrebbe quindi trovare un antidoto naturale nell’atteso boom della congiuntura che dovrebbe benefi ciare nei prossimi anni di bassi tassi di interesse abbinati a una politica fi scale espansiva. In tal senso l’esecutivo della prima economia scandinava da quest’anno ha ridotto la tassazione sulle imprese dal 26,3% al 22%, prevedendo anche investimenti in infrastrutture del valore di 100 miliardi di corone nel periodo tra il 2014 e il 2025. Anche le ultime previsioni della Commissione Europea vedono il Pil svedese mostrare i muscoli e crescere al ritmo dell’1,1% quest’anno per poi accelerare con decisione nel 2014 (+2,8%) e 2015 (+3,5%). Stime che pongono la Svezia come economia a maggior tasso di crescita tra quelli dell’Unione Europea se si escludono quelli dell’area baltica.

Fonte: RBS

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