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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 29/4 al giorno 3/5

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Condizione generale di periodo. La settimana appena trascorsa ha visto la rottura dei minimi weekly precedenti, condizione che, come fatto rilevare nell’ultimo articolo,……

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ha dato un primo segnale di potenziale indebolimento della posizione di mercato ma, salvo continuazione anche sotto 1,295 punti, lo stesso segnale non risulta ancora, in alcun modo, risolutivo. I minimi registrati nell’ultima ottava, in effetti, si sono fermati proprio marginalmente sopra il livello atteso come possibile spartiacque, rimandando, di fatto, la verifica alla prossima settimana. Come già scritto, dunque, fino a che le quotazioni rimarranno sopra 1,295 sarà possibile una ripresa in direzione, almeno, di 1,34/1,35, sempre valutando la capacità o meno del mercato di superare, questa volta, la resistenza a 1,325 punti circa; in caso contrario, il cedimento del supporto tuttora valido potrebbe ricreare le condizioni ideali per i venditori e concedere ulteriori ribassi anche sotto i minimi di breve periodo.

 

Graficamente. La nostra valuta rimane ancora condizionata in entrambe le direzioni: i due pattern rialzisti consolidati e più volte discussi, reversal (minimi inferiori e chiusura superiore alla chiusura della settimana precedente) e bullish engulfing (candela positiva nella quale apertura e chiusura contengono il real-body della candela precedente negativa) proprio sui minimi di periodo hanno permesso il rimbalzo fino alla settimana precedente, mentre la figura singola, indicata come una via di mezzo tra un canonico reversal e la candela con evidenti similitudini con la doji-line e rilevata sulla successiva barra weekly, ha chiaramente fermato, almeno per ora, lo stesso rimbalzo. Una nuova discesa nei prossimi giorni potrebbe decretare il successo del reversal ribassista potenzialmente in atto ma, per la terza volta in quattro settimane, la figura singola ultima risulta essere molto vicina al classico hammer rialzista; la stessa figura risulta meno affidabile dal momento che non si presenta alla fine di un ribasso deciso ma, comunque, denota l’incertezza nella quale gli operatori di breve periodo si trovano da qualche tempo.

 

Giornaliero. Il mercato rimane sempre laterale tra 1,295 (da 1,30 precedente) e 1,31 punti circa; fuoriuscite (confermate) da uno dei due livelli potrebbe favorire una migliore direzionalità per qualche giorno, almeno.

 

Oscillatori. Entrambi gli oscillatori scendono accompagnando le quotazioni di mercato; il RSI rimane ancora abbastanza vicino alla sua mediana mentre il CCI tende maggiormente in direzione dell’area di ipervenduto lieve pur senza ancora arrivarne a contatto.

 

Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. I due supporti principali si alzano ora a 1,282 e 1,276, rispettivamente di breve termine e di medio termine; la chiusura della settimana appena trascorsa evidenzia la formazione di una nuova resistenza a 1,311 punti circa, il cui break potrebbe ridurre in modo deciso la pressione ribassista e preparare, salvo conferma in close, ad un nuovo rialzo in futuro.

 

Analisi dinamica di breve periodo. I primi valori da considerare per un’eventuale rottura che possa portare a un movimento direzionale sono, ora, a 1,297/1,298 come supporto e 1,306/1,307 quale resistenza, entrambi diretti e di grado intermedio.

 

Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione abbastanza interessante e relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).

Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale, nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.

Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.

 

Per quanto riguarda le medie mobili: prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa) , la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino ad ora; proprio di recente, infatti, le medie tentano un incrocio questa volta ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche e, almeno per ora, manca la conferma sui valori di mercato. Una tale situazione impone cautela e una maggiore attenzione a breve, sia per verificare eventuali segnali di nuovo break che in caso di tenuta del supporto formatosi sulle medie stesse.

 

In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi.

 

Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore si è mosso al rialzo per la terza settimana consecutiva, nelle ultime due in divergenza con la chiusura del mercato; rimane sempre costantemente posizionato tra l’area di ipervenduto lieve (non ancora attraversata) e la mediana, in rapido avvicinamento con la sua media mobile che mantiene, invece, la tendenza a scendere. Per quanto riguarda l’indicatore di trend non ci sono novità: il primo segnale di potenziale ribasso si è verificato, come visto, già quattro settimane fa, ma la conferma definitiva ancora manca e arriverebbe con una discesa sotto i minimi di periodo.

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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