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Cosa fare con gli auriferi?

Da un po’ di tempo TF si avvale della collaborazione del bravissimo Davide Spinelli, che ha espresso chiaramente le sue idee al riguardo dell’oro….….

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Contemporaneamente TF continua ad indicare una top ten di titoli argento-auriferi “difensivi” (titoli di compagnie mediamente ben gestite, con buoni track record, con costi di produzione relativamente bassi, livelli di debito contenuti se non posizioni finanziarie nette positive) su cui potrebbe essere poco chiaro come comportarsi: vendere, mantenere, accumulare? E’ ovvio che ciascuno dei lettori deve prendersi le proprie responsabilità e decidere per proprio conto il da farsi, ma a scanso di equivoci devo dire che l’opinione di chi scrive è la seguente: il settore aurifero ha ancora di fronte a sé una fase di ribasso prima di poter finalmente riprendere un trend rialzista, potrebbe verificarsi una vera e propria capitolazione finale, e per quanto i titoli maggiormente difensivi potrebbero essere in grado di sopravvivere relativamente bene a quest’ultimo colpo di grazia (mentre altre compagnie invece finiranno per fallire del tutto), nello scenario che io immagino (e che naturalmente potrebbe essere sbagliato), anche i titoli auriferi più difensivi e sottovalutati, hanno comunque maggiori probabilità di subire ulteriori perdite piuttosto che non dei rialzi (seppure con singoli titoli che faranno eccezione ma che non è dato sapere in anticipo quali saranno). Se possono pure esserci ragioni di natura fiscale, o di prudenza, o di rifiuto ad operare come trader, tali per cui alcuni potranno preferire mantenere le posizioni in perdita, io credo però che sia sconsigliabile oggi accumulare ancora le posizioni andando contro questo netto trend ribassista, almeno sino a quando lo scenario non sarà mutato, ma naturalmente questa è solo la mia opinione.

La mia triste aspettativa è dettata non soltanto dalle brillanti analisi di Davide Spinelli, ma anche dalle previsioni di quello che considero il più capace forecaster al mondo, Martin Armstrong (ho grande stima di questo studioso benché sia così sprezzante e irriverente con i gold bugs come me, ma avendo già espiato molti anni di carcere glielo perdoniamo). Peccato non averlo riscoperto prima… Ecco alcune delle cose da lui dette:

Qui ha detto: L’oro è stato la migliore copertura dal rischio (hedge) di … fare soldi. … Tutte le lettere di odio che ho ricevuto dal 2011 e gli spettacoli radiofonici spacciati per analisi che avevano solo scenari positivi per l’oro e si rifiutavano di riportare le mie opinioni, hanno rivelato quanto inaffidabili siano diventati. Questa è tutta una questione di sostenere una scommessa perdente trovando ogni scusa buona per sostenere i motivi per cui hanno veramente ragione. Alla fine della fiera, l’oro si ridurrà a nuovi minimi durante il 2014 per questa mossa e si avrà convinto la maggioranza delle persone che andare al ribasso sull’oro sarà la scommessa vincente garantita. Questo è quello che ci serve. Una marea crescente di ribassisti. Ho detto che devi “scuotere l’albero e farli scendere da lì”. Una volta che questo sia accaduto, allora e solo allora l’oro potrà beneficiare di un nuovo momento di fortuna.

 

Qui invece ha detto: Bisogna “scuotere gli alberi” fino a quando anche i tori più irriducibili cadono giù. Il fatto che sempre più persone si stanno unendo al fronte ribassista è indicativo di come il processo di pensiero si può ribaltare – una inversione del ciclo in un certo senso. In cima ad un mercato toro, non è possibile trovare una voce ribassista. La gente parla di nuovi massimi e il picco si sposta esponenzialmente all’in sù. Questo è il combustibile per il crollo perché non sono mai le posizioni ribassiste, bensì la mancanza disposizioni ribassiste che sostengono i mercati in un declino. Quando tutti sono al rialzo e cominciano a vendere, si ottengono le maggiori correnti discendenti perché non ci sono offerte di acquisto. Al minimo invece ognuno è ribassista e le posizioni short abbondano. Il che a sua volta è il carburante per l’inversione al rialzo. La classica ricopertura degli short fuori dal buco. Ed è per questo che abbiamo bisogno che la maggior parte degli analisti diventi ora ribassista, finalmente. Essi inizieranno a invocare un minimo a 600 dollari per oro presto. Abbiamo bisogno che si costituisca questo tipo di sentimento orso perché si possa toccare il fondo.

