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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 16/9 al giorno 20/9

Weekly: analisi statica Condizione generale di periodo. L’euro ha effettuato un pronto recupero che ha riportato le quotazioni a ridosso di area 1,33 punti. La negatività delle precedenti due settimane, dunque, è quasi completamente rientrata e denota, come ormai da qualche mese a questa parte, …….

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l’indecisione degli operatori di medio e lungo periodo. I valori più prossimi sui quali attendersi una qualche reazione si rilevano, al rialzo, a 1,334/1,335 e 1,35/1,351 circa, al ribasso, invece, ancora area 1,31 rappresenta il più evidente spartiacque da considerare per la tenuta e l’eventuale recupero sulla resistenza superiore indicata sopra o, al contrario e in caso di break ribassista, per la ripresa della negatività con primo obiettivo area 1,295/1,30, precedente supporto di medio termine.
Graficamente. L’ultima ottava evidenzia la possibilità di una nuova figura, questa volta rialzista, che potrebbe preludere alla continuazione in caso di rottura dei massimi infrasettimanali ultimi. Come già più volte rilevato, tuttavia, il mercato si trova in una condizione generale di lateralità conclamata, seppure in una struttura generale per il momento ancora potenzialmente ribassista; ciò, frequentemente, rende poco attendibili le figure singole/multiple che, pur confermandosi nel breve periodo, non riescono a mantenere le aspettative per più di una/due settimane consecutive.
Giornaliero. Avvicinata area 1,335, obiettivo minimo individuato in caso di allunghi sopra 1,32, la nostra valuta si è fermata in range nelle ultime due sedute della settimana. Conferme sopra l’ultimo massimo registrato, dunque, dovrebbero favorire nuovi rialzi in direzione di area 1,35 punti circa, mentre il cedimento sotto 1,324 rischierebbe di creare le condizioni per un ritorno a 1,308/1,312 almeno.
Oscillatori. Rimane confermata la divergenza negativa per il CCI nonostante il recupero dell’ultima ottava; il RSI, invece, tenta ora un recupero in coincidenza con la risalita dei valori di mercato.
Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Nessuna novità particolare: il mercato rimane inserito in un triangolo ampio di medio periodo con resistenza superiore a 1,34/1,343 e supporto inferiore a 1,29/1,293 punti circa.
Analisi dinamica di breve periodo. Fermo restando le condizioni generali viste nelle ultime due settimane, è in formazione un nuovo livello di supporto rilevabile appena sotto area 1,32 punti; l’eventuale conferma sotto lo stessi, in chiusura weekly, potrebbe decretare la ripresa del trend negativo.
Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione interessante relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato le quotazioni, almeno per il momento, su minimi in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa e culminato con i massimi di periodo a 1,37 punti sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che una tale durata coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. In aggiunta, il secondo movimento rialzista dal doppio minimo successivo, rialzo ancora potenzialmente in corso, ha trovato un massimo (relativo) durante la settimana precedente, facendo contare nuovamente 29 settimane, dunque molto vicino al classico movimento in oggetto. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed al momento, infatti, il minimo del ritracciamento ribassista ancora in corso è stato registrato la prima settimana di aprile, nove settimane dopo il massimo suddetto; in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro a meno di un nuovo break rialzista confermato sopra il massimo a 1,37 di cui sopra.
Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.
Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino all’inizio del mese di aprile, periodo in cui la media a breve ha incrociato al ribasso la media a lungo termine; al momento, tuttavia, lo stesso minimo è rimasto ancora inviolato mentre le due medie, nuovamente in fase di incrocio rialzista, tornano a dare connotazione positiva al mercato che, ora, si trova proprio appoggiato su quella di breve termine (area 1,32 circa) e sopra quella di lungo termine (area 1,3 punti). L’eventuale ripresa dei valori di mercato anche sopra il massimo precedente potrebbe generare, dunque, sufficiente spinta da permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).
In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia, in caso di nuova conferma, di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.
Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). Oscillatore e media mobile sono ora nuovamente in fase di incrocio; le prossime una/due settimane, dunque, potrebbero essere interessanti per valutare il futuro di breve-medio periodo del mercato. Nel frattempo, i due estremi di movimento realizzati di recente (max 1,345 e minimo 1,275/1,28 punti) rimangono i punti di riferimento.

 

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com

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