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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 18/11 al giorno 22/11

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica Condizione generale di periodo. L’ottava appena conclusa evidenzia una pausa del mercato dopo le due settimane di deciso ritracciamento che ha portato le quotazioni dalla resistenza di medio periodo indicata tra 1,382 e 1,385……

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fino all’area di supporto iniziale rilevabile a 1,34 punti circa. Il presumibile eccesso di ribasso infrasettimanale precedente si è dunque ridimensionato, almeno parzialmente, sulla chiusura della stessa ed è stato confermato, in seguito, negli ultimi giorni; i prezzi si sono infatti mossi in un range limitato e, prevalentemente, a ridosso proprio di 1,34 punti circa. La situazione relativa ai livelli statici, per questi motivi, non si modifica:
Livelli statici di lungo periodo (base settimanale e, principalmente, mensile) si rilevano a 1,395/1,40 e 1,445 punti circa, il primo dei quali valido come obiettivo primario nell’immediato ed il secondo, invece, da considerare come target potenziale, in caso di decisa accelerazione, ma anche come probabile ostacolo di discreta consistenza. Supporto principale, dopo la rottura di 1,345/1,35 punti, rilevabile in area 1,31 punti circa..
I livelli di medio termine (base settimanale): resistenze a 1,365 circa, 1,393/1,394 e 1,407/1,41, superiore (intermedio e, dunque, valido più come obiettivo eventuale) a 1,43 punti circa. Supporti a 1,34/1,342 (già interessato dai prezzi nelle ultime settimane e dunque da valutare solo come intermedio infrasettimanale) e area 1,31 circa.
Per il breve termine (base giornaliera e oraria), fermo restando la prima e più importante resistenza utile indicata di recente a 1,3819 e toccata proprio nelle ultime settimane con una certa insistenza ma senza dare i segnali necessari per una pronta rottura di continuazione, prima area di resistenza intermedia rimane 1,36, seguita da 1,375/1,38 e, dunque, sui valori principali; da monitorare sempre, invece, il supporto offerto dal livello inferiore e tuttora valido a 1,329/1,333 punti, il cui cedimento potrebbe favorire affondi tra 1,30 e 1,31 circa.
Graficamente. In evidenza l’inside bar che fa rilevare la criticità dei supporti indicati, primo fra tutti l’area 1,34 circa. Un break sotto il minimo di due settimane fa potrebbe nuovamente incoraggiare i venditori ma, cautelativamente, si potrebbe attendere migliore conferma in close weekly o pensare a una vendita sulla forza e sui livelli di resistenza citati in caso di rafforzamento nel brevissimo termine.
Giornaliero. Una serie di candele poco significative e inside alternate hanno caratterizzato l’ultima ottava su base daily. La nostra valuta ora potrebbe essere “ingabbiata” tra 1,325/1,33 e 1,35/1,355 e muoversi, ancora per qualche seduta, entro questi livelli. La chiusura (meglio doppia) al di fuori dei valori indicati potrebbe favorire nuova direzionalità al ribasso verso 1,305/1,35 o al rialzo in direzione di area 1,37/1,375 punti circa.
Oscillatori. Gli oscillatori continuano a muoversi in linea con il mercato e, nell’ultima settimana, accompagnano il recupero delle quotazioni con un marginale rimbalzo in area neutrale.
Gann – analisi mensile – lungo periodo
I valori di mercato si portano, da livelli inferiori, fin sull’angolo di supporto di lungo e lunghissimo termine precedentemente rotto al ribasso in due occasioni, a metà del 2010 e verso la fine del 2011. Nel mese di settembre 2013 si è inoltre verificato un set-up temporale di potenziale massimo di periodo; nella maggior parte delle altre situazioni verificatesi, con tolleranza di uno o due barre mensili più o meno, l’euro ha invertito la direzione spesso anche in modo deciso. Area 1,37/1,375 rappresenta quindi la prima resistenza angolare mentre in caso di ulteriore salita si incontrerà lo statico (50%) di ritracciamento a 1,395/1,40 punti.
Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato attende ancora la seconda conferma dopo la rottura della trend-line di grado superiore avvenuta due settimane fa, conferma che avverrebbe con prezzi sotto i minimi di breve periodo. Prime resistenze, indirette, a 1,358 e 1,375 circa, supporto tra 1,29 e 1,31 punti, primi due obiettivi naturali dell’eventuale ripresa del ribasso come da break down della trend-line inferiore.
Analisi dinamica di breve periodo. Il mercato potrebbe tentare nuovi recuperi in direzione di area 1,355/1,365 punti almeno, sempre che il primo e nuovo supporto utile in area 1,33/1,333 si dimostri abbastanza forte da sostenere eventuali nuovi tentativi di break ribassisti.
Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione interessante relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato le quotazioni, almeno per il momento, su minimi in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa e culminato con i massimi di periodo a 1,37 punti sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che una tale durata coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. In aggiunta, il secondo movimento rialzista dal doppio minimo successivo, rialzo ancora potenzialmente in corso, ha trovato un massimo (relativo) durante la settimana precedente, facendo contare nuovamente 29 settimane, dunque molto vicino al classico movimento in oggetto. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed al momento, infatti, il minimo del ritracciamento ribassista ancora in corso è stato registrato la prima settimana di aprile, nove settimane dopo il massimo suddetto; in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro a meno di un nuovo break rialzista confermato sopra il massimo a 1,37 di cui sopra.
Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.
Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino all’inizio del mese di aprile, periodo in cui la media a breve ha incrociato al ribasso la media a lungo termine; al momento, tuttavia, lo stesso minimo è rimasto ancora inviolato mentre le due medie, nuovamente in fase di incrocio rialzista, tornano a dare connotazione positiva al mercato che, ora, si trova sopra sia quella di breve termine (area 1,355 circa) sia quella di lungo termine (area 1,327 punti). La tenuta dell’are di supporto dinamica potrebbe permettere ancora il raggiungimento del livello superiore indicato a 1,40/1,425 punti circa.
In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia, in caso di nuova conferma, di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.
Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). Nonostante il rimbalzo delle quotazioni durante l’ultima ottava la situazione generale non muta: l’incrocio ribassista tra oscillatore e media mobile non ha ancora trovato conferma di rottura ribassista sui prezzi di mercato, situazione che si concretizzerebbe qualora le quotazioni scendessero anche sotto l’ultimo minimo di breve periodo, mentre il break a connotazione ribassista consolidato sulla trend-line dell’oscillatore stesso è tuttora valido e operativo.

 

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com

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