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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 30/9 al giorno 4/10

Weekly: analisi statica Condizione generale di periodo. La settimana si è conclusa con un nulla di fatto e il range limitato oltre alla inside weekly lo rende ancora maggiormente evidente. Fermo restano che l’eventuale ripresa direzionale potrebbe avere obiettivi rialzisti …….

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1,363/1,365 e 1,39 punti o ribassisti a 1,33/1,335 o 1,31/1,315, l’analisi di maggiore interesse andrà necessariamente rimandata alla prossima ottava in quanto:
– L’indecisione degli operatori si è manifestata durante tutta la settimana appena conclusa ed è stata confermata in chiusura venerdì sera;
– Il range weekly molto limitato e inserito nel range precedente indica una chiara condizione di necessaria attesa di eventi macro e di conferme tecniche che potranno arrivare solo entro le prossime una/due settimane;
– Gli oscillatori principali di momentum indicano neutralità o, eventualmente, possibili lievi eccessi senza tuttavia mostrare alcuna divergenza o imminenti segnali di criticità nei valori massimi/minimi.
Rimando dunque alla prossima newsletter l’analisi dettagliata sull’euro-dollaro per il breve-medio periodo.
Graficamente. Evidente la figura singola che indica l’indecisione degli operatori sui massimi relativi di periodo raggiunti due settimane fa; in aggiunta, il range settimanale risulta in contrazione e potrebbe dunque essere considerato un punto di riferimento per la ripresa della direzionalità a breve (break sopra/sotto i massimi/minimi della candela in questione) con obiettivo minimo iniziale e principale a 1,367 e secondario superiore a 1,376/1,379 circa al rialzo, 1,334/1,336 oppure 1,322/1,325 al ribasso.
Giornaliero. La continuazione immediata sin dall’inizio della settimana appena trascorsa ha favorito il recupero del livello superiore identificato in area 1,35 punti. L’ultima figura (multipla) di brevissimo termine lascia spazio alla doppia possibilità: chiusura oltre l’ultimo massimo relativo della scorsa ottava potrebbe permettere nuovi allunghi con target a 1,375/1,383 ed eventualmente 1,391/1,394 punti, mentre al ribasso un’eventuale conferma daily sotto 1,349/1,35 rischierebbe di far tornare le quotazioni a 1,33/1,335 punti.
Oscillatori. Nessuna novità particolare (e nessun nuovo segnale, dunque) salvo l’annullamento della possibile divergenza ribassista in atto sul CCI negato con l’ultima chiusura sui valori di mercato.
Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato tenta la rottura rialzista in fuoriuscita dalla prima resistenza indicata a 1,34/1,343 (parte superiore del triangolo in questione); in caso di conferma (mancata negli ultimi giorni e che, dunque, ora necessiterà di doppia conferma close + break direzionale), si aprirebbero spazi in direzione di due potenziali obiettivi a 1,38/1,385 e, in caso di maggiore forza, area 1,42/1,43 punti. Primo supporto, ora, a 1,29 punti.
Analisi dinamica di breve periodo. Il mercato rimane positivo con un nuovo obiettivo a 1,365/1,37 punti circa, target subordinato alla tenuta del primo supporto identificabile tra 1,343 e 1,347 punti circa (marginalmente modificato rispetto a quello della precedente ottava e che ha sostenuto in modo preciso il trend di breve termine).
Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione interessante relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato le quotazioni, almeno per il momento, su minimi in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa e culminato con i massimi di periodo a 1,37 punti sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che una tale durata coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. In aggiunta, il secondo movimento rialzista dal doppio minimo successivo, rialzo ancora potenzialmente in corso, ha trovato un massimo (relativo) durante la settimana precedente, facendo contare nuovamente 29 settimane, dunque molto vicino al classico movimento in oggetto. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed al momento, infatti, il minimo del ritracciamento ribassista ancora in corso è stato registrato la prima settimana di aprile, nove settimane dopo il massimo suddetto; in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro a meno di un nuovo break rialzista confermato sopra il massimo a 1,37 di cui sopra.
Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.
Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino all’inizio del mese di aprile, periodo in cui la media a breve ha incrociato al ribasso la media a lungo termine; al momento, tuttavia, lo stesso minimo è rimasto ancora inviolato mentre le due medie, nuovamente in fase di incrocio rialzista, tornano a dare connotazione positiva al mercato che, ora, si trova proprio appoggiato su quella di breve termine (area 1,32 circa) e sopra quella di lungo termine (area 1,3 punti). L’eventuale ripresa dei valori di mercato anche sopra il massimo precedente potrebbe generare, dunque, sufficiente spinta da permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).
In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia, in caso di nuova conferma, di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.
Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). I valori di mercato si sono portati sopra il punto di riferimento superiore indicato a 1,345 punti mentre sia oscillatore sia media mobile sono nuovamente orientati al rialzo (rientrano ora in ipercomprato); la possibile divergenza ribassista in atto è stata annullata dopo l’ultima chiusura. (ancora in attesa di una possibile conferma). Primo riferimento inferiore 1,315/1,318.

 

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com

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