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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 11/3 al giorno 15/3

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. Marginale continuazione del ribasso in atto da diverse settimane, con le quotazioni scese una decina di pip sotto i minimi precedenti e che, come già per la scorsa ottava, riescono a chiudere a ridosso di area 1,30 punti.  …..

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La situazione generale, dunque, non subisce modificazioni sostanziali: la reiterata chiusura sotto i due supporti statici indicati da tempo, 1,332 prima e 1,307 ultimamente, mantiene intatte le possibilità che la valuta prosegua verso l’obiettivo successivo e rilevabile a 1,287 circa, con supporto inferiore (sul quale, potenzialmente, attuare acquisti sulla debolezza con validità, almeno per ora, per il breve periodo) a 1,267 punti, mentre le due resistenze più immediate, entrambe indirette e di ritorno, rimangono a 1,307 e 1,332 circa.

L’analisi ciclica evidenzia due condizioni: la prima, basata sul ciclo principale di medio termine, dice che la tendenza rimane positiva ma il break sotto 1,33 ne ha diminuita la forza, situazione evidente nelle ultime tre settimane; la seconda, analizzata secondo metodologie più dinamiche, mostra la possibilità che un eventuale break anche sotto i minimi settimanali appena realizzati possa condizionare negativamente anche i prossimi movimenti.

Graficamente. Nessuna indicazione particolare: la negatività rispettata prima sulla bearish engulfing weekly proprio sui massimi di periodo e, successivamente, la rottura della conformazione three black crow, figura multipla a carattere ribassista, mantiene il mercato in condizione generale favorevole ai venditori, almeno per ora e in attesa di nuovi pattern significativi. L’ultima candela è poco significativa: assomiglia lontanamente a una doji line ma apertura e chiusura differiscono di una manciata di pip e, in ogni caso, sarebbe stata comunque da valutare nell’ottica, almeno, della formazione a due candele e, dunque, occorrerà necessariamente attendere la chiusura della prossima settimana.

Giornaliero. Nessuna novità in particolare: la situazione rimane negativa ma, come scritto nel precedente articolo, la probabile situazione di ipervenduto di breve periodo avrebbe potuto fermare la discesa in corso o, in caso di eventi favorevoli, proporre un rimbalzo. Al momento si è verificata l’attesa situazione di stallo e, per i prossimi giorni, l’area compresa tra i minimi infrasettimanali ultimi e 1,31/1,315 potrebbe essere il punto di riferimento oltre la quale, con debite conferme su close daily, la valuta potrebbe meglio direzionarsi.

Oscillatori. Entrambi gli oscillatori rimangono, dalla scorsa settimana, sotto la loro mediana; come già scritto nei precedenti articoli, qualora il movimento ribassista in atto fosse un normale ritracciamento su tendenza rialzista, ancora salda, entro le prossime una/due settimane si dovrà rilevare, necessariamente, un rimbalzo deciso o, almeno, una lateralità con tenuta dei minimi appena registrati (permesso un eventuale affondo marginale tra 1,29 e 1,30 ma non confermato in close weekly).
Weekly: analisi dinamica

Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato si muove continuamente a ridosso dell’obiettivo raggiunto la scorsa settimana in area 1,30 punti circa, individuato dopo il break ribassista del primo livello di supporto a 1,32 punti circa. La situazione, almeno per ora, non si modifica e, anzi, rivaluta il successivo target, in caso di continuazione anche nelle prossime settimane, in area 1,26/1,27 punti circa. La prima resistenza, indiretta e di ritorno da break ribassista di cui sopra, si rileva ora a 1,33/1,335 punti circa.

Analisi dinamica di breve periodo. Raggiunti gli obiettivi ribassisti il mercato si mantiene negativo con prima resistenza, nei prossimi giorni, tra 1,312 e 1,317 punti circa, il cui break, eventualmente confermato, potrebbe riaprire spiragli rialzisti per un ritorno verso 1,335/1,34 punti circa.
Weekly: analisi del trend

Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).

Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di cinque settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane.

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

Per quanto riguarda le medie mobili: prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. In questo momento l’incrocio permane rialzista e i prezzi continuano a quotare a ridosso di entrambe, da tre settimane sotto la media veloce dopo circa sette mesi prevalentemente sopra la stessa, seppure con un’alternanza sopra/sotto della durata di solo qualche settimana a metà del periodo considerato, e da circa cinque/sei mesi, consecutivamente, sopra la media più lenta (tranne le ultime due che mostrano chiusura inferiore). I valori di riferimento, rilevabili attualmente, sono 1,33 e 1,31 circa e, almeno per il momento, continuano a sostenere il mercato creando un’area di supporto/lateralità di medio periodo.

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Proprio quest’ultimo massimo unitamente allo stesso livello di minimo in area 1,20/1,21 rappresenta, dunque, i valori presumibilmente validi come spartiacque per i futuri movimenti di ampio respiro: in caso di ulteriore forte negatività, i livelli attesi rimangono 1,18/1,19 e 1,15/1,16, mentre al rialzo, interessanti potrebbero essere 1,374/1,383 ed eventualmente 1,40/1,425 punti circa. Proprio nell’ultimo periodo il primo dei due obiettivi è stato praticamente raggiunto, considerando che le quotazioni sono salite anche sopra 1,37 punti.
Weekly: stocastico di lungo termine

Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore rimane incrociato negativamente la sua media mobile da due settimane; la continuazione del ribasso, seguita al break confermato ormai da quattro settimane, ha fatto rientrare dall’ipercomprato prima l’oscillatore stesso (quasi immediatamente) e, durante l’ultima ottava, anche la sua media mobile. Rimane valido quanto espresso nei precedenti articoli dopo l’incrocio ribassista: “Ancora sostenibile l’attesa di una continuazione verso valori, almeno, non troppo distanti dai 55/60 punti (attualmente giunto al valore di poco superiore ai 50 punti, rispettando, quindi, le attese), possibile primo supporto (solo intermedio)”.

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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