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DT – Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 23/02 al giorno 27/02

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica Condizione generale di periodo.La settimana si è conclusa solo marginalmente positivi ma, a differenza della precedente, la chiusura è marginalmente inferiore all’apertura, così come verificatosi, con alternanza, nelle ultime quattro ottave dopo i minimi di periodo; la situazione generale,….

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tuttavia, non ha subito alcun cambiamento e i movimenti infrasettimanali si sono mantenuti ancora una volta all’interno dell’area di trading range ormai definita da circa un mese e che rimane contenuta tra 1,11 e 1,157 punti circa. In aggiunta, la figura multipla definita proprio la scorsa settimana allarga, ma solo marginalmente, l’area di range in questione, lasciando invariata la base a 1,11 punti e alzando di poco il livello superiore a 1,168/1,17 punti. Una tale situazione rischia ora di creare i presupposti per una ulteriore lateralità: fuoriuscite dei prezzi dagli estremi dell’area di trading range, infatti, potrebbero rivelarsi falsi break e creare opportunità di rientro in tempi brevi, salvo che si verifichino le debite conferme in close weekly.

L’aspetto temporale non muta in modo sostanziale; si rileva, ora, il rientro, anche se di poco, dall’ipervenduto grave che si era manifestato in precedenza e che, dalla scorsa ottava, modifica la struttura algoritmica riportandola in condizione di neutralità, seppure sempre a ridosso dell’area di ipervenduto.

Livelli statici di lungo periodo (base settimanale e, principalmente, mensile) si rilevano a 1,23/1,232 (validità in close mensile), 1,305/1,31 punti, 1,326 (validità in close weekly) e 1,347/1,352. Supporti a 1,09/1,10 (entrambi da valutare in close mensile)

I livelli di medio termine (base settimanale): resistenze a 1,19/1,20 e 1,215/1,216, primo supporto in area 1,11 circa.

Per il breve termine (base giornaliera e oraria) prime resistenze sempre a 1,156 e 1,162/1,168; supporti a 1,125, 1,11/1,115 e 1,08.

Graficamente – weekly. Il mercato mantiene la conferma della recente figura singola di reversal realizzata proprio sui minimi di periodo; ricordo che il trend sottostante è tuttora negativo e, anche se l’area di supporto indicata sta sostenendo l’euro, la cautela è d’obbligo: come già ampiamente specificato, in tutte le precedenti situazioni similari i tentativi di rimbalzo sono falliti quasi immediatamente, generando nuovi e consistenti ribassi. Il fatto che il supporto stia tenendo può, almeno in parte, dare una visione leggermente diversa da tali precedenti eventi ma la pressione ribassista non può certamente definirsi completamente esaurita, almeno per il momento. Come già per le scorse settimane, si potrebbe considerare l’area tra 1,115 e 1,125 come potenziale supporto che, al momento, ha perfettamente retto e l’area tra 1,192 e 1,202 come prima resistenza intermedia. In aggiunta, l’ultima settimana conclusa ha formato una outside-bar con estremi, sia al rialzo che al ribasso, marginalmente superiori/inferiori rispetto ai precedenti, a conferma della fase di incertezza di questo periodo.

Graficamente – Daily. Non ci sono particolari novità: continua la fase di trading range auspicata tra 1,11 e 1,157 punti circa e senza una decisa rottura è abbastanza difficile ipotizzare un movimento strutturato sul quale elaborare una strategia. Come è facile verificare, infatti, al momento l’operatività preponderante è rappresentata da acquisti e vendite degli operatori di brevissimo termine e attuata su supporti e resistenza di natura statica di recente costituzione e al’interno dell’area di trading range attuale.

Oscillatori. RSI e CCI rimangono ancora in condizione di ipervenduto, seppure con valori superiori ai minimi di periodo; il RSI è rientrato almeno dall’ipervenduto grave e, come più volte specificato, al momento è il solo che ha ancora qualche speranza di poter confermare una divergenza rialzista di medio termine ma, vista la distanza temporale tra il primo minimo e le quotazioni attuali, la potenziale affidabilità della figura potrebbe diventare sempre meno valida.