Armstrong si è espresso sull’oro anche qui, e qui, e qui, ed altre innumerevoli volte, e se solo l’uomo fosse capace a piazzare delle etichette dei suoi articoli sarebbe facile poter accedere all’elenco di tutti quanti quelli targati con l’argomento gold… Per farvela breve Martino è dell’idea che si debba andare a toccare un minimo a sud di 1000 dollari l’oncia, finanche 875 dollari, anche se non è certo del quando (forecaster non vuole dire profeta).

Danno24 in un commento ad un articolo premium su Metal Augmentor diceva qualcosa di simile: “The longs have been trying to catch a falling knife for the last 2 1/2 years and we all have many cuts and bruises and losses. We’ll probably hit the bottom in gold/silver in another 10-20 months in 2014/2015, at the same time the last one of us sells. That’s where major bottoms occur, when there are no more bulls.” (traduzione: “i rialzisti hanno cercato di acchiappare un coltello che cade per vli ultimo 2 anni e mezzo e tutti noi siamo pieni di tagli e contusioni e perdite. probabilmente toccheremo il fondo con l’oro e l’argento tra 10-20 mesi nel 2014-2015 al tempo stesso in cui l’ultimo di noi avrà venduto. E’ in quel momento che accadono i minimi più significativi: quando non ci sono più rialzisti”).

Probabilmente non siamo così lontani da questo sentiment super-ribassista sull’oro, se è vero che ormai i lingotti d’oro vengono abbandonati nella toilette degli aerei! Però in effetti non tutti i gold bug ed i complottasti dell’oro (da cui il sottoscritto ha sempre cercato di mantenere le distanze) per ora hanno gettato la spugna. Forse è il caso di dare il buon esempio ed essere i primi qui su TF?

Beh, io per ora mi limiterei a sgomberare dalla top ten un paio di titoli, Medusa Mining (reduce da una recente discreta risalita) e Endeavour Silver (compagnia di qualità, ma non a buon mercato come altre), ma come dicevo prima anche per tutti gli altri vale il consiglio di non accumulare, non comprare se non lo avete già fatto, ed attendere che l’oro e l’argento diano segnali di aver toccato il fondo. Sperando che questo sia molto vicino e non troppo in basso perché il sottoscritto, in tutta sincerità, non se la sente di smantellare le posizioni, non fosse altro che per ragioni fiscali (ormai le minusvalenze non si possono compensare con quasi niente, né cedole, né dividendi, né plusvalenze su ETF, eccetera, e scadono dopo soli 4 anni). A questo proposito io sconsiglierei di liberarsi da quegli scheletri di titoli, di qualunque settore, che abbiano accumulato perdite del 95% o maggiori, per tutte quelle persone che già abbiano consistenti crediti di imposta da sfruttare, poiché finché mantenute queste posizioni costituiscono crediti di imposta latenti senza scadenza, invece se realizzate queste minusvalenze hanno solo 4 anni di tempo per essere compensate, ma il giorno in cui il governo alzerà la tassazione sulle rendite finanziarie dal 20% al 30% (e lo farà, il bastardo, si che lo farà), come già avvenuto in passato nel passaggio dal 12,5% al 20%, esso decurterà i crediti di imposta derivanti da perdite pregresse maturate all’epoca in cui la tassazione era inferiore, in questo caso del 33% (3.000€ di credito di imposta diventeranno 2.000€ per esempio).

Sono certo che Davide Spinelli saprà avvertirci quando il momento per tornare sul settore aurifero si presenterà. Questo articolo in bozza è apparso erroneamente per poche ore (ma una cinquantina di persone non di meno lo hanno visualizzato prima che me ne accorgessi e lo ritirassi) mentre era ancora in fase di preparazione e quindi chi avesse avuto un senso di deja-vù sappia che non è impazzito.

N.B. le opinioni espresse nel presente articolo non sono da intendersi quali raccomandazioni di investimento (e neppure di disinvestimento).

 

Fonte: truccofinanza.it

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