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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 3/6 al giorno 7/6

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica
Non ci sono novità particolari: il mercato rimane in trading range senza  dare segnali di possibile inversione rialzista dopo le conferme di vendita generate ormai da parecchie  settimane……….

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Tuttavia, la mancata rottura dei minimi di periodo e il prolungato movimento laterale creano  qualche dubbio sulle possibilità che i venditori abbiano ancora la situazione sotto controllo; è pur vero, in  ogni caso, che salvo rotture decise seguite da debite conferme sopra area 1,32/1,325 la situazione generale  continua a rimarcare una maggiore predisposizione alla negatività e, dunque, ancora i compratori stentano a  rientrare sul mercato con posizioni di medio termine.
 
Graficamente. La situazione rimane ancora improntata alla negatività, almeno per ora e fino a che i prezzi  rimarranno sotto i  livelli di guardia precedentemente rotti e confermati  sulla doppia figura di reversal  consecutivamente realizzate dal mercato nelle ultime settimane. L’ultima ottava, come atteso, non ha dato  segnali particolari e, presumibilmente, sarà sempre l’area tra 1,28 e 1,303 a definire, in caso di conferme su  base weekly, una potenziale nuova direzionalità.
 
Giornaliero. Il mercato ha aggiornato l’area di possibile trading range tra 1,28 e 1,30 (dal precedente 1,294- 1,307); nella penultima seduta della settimana ha provato il break risolutivo ma la giornata di venerdì si è  conclusa con la mancata conferma e con il rientro dei prezzi su livelli interni all’area stessa, situazione che  rimanda l’eventuale nuova direzionalità. Inoltre, l’inside realizzata proprio venerdì evidenzia indecisione e  avvalora la condizione di prudenza degli operatori nel brevissimo termine.
 
Oscillatori. Entrambi ancora  in recupero, con il CCI che dimezza abbondantemente la distanza tra la zona  di ipervenduto, abbandonata la scorsa ottava, e  la media neutrale, mentre il RSI sfiora la linea dei 50 punti,  in linea con il recupero del mercato. Nessuna indicazione particolare, salvo che, qualora ritornassero i  ribassisti, l’eventuale break in corrispondenza dei minimi di  questa settimana potrebbe generare  l’accentuazione del sentiment negativo.
 
Weekly: analisi dinamica
 
Analisi dinamica di medio periodo. Durante la prossima ottava la nostra valuta farà rilevare due supporti  distinti, entrambi validi sia per il breve che per il medio periodo e compresi nell’area limitatissima tra 1,278 e  1,282,  il cui break potrebbe generare sufficiente debolezza per far scendere le quotazioni almeno verso  1,24/1,25 punti. Al rialzo, invece, tra 1,305 e 1,31 si trova la prima resistenza, diretta e non qualificata, in  caso di rottura, per la continuazione immediata; qualora si verificasse, quindi, occorrerà conferma anche in  close weekly per validare il break.
 
Analisi dinamica di breve periodo.  Il mercato ha tentato un nuovo break ribassista a titolo di  conferma  della negatività in atto ma, nel’immediato, i prezzi sono rientrati sopra il supporto a 1,29 sin dalla seduta  successiva alla presunta rottura.  Attualmente, dunque, la prima resistenza risulta, ad inizio settimana,  proprio sui massimi verificati nei giorni scorsi (1,306 circa) ed un break confermato potrebbe concedere rialzi  verso area 1,33 punti circa, in caso contrario sarà di nuovo l’area 1,285/1,29 a dettare le linee guida per il  breve termine.  
 
Lungo periodo (trend).  Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i  massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una  condizione  abbastanza interessante e relativa,  principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in  particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha  portato, almeno per il momento, le quotazioni in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo  dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore,  di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal  conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
 
 Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate  attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo  al mercato di  tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto  questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa, sia stato, almeno fino ad ora  e  proprio  prima  dell’inizio del ribasso ancora  in corso, di circa 27/28 settimane e che, una tale durata, coincida con la metà  dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56  settimane.  I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora  forieri di nuova debolezza, sono durati  generalmente tra le sette e le undici settimane ed ora, considerando l’ultima ottava conclusa, siamo di fronte  a un movimento di nove settimane (contando il numero di barre che hanno proposto, come soluzione finale,  nuovi minimi di periodo); in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di  medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura,
dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro.
 
Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai  minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico,  inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in  questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è  superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.
 
Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate  (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato,  ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo  termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la  tendenza  di fondo si è mantenuta positiva almeno fino a poche settimane fa; proprio di recente, infatti, le medie hanno  effettuato l’incrocio ribassista ed in controtendenza rispetto agli ultimi mesi anche se, almeno per ora, manca  la conferma sui valori di mercato (break dei minimi di periodo).  Tanto il break da confermare quanto  l’eventuale tenuta del mercato sui livelli attuali e coincidenti con la fascia di prezzi tra le due medie di  riferimento (1,30-1,31 punti) potrebbe significare, rispettivamente,  l’inizio di un nuovo trend (discendente) o l’accumulazione necessaria a permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista  (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).
 
In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e  identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso  il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi  principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti.  Il superamento  anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41  con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti.  Al momento, la tenuta dei valori  intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai  rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale  cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei  precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia di inversione e la  successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti  circa.

Weekly: stocastico di lungo termine
 
Lungo periodo (stocastico).  Sia l’oscillatore sia la sua media hanno continuato la discesa delle  ultime  settimane, raggiungendo rispettivamente, seppure marginalmente, la zona di ipervenduto lieve in area 18/19  punti e l’area  30 punti  circa.  La  scorsa ottava, pure rimanendo ipervenduto, l’oscillatore ha avuto  un’impercettibile recupero  (nell’ordine di decimali), accompagnando il mercato nel parziale recupero delle  quotazioni. Come indicato nel precedente articolo, soltanto saltuariamente la discesa in prima istanza in area  ipervenduto è coincisa con un’inversione immediata del mercato,  il che lascia una maggiore propensione a  credere che  la nostra valuta possa andare incontro, a breve, ad  un’altra  discesa delle quotazioni.  La  situazione potrebbe modificarsi in caso di recupero deciso sopra il livello di ipervenduto, accompagnato dal  rialzo dei prezzi deciso e risolutivo (per esempio  il break di un massimo di breve periodo, confermato) o di  incrocio rialzista dell’oscillatore stesso con la sua media mobile


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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