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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 15/4 al giorno 19/4

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. La nostra valuta è riuscita a rafforzarsi con l’immediato break dei massimi infrasettimanali precedenti, situazione che ha concesso una salita, pur non particolarmente incisiva, sopra area 1,31 punti (max 1,314 circa)……

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I due livelli statici più vicini alle quotazioni attuali sono 1,297 e 1,311 circa (coincidente con il prezzo di chiusura), prime due resistenze (rispettivamente intermedia e principale di secondo grado) dopo i minimi di periodo in area 1,27, la prima rotta e confermata, la seconda ancora attiva in modalità contrarian qualora l’apertura non riuscisse a confermarsi immediatamente oltre (in caso contrario potrebbe slittare tra 1,325 e 1,33 punti) ottenendo, inoltre, il conforto anche della chiusura almeno su base daily; anche per i prossimi giorni potrebbero essere utili per il trading di brevissimo o intraday, soprattutto per impostare qualche acquisto sulla debolezza o vendita sulla forza e beneficiare di stoploss stretti con un rapporto rischio/rendimento nettamente a favore. Per un’ulteriore analisi occorrerà vedere, invece, gli sviluppi successivi a questo primo tentativo di rimbalzo: sia la continuazione rialzista sia l’eventuale cedimento del minimo appena registrato in corso di settimana andranno, infatti, confermati principalmente alla chiusura weekly. Livelli-obiettivo da entrambe le parti, estremi per il breve termine e al di fuori dei due valori discussi sopra, rimangono 1,26/1,27 al ribasso e 1,33/1,333 al rialzo.

 

Graficamente. La doppia figura indicata nel precedente articolo formata dal reversal (minimi inferiori e chiusura superiore alla chiusura della settimana precedente) e dalla bullish engulfing (candela positiva nella quale apertura e chiusura contengono il real-body della candela precedente negativa) ha svolto il suo compito, almeno per questa settimana, confermata anche dalla rottura dei massimi precedenti. La stessa rimane, dunque, ancora valida e mantiene il mercato impostato positivamente per il breve e brevissimo termine; rimango in attesa di sviluppi e/o di nuovi pattern utili all’analisi corrente.

 

Giornaliero. La conferma (già avvenuta in precedenza) della rottura sul laterale rilevato sui minimi di periodo e il break generato dopo la formazione del classico pattern denominato three white soldiers ha favorito la continuazione del rimbalzo in atto già durante l’ottava precedente. La prima resistenza indicata a 1,305/1,31 punti circa è stata toccata e superata senza, tuttavia, dimostrazione di grande forza. Non ci sono ora particolari rilevanze se non due pattern singoli, non consecutivi ma intervallati da una outside positiva, di possibile indecisione: è dunque probabile che gli estremi rilevabili (1,314 e 1,303 circa) possano determinare il trading range di brevissimo termine e favorire, eventualmente, nuova direzionalità per qualche seduta (validità in close per entrambi i casi) in caso di rottura confermata.

Oscillatori. I due oscillatori risalgono per la seconda settimana consecutiva, perfettamente in linea con le quotazioni di mercato; mentre il CCI rimane ancora sotto la sua mediana di diversi punti, il RSI sta provando a intersecarla e a portarsi marginalmente sopra, evidenziando, dunque, per le prossime una/tre settimane un potenziale spartiacque per il futuro.

 

Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato prova la continuazione in direzione dei primi livelli di una certa importanza già individuati in area 1,34/1,345 punti circa; si sono ora generati due nuovi supporti, entrambi di secondo grado ma comunque da considerare per le prossime settimane, essendo molto vicini tra loro a 1,294 e 1,297 punti circa. Un doppio cedimento potrebbe ridare coraggio ai venditori e costringere il mercato a creare i presupposti per nuovi minimi di periodo.

 

Analisi dinamica di breve periodo. Il rimbalzo delle ultime sedute, iniziato già alla fine della settimana precedente, ha permesso agevolmente il raggiungimento del primo obiettivo (minimo) individuato a 1,31 punti circa. Rimango in attesa di nuovi pivot per la prossima analisi.

 

Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).

 

Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.

 

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

 

Per quanto riguarda le medie mobili: prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa) , la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino ad ora; proprio di recente, infatti, le medie tentano un incrocio questa volta ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche e, almeno per ora, manca la conferma sui valori di mercato. Una tale situazione impone cautela e una maggiore attenzione a breve, sia per verificare eventuali segnali di nuovo break che in caso di tenuta del supporto formatosi sulle medie stesse.

 

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi.

 

Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore si è mosso al rialzo in parziale recupero rispetto ai valori della settimana precedente, per la prima volta da dieci settimane a questa parte, posizionandosi in area 30 punti e, dunque, ancora sopra la linea di ipervenduto. Per quanto riguarda l’indicatore di trend resta valido quando riportato nel precedente articolo: “Rischiosa la rottura dei prezzi di chiusura sotto l’indicatore di trend di medio periodo: anche se il break dei minimi infrasettimanali è stato marginale occorrerà porre attenzione ad eventuali nuovi sviluppi in tal senso e nell’immediato futuro, salvo che prima si verifichi una nuova chiusura sopra l’indicatore stesso”.

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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