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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 13/5 al giorno 17/5

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. Anche durante l’ultima settimana la nostra valuta si è mantenuta all’interno dell’area di trading range identificata da tempo e che costringe le quotazioni in circa tre punti tra i valori di supporto/resistenza di periodo 1,295/1,325 circa…….

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La tenuta della resistenza continua a dare il giusto contributo all’annullamento dei ripetuti tentativi di recupero che, nelle ultimissime settimane, hanno dato luogo a un parziale rimbalzo dai minimi di periodo; l’apertura di settimana ha dunque confermato la condizione generale e la successiva rottura sotto i minimi weekly precedenti ha ridato forza ai venditori e creato le condizioni ideale per una nuova discesa delle quotazioni a ridosso del supporto indicato sopra.
Fino a che i prezzi non effettueranno una fuoriuscita da uno dei due valori, confermandosi (per maggiore sicurezza) in close, i movimenti della nostra valuta potrebbero rimanere ancora limitati e in assenza di direzionalità (salvo intraday e/o infrasettimanali). Conferme, invece, al di fuori degli stessi dovrebbero concedere spazio rialzisti fino a 1,35/1,36 o ribassisti in direzione di area 1,265/1,27 punti circa.

Graficamente. La rottura dei minimi infrasettimanali precedenti ha confermato la candela di inversione; è una doppia figura ripetuta per due volte consecutive nelle ultime quattro settimane e, dunque, è possibile che ulteriori nuovi minimi settimanali possano dare il via ad altre vendite con obiettivo i minimi di periodo, almeno. Prima resistenza, ovviamente, proprio sopra i massimi della figura grafica stessa, area 1,325 circa.

Giornaliero. L’analisi del precedente articolo si è confermata con una certa precisione; la rottura sotto 1,315 ha creato aspettative ribassiste che hanno portato velocemente le quotazioni sull’obiettivo primario individuato a 1,293/1,294 punti circa. Rimane ora da verificare se i venditori manterranno il controllo e permetteranno il raggiungimento anche del successivo target valido a 1,282/1,283 punti circa.
Oscillatori. Entrambi gli oscillatori scendono, durante l’ultima settimana, in linea con la negatività del mercato; il RSI si riporta marginalmente sotto la sua mediana (da parecchie settimane, ormai, si muove a ridosso dei 50 punti a conferma dell’indecisione degli operatori), il CCI, invece, si allontana nuovamente dalla zona neutra dello zero.

 

Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato ha tentato, a inizio settimana, la rottura in forza della prima resistenza utile indicata a 1,311 punti circa ma il ritracciamento immediato delle quotazioni e la chiusura sotto il livello stesso ne hanno confermato la bontà, almeno per ora. La stessa resistenza, ora, si sposta marginalmente su valori leggermente superiori a 1,318 e, come specificato anche nel precedente articolo, la sua rottura potrebbe ridare speranze ai compratori (per i prossimi giorni anche l’eventuale break infrasettimanale potrebbe essere decisivo). Per quanto riguarda i supporti: i due livelli precedenti rilevati a 1,284 e 1,277, rispettivamente di breve termine e di medio termine, rimangono tuttora validi, mentre ragionando sul brevissimo termine la chiusura sotto 1,302 diventa un primo segnale negativo, confermato, eventualmente, dalla rottura degli ultimi minimi infrasettimanali.

Analisi dinamica di breve periodo. Il cedimento di 1,305, primo supporto utile, ha riportato il mercato in condizione di negatività. Da ora, la prima resistenza utile di breve termine si trova ora tra 1,315 e 1,318 circa e un recupero, confermato, della stessa potrebbe riproporre nuovi target in direzione di area 1,34 circa.

 

Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino a poche settimane fa; proprio di recente, infatti, le medie hanno effettuato l’incrocio ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche se, almeno per ora, manca la conferma sui valori di mercato (break dei minimi di periodo). Tanto il break da confermare quanto l’eventuale tenuta del mercato sui livelli attuali e coincidenti con la fascia di prezzi tra le due medie di riferimento (1,30-1,31 punti) potrebbero significare, rispettivamente, l’inizio di un nuovo trend (discendente) o l’accumulazione necessaria a permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.

 

Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore scende nell’ultima settimana riavvicinando la zona di ipervenduto lieve e allontanandosi, per la prima volta da cinque settimane a questa parte, dalla sua media che, da tempo, continua nella fase di rallentamento dell’inclinazione di discesa. Per quanto riguarda l’indicatore di trend non ci sono novità: il primo segnale di potenziale ribasso si è verificato già quattro settimane fa, ma la conferma definitiva ancora manca e arriverebbe con una discesa sotto i minimi di periodo.

 

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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