Gann – analisi mensile – lungo periodo

L’euro chiude il mese di gennaio dopo aver fatto registrare un ulteriore e consistente ribasso che ha portato le quotazioni a ridosso di area 1,10, frutto di un’accelerazione su base mensile tra le più intense degli ultimi due/tre anni e che ha definito una barra ad ampio range i cui estremi non lasciano dubbi, chiara conferma della debolezza strutturale dopo i massimi relativi in area 1,40 punti circa. Nella fase finale le quotazioni hanno intercettato l’angolo inferiore, target naturale minimo dopo il break del mese di novembre del supporto angolare (area 1,25) che nel 2012 aveva con precisione respinto l’attacco dei venditori e permesso un ampio recupero culminato sui massimi del 2014; lo stesso supporto sarà attivo per il mese in arrivo su livelli marginalmente superiori ai precedenti e, dunque, area 1,10/1,11 sarà ancora il primo valore da monitorare. In caso di ripresa rialzista decisa, invece, nell’ottica di ritracciamento risolutivo di medio termine in trend ribassista di lungo termine, il primo ostacolo superiore potrebbe essere rappresentato dall’angolo già discusso e precedentemente rotto al ribasso, rilevabile ora in area 1,255/1,26 punti circa e che, con buone probabilità, qualora recuperato, dovrebbe respingere ulteriori tentativi rialzisti e concedere nuovi ribassi di periodo o, eventualmente, costringere il mercato ad una fase laterale tra 1,18 e 1,24 punti circa.

Cicli di lungo termine. La conferma, durante gli ultimissimi mesi, del break prima sotto 1,20 punti e, successivamente, anche sotto area 1,18 ha confermato la ciclicità negativa anche di medio-lungo periodo in atto, almeno, da luglio 2014 e successiva conferma durante il mese di agosto, il tutto strutturato nel trend negativo di lungo termine iniziato ad agosto 2008 (conferma durante il mese di settembre). I movimenti successivi, infine, hanno sempre generato massimi e minimi decrescenti, confermando la tendenza ed evidenziando una certa precisione sia sui livelli sensibili angolare sia nel rispetto dei set-up temporali, con ben poche defezioni e rivelando una notevole incisività almeno nell’ 85-90% dei casi; le reazioni su supporti e resistenze, infatti, si sono fatti raramente attendere e, quasi sempre, hanno creato movimenti di sicuro interesse per gli operatori di breve ma, soprattutto, di medio termine, mentre l’attendibilità dei set-up hanno messo in risalto la forza delle coincidenze spazio/temporali. Ricordo che il prossimo set-up di lungo termine dovrebbe essere nel mese di marzo 2015 (come sempre, più o meno un mese).

Indicazioni prezzo-tempo. La rottura del doppio minimo in area 1,18/1,20 punti circa e realizzati, rispettivamente, nel 2010 e nel 2012 ha riportato in equilibrio la condizione di maggiore incisività dei movimenti ribassisti di lungo termine rispetto ai movimenti rialzisti; i primi, infatti, nonostante la evidente minore durata, dal 2008 in poi hanno fatto registrare ribassi direzionali intensi che hanno permesso la definizione della attuale struttura negativa. Numericamente, la sequenza (massimi/ minimi superiori/inferiori) si può definire come -3/+13/-7/+11/-14/+22/-9 (ancora in atto, al momento). Il precedente disallineamento descritto e che avrebbe potuto portare ad una divergenza ribassista ha, quindi, ampiamente ricoperto il proprio ruolo: la precedente gamba di ribasso, infatti, non aveva permesso la continuazione della sequenza dei minimi inferiori, condizione rispettata fino all’ultimo break ribassista del mese di gennaio 2015, nonostante la chiara negatività in atto ormai da parecchi mesi, mentre il rialzo che aveva portato il rimbalzo in area 1,40 punti circa era apparso, proprio per i motivi suddetti, non in linea con le potenzialità rialziste e di eventuale inversione. Una tale condizione di sbilanciamento a favore del movimento di prezzo (di lungo termine) e a sfavore del tempo ha fatto rilevare la prima divergenza in atto con grande anticipo e in tempi non sospetti, permettendo di definire la nuova debolezza in arrivo quando la valuta quotava ancora abbondantemente sopra 1,36 punti. Attualmente, (chiusura di gennaio), l’euro ha fatto segnare nove mesi di minimi inferiori, ben oltre, quindi, i canonici tre periodi di ribasso generalmente ritenuti condizione normale di un ritracciamento salutare in un trend sottostante definito; naturale, dunque, che il mercato continui a mostrare debolezza, evidenziando ancora una volta come le fasi ribassiste, pur avendo una durata nettamente inferiore di quelle rialziste (nel lungo periodo), generino movimenti percentualmente superiori (la discesa attuale, in circa nove mesi ha riportato le quotazioni sotto i minimi del 2003), in un’ottica di rapporto prezzo/tempo, rispetto ai movimenti rialzisti che li hanno preceduti.

