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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 27/5 al giorno 31/5

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. Il mercato ha realizzato una inside weekly con chiusura positiva ma sempre sotto il livello indicato come precedente spartiacque e rilevato a 1,295 punti che, dunque, per il momento non viene né recuperato né confermato con rottura dei minimi infrasettimanali precedenti………

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Barra, dunque, di indecisione che lascia aperta ancora ad entrambe le possibilità: ribasso in caso di rottura dei minimi delle due ultime settimane o rialzo qualora la chiusura dovesse rientrare sopra il livello citato sopra. Qualora fosse confermata la condizione ribassista, l’obiettivo minimo risulterebbe nella fascia di prezzi compresa tra 1,256 (obiettivo di breve termine) e 1,268 (target minimo naturale di medio termine). Qualora, invece, la nostra valuta dovesse continuare a risalire dai minimi di breve termine, un eventuale recupero potrebbe trovare resistenza a 1,294 o, in caso di maggiore forza, a 1,307/1,309 punti circa.

 

Graficamente. La situazione rimane ancora improntata alla negatività, almeno per ora e fino a che i prezzi rimarranno sotto i livelli di guardia precedentemente rotti e confermati sulla doppia figura di reversale consecutivamente realizzate dal mercato nelle ultime settimane. L’ultima ottava, comunque, evidenzia la candela inside e, dunque, potremmo dover attendere un’altra settimana senza la possibilità di verificare ulteriori figure direzionali; in ogni caso, l’eventuale chiusura sopra 1,305 o sotto 1,28 sarebbe un primo segnale di ripresa del movimento di breve termine.

Giornaliero. Il mercato è tornato sulla prima resistenza utile rilevata nell’area tra 1,297 e 1,307 punti circa, con chiusura sotto la stessa a conferma della bontà del livello. Nessuna indicazione particolare, dunque, per i prossimi giorni; rimango in attesa che si formino i nuovi pivot per la prossima analisi di brevissimo termine.

 

Oscillatori. Entrambi in recupero, con il CCI che rientra dalla zona di ipervenduto lieve portandosi a -85 punti circa; il RSI, invece, continua a muoversi nell’area compresa tra l’ipervenduto (-70 punti) e la sua mediana passante per lo zero, evidenziando ancora debolezza generale senza, tuttavia, eccessi particolari.

 

Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato rimane in bilico intersecando il precedente supporto indicato a 1,284 punti (break confermato in close precedente ma immediatamente recuperato durante l’ultima settimana) e, dunque, non permette di rilevare particolari indicazioni in merito alla tendenza futura a proseguire il ribasso nell’immediato. Di fatto, però, il parziale recupero di questi giorni non fa altro che avvalorare il livello stesso e, nel caso i prezzi dovessero scendere anche sotto i minimi delle due ultime settimane, è possibile che questo eventuale reiterato break possa condizionare negativamente gli operatori per una discesa almeno in area 1,255/1,265 punti circa. Prima resistenza 1,31/1,313 punti circa.

 

Analisi dinamica di breve periodo. Il mercato rimane in una fase neutrale negativa e si muove tra i due livelli che, presumibilmente, potrebbero dare una migliore direzionalità nel breve termine se fossero nuovamente rotti e confermati: 1,29 e 1,305/1,31 punti circa. Rimango dunque in attesa di indicazioni in merito per formulare la prossima analisi di brevissimo termine.

 

Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).

 

Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.

 

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

 

Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino a poche settimane fa; proprio di recente, infatti, le medie hanno effettuato l’incrocio ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche se, almeno per ora, manca la conferma sui valori di mercato (break dei minimi di periodo). Tanto il break da confermare quanto l’eventuale tenuta del mercato sui livelli attuali e coincidenti con la fascia di prezzi tra le due medie di riferimento (1,30-1,31 punti) potrebbero significare, rispettivamente, l’inizio di un nuovo trend (discendente) o l’accumulazione necessaria a permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).

 

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.

 

Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). Sia l’oscillatore sia la sua media hanno continuato la discesa delle ultime settimane, raggiungendo, seppure marginalmente, la zona di ipervenduto lieve in area 18/19 punti circa (la media si attesta appena sopra i 30 punti, invece). Considerando che i prezzi non hanno accompagnato il movimento di oscillatore e media (e, dunque, potrebbero accompagnarlo a brevissimo nella sua discesa) e che soltanto saltuariamente l’entrata in prima istanza coincide con un’inversione immediata del mercato, propenderei per la maggiore possibilità, statisticamente parlando, di vedere un’altra discesa delle quotazioni a breve. La situazione potrebbe modificarsi in caso di recupero anche dell’oscillatore o di incrocio rialzista dello stresso con la sua media mobile.

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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