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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 20/5 al giorno 24/5

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. La nostra valuta ha realizzato la seconda settimana consecutiva ribassista con un buon range di prezzi, riavvicinando i minimi di periodo segnalati ormai da sette/otto settimane a 1,275 punti circa……..

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Come già rilevato nei precedenti articoli, l’area nella quale le quotazioni stazionavano da tempo (1,295-1,325) e, dunque, potenziale spartiacque almeno per il breve termine è stata ora rotta in direzione ribassista, con chiusura sotto il livello inferiore; qualora si confermi tale chiusura e dovessero essere rotti i minimi infrasettimanali sin dai prossimi giorni le possibilità di continuazione ribassista dovrebbero aumentare in modo deciso, prevedendo un obiettivo minimo nella fascia di prezzi compresa tra 1,256 (obiettivo di breve termine) e 1,268 (target minimo naturale di medio termine). Qualora, invece, il break non dovesse avvenire immediatamente, possibile che un eventuale recupero possa trovare resistenza a 1,294 o, in caso di maggiore forza, a 1,307/1,309 punti circa.

 

Graficamente. Confermo quanto riportato nei due/tre precedenti articoli: la rottura dei minimi infrasettimanali avvenuta ormai due settimane fa ha confermato la candela di inversione; è una doppia figura ripetuta per due volte consecutive nelle ultime settimane e, dunque, è possibile che ulteriori nuovi minimi settimanali possano dare il via ad altre vendite con obiettivo i minimi di periodo (1,275), almeno. Unica variante: da questa settimana la prima resistenza da valutare, qualora le quotazioni dovessero risalire immediatamente, sarà compresa tra 1,395 e 1,303 punti.

 

Giornaliero. Raggiunto anche l’obiettivo inferiore indicato a 1,282/1,283 punti, proprio nell’ultima seduta della settimana appena chiusa. In generale, comunque, rimane da considerare che la tendenza di breve periodo permane in condizione di negatività confermata, sin dalla rottura della classica figura 1-2-3 ribassista verificabile con il break del giorno 9 maggio. In caso di rimbalzi si dovrebbero considerare area 1,29 (solo intermedia e di minore importanza), 1,297 e 1,307 come prime resistenze.

 

Oscillatori. Il RSI scende sotto i 40 punti mentre il CCI si porta marginalmente in territorio di ipervenduto lieve; questo potrebbe indicare che il mercato si potrebbe trovare, a breve, in una condizione di potenziale rischio legato ad un eccessivo ribasso ma, considerando la lateralità del RSI sulla sua mediana a cui ha fatto seguito la rottura decisa della stessa, sarà opportuno verificare una coincidenza di tale ipervenduto su entrambi gli oscillatori in uso prima di operare contro il trend principale con acquisti sulla debolezza.

 

Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato ha rotto il primo dei due supporti indicati nei precedenti articoli a 1,277/1,278 e 1,284 punti circa, riportandosi a ridosso dello stesso proprio prima della close weekly. Anche qualora nei prossimi giorni si verificasse la conferma del break ribassista che giustificherebbe l’accumulo di posizioni short di breve, l’eventuale discesa sul/sotto il secondo e inferiore supporto citato non qualificherebbe, almeno nell’immediato, la diretta continuazione della discesa in corso e, dunque, per maggiore cautela, occorrerebbe attendere in ogni caso la chiusura settimanale per giudicare la bontà dell’eventuale nuova rottura. Potrebbe fare eccezione la chiusura (doppia) su base daily sotto lo stesso valore di supporto, sempre che immediatamente dopo la valuta trovasse la necessaria determinazione per proseguire in direzione dell’ultimo break. Prima resistenza 1,313/1,315 punti circa.

 

Analisi dinamica di breve periodo. Confermata la precedente condizione di negatività. Prima resistenza di brevissimo termine rilevabile nei prossimi giorni sarà in area 1,29/1,295 punti circa ma essendo solo intermedia non ha grande valenza in termini di possibile segnale di cambiamento di trend anche in caso di rottura rialzista confermata; la resistenza superiore, invece, di maggiore importanza si troverà nell’area compresa tra 1,306 e 1,311 punti.

 

Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).

 

Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.

 

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

 

Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino a poche settimane fa; proprio di recente, infatti, le medie hanno effettuato l’incrocio ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche se, almeno per ora, manca la conferma sui valori di mercato (break dei minimi di periodo). Tanto il break da confermare quanto l’eventuale tenuta del mercato sui livelli attuali e coincidenti con la fascia di prezzi tra le due medie di riferimento (1,30-1,31 punti) potrebbero significare, rispettivamente, l’inizio di un nuovo trend (discendente) o l’accumulazione necessaria a permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).

 

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.

 

Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore scende anche nell’ultima settimana avvicinando ulteriormente la zona di ipervenduto lieve e allontanandosi, per la seconda settimana consecutiva dopo il precedente recupero durato cinque settimane, dalla sua media che, ugualmente, dopo la prolungata fase di rallentamento dell’inclinazione di discesa ricomincia ad accelerare al ribasso. Per quanto riguarda l’indicatore di trend non ci sono novità: il primo segnale di potenziale ribasso si è verificato già cinque settimane fa, ma la conferma definitiva ancora manca e arriverebbe con una discesa sotto i minimi di periodo.

 

 

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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