Weekly: analisi dinamica

Analisi dinamica di medio periodo. La situazione generale rimane immutata: le principali resistenze sono ancora lontane dai valori attuali, causa la decisa e ampia discesa senza interruzione delle ultime settimane, e si rilevano a 1,216/1,222 (intermedia), 1,23/1,235 (superiore) e area 1,25/1.255 (principale). La precedente apertura sopra la chiusura di ottava è stata seguita dalla rottura solo marginale dei massimi infrasettimanali della stessa barra; per ora si è verificata l’attesa tenuta di area 1,12/1,125 e, dunque, le aspettative per un possibile recupero, sempre su tenuta del supporto, potrebbe favorire qualche allungo in direzione delle successive resistenze.

Analisi dinamica di breve periodo. Il mercato rimane debole e la tendenza a rompere più facilmente i supporti che non le resistenze rimane evidente; per i prossimi giorni la prima resistenza utile si trova tra 1,14 e 1,145 punti e una rottura ben confermata potrebbe dare un po’ di fiato ai compratori con obiettivi a 1,157/1,16 ed eventualmente 1,165/1,172 punti circa.

Weekly: analisi del trend

Lungo periodo (trend). Il trend di lungo periodo continua ad essere ampiamente confermato dai movimenti generali del mercato. Il primo segnale di pericolo derivante dal potenziale annullamento della struttura rialzista di medio termine che aveva portato le quotazioni in area 1,40 punti circa si è verificato nella seconda metà del mese di maggio del 2014 (break sotto 1,36) e con la successiva rottura dello swing ribassista iniziale (base a 1,35 punti circa) ; da quel momento, ben pochi sono stati i tentativi di recupero più che altro definiti, debolmente, da qualche fase laterale che ha solo rafforzato la tendenza di fondo in atto, riallineandola con il trend superiore iniziato ormai nel 2008.

Per quanto riguarda le medie mobili, il loro utilizzo nel lungo periodo evidenzia pochi fallimenti nella determinazione del trend principale che, con una buona e positiva frequenza, corrisponde ai segnali derivanti dal loro incrocio. Verificandole dal minimo in area 0,82 (anno 2000), solo la fase iniziale di accumulazione sui minimi ha generato un paio di evidenti falsi segnali mentre nei successivi dieci/undici anni, fino ad oggi, le indicazioni si sono dimostrate corrette e di qualità. In questo momento il mercato si trova in fase ribassista dopo l’incrocio e la conferma sotto 1,354 punti circa ed al momento i prezzi si trovano abbondantemente distanti dalle due medie rilevabili, rispettivamente, a 1,17 e 1,248 punti circa, con le stesse sono sempre incrociate al ribasso e in fase di accelerazione estrema.

Indicatori: l’Aroon (primo segnale ribassista alla fine di maggio del 2014) rimane incrociato al ribasso ma scende ora a quota 70 punti, limite inferiore di mantenimento per una discreta forza direzionale, alleggerendo la pressione ribassista in attesa di eventuali cambiamenti o della formazione di qualche divergenza positiva che, al momento, pur essendosene manifestata la costruzione più volte non ha trovato alcuna conferma. Il DPO (negativo dalla metà di maggio del 2014) rimane sempre negativo ma fa registrare, per la quarta settimana consecutiva, un recupero dei valori, in linea con l’andamento del mercato nel breve termine.

Weekly: stocastico di lungo termine

Lungo periodo (stocastico). L’indicatore risale ancora e recupera per la settima settimana consecutiva, disallineandosi, mediamente, dall’andamento di mercato. Potenzialmente, però, solo una close superiore a 1,168 potrebbe dare qualche spunto operativo successivo in termini di un possibile recupero delle quotazioni, al di fuori dei canonici rimbalzi di breve e brevissimo termine.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com

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