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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 22/4 al giorno 26/4

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. Il mercato è riuscito a recuperare ancora qualche posizione durante la settimana appena trascorsa senza, tuttavia, riuscire a mantenerla in chiusura;……

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l’apertura appena sopra la prima resistenza intermedia ha permesso di sfiorare la successiva area ostile, non molto distante, già rilevata in precedenza a 1,325/1,33 punti circa (i massimi infrasettimanali si sono fermati marginalmente sopra area 1,32), ma la chiusura ha visto le quotazioni rientrare su valori inferiori alla chiusura di venerdì scorso. Un primo segnale di possibile indebolimento o di tendenza a creare una nuova fase laterale di breve potrebbe evidenziarsi in caso di rottura dei minimi weekly ultimi (ma non ancora risolutivo, presumibilmente), mentre una potenziale conferma si avrebbe solo con discesa anche sotto 1,295 punti circa. Rimane ancora valido il livello discusso sopra e nei precedenti articoli, 1,325/1,33, ma è possibile che, qualora i segnali di possibile ribasso/laterale fossero annullati o, almeno, rimandati, un break sopra quest’area possa creare nuove attese rialziste in direzione di 1,34/1,35 almeno.

Graficamente. Rimane valida la conferma, già verificata in precedenza, della doppia figura formata dal reversal (minimi inferiori e chiusura superiore alla chiusura della settimana precedente) e dalla bullish engulfing (candela positiva nella quale apertura e chiusura contengono il real-body della candela precedente negativa) proprio sui minimi di periodo, condizione che ha portato al rialzo degli ultimi giorni. Il pattern singolo della scorsa settimana, tuttavia, ricopre il ruolo intermedio tra un canonico reversal e la candela con evidenti similitudini con la doji-line, tipicamente ribassista la prima e di indecisione la seconda. Sarà ancora una volta lo sviluppo dei prossimi giorni a dare una migliore indicazione in merito ai possibili obiettivi di breve termine.

Giornaliero. Gli ultimi giorni evidenziano la tendenza a movimenti laterali dopo i massimi marginalmente sopra 1,32; l’area compresa tra 1,30 e 1,315 punti rappresenta, ancora una volta, la fascia di prezzi di maggiore interesse per gli operatori di brevissimo termine e, dunque, conferme che non siano semplici escursioni veloci al di fuori di questi valori potrebbero favorire una nuova e migliore direzionalità.

Oscillatori. Non ci sono particolari novità: il CCI rimane tra la sua mediana e l’ipervenduto lieve, più vicino a quest’ultimo, senza dare particolari segnali, mentre il RSI si alterna poco sopra/sotto la linea dei cinquanta punti da qualche settimana, evidenziando una condizione di neutralità per il breve termine.

Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il break rialzista operato due settimane fa rischia di esaurirsi abbastanza velocemente con questi ultimi tentativi rialzisti culminati con il rientro delle quotazioni sotto la chiusura settimanale precedente, salvo che, l’eventuale formazione di nuovi pivot di breve termine, possa delineare nuovi livelli di potenziale rottura rialzista da convalidare in seguito. Si sono formati, nel frattempo, due punti di supporto molto vicini e rilevabili a 1,275 e 1,28 punti; la loro tenuta o, viceversa, il break confermato potrebbe decretare il prossimo movimento direzionale di periodo.

Analisi dinamica di breve periodo. Non ci sono segnalazioni particolari; conferme sopra 1,318/1,32 oppure sotto 1,30/1,302 potrebbero permettere, rispettivamente, una salita in direzione di 1,335/1,34 o 1,275/1,282 punti circa.

Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).

Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

Per quanto riguarda le medie mobili: prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa) , la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino ad ora; proprio di recente, infatti, le medie tentano un incrocio questa volta ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche e, almeno per ora, manca la conferma sui valori di mercato. Una tale situazione impone cautela e una maggiore attenzione a breve, sia per verificare eventuali segnali di nuovo break che in caso di tenuta del supporto formatosi sulle medie stesse.

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi.

Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore si è mosso al rialzo per la seconda settimana consecutiva, nell’ultima in divergenza con la chiusura del mercato; rimane sempre costantemente posizionato tra l’area di ipervenduto lieve (non ancora attraversata) e la mediana, in rapido avvicinamento con la sua media mobile. Per quanto riguarda l’indicatore di trend non ci sono novità: il primo segnale di potenziale ribasso si è verificato, come visto, già tre settimane fa, ma la conferma definitiva ancora latita.

 

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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