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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 7/10 al giorno 11/10

GRAFICO NEWS

Weekly: analisi statica Condizione generale di periodo. La nostra valuta si è fermata, almeno per ora, con precisione sull’obiettivo auspicato e indicato nei precedenti articoli a 1,363/1,365 (l’obiettivo successivo rimane a 1,39 punti circa)……

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Qualora si innescasse un movimento di ritracciamento nel breve/brevissimo periodo, il primo livello da monitorare come possibile supporto in grado di definire la tenuta o meno della positività dovrebbe essere compreso nell’area 1,338-1,346 punti circa (validità principalmente in chiusura weekly); un suo cedimento confermato potrebbe far tornare le quotazioni tra 1,31 e 1,318 punti almeno. In tutte le altre situazioni, infine, l’area tra 1,329/1,33 e 1,363/1,365 (sempre validità in close weekly per l’eventuale conferma di break) potrebbe costringere il mercato a una fase laterale di breve periodo.
Graficamente. La rottura della inside precedente ha permesso al mercato di avvicinarsi al primo obiettivo indicato a 1,367 (massimi infrasettimanali a 1,365 circa); rimane ancora valida la condizione di potenziale negatività vista nel precedente articolo, anche se, dopo il break rialzista, la stessa potrebbe avere diminuito l’affidabilità: “il range settimanale (relativo alla settimana precedente) risulta in contrazione e potrebbe dunque essere considerato un punto di riferimento per la ripresa della direzionalità a breve (break sopra/sotto i massimi/minimi della candela in questione) con obiettivo minimo iniziale e principale a 1,367 e secondario superiore a 1,376/1,379 circa al rialzo, 1,334/1,336 oppure 1,322/1,325 al ribasso”.
Giornaliero. Il mercato è salito per quasi tutta la settimana prima di ritracciare, in parte, durante l’ultima seduta. Rimangono dunque validi i valori indicati in precedenza: “target a 1,375/1,383 ed eventualmente 1,391/1,394 punti, mentre al ribasso un’eventuale conferma daily sotto 1,349/1,35 rischierebbe di far tornare le quotazioni a 1,33/1,335 punti”. Unica aggiunta: si sta formando una possibile divergenza ribassista sugli indicatori di momentum che, tuttavia, almeno per ora non ha ancora trovato conferme definitive e, dunque, da valutare sulle chiusure daily durante la settimana in arrivo.
Oscillatori. Gli oscillatori si stanno muovendo in linea con il mercato con condizione di ipercomprato lieve e e senza alcuna segnalazione particolare per il breve termine.
Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato continua al rialzo, seppure senza particolare convinzione almeno per ora, dopo la rottura rialzista in fuoriuscita dalla prima resistenza indicata nei precedenti articoli a 1,34/1,343 (parte superiore del triangolo in questione); rimangono dunque validi i due potenziali obiettivi a 1,38/1,385 e, in caso di maggiore forza, area 1,42/1,43 punti. Primo supporto, ora, tra 1,33 e 1,335 punti circa.
Analisi dinamica di breve periodo. Il mercato rimane positivo e sfiora il primo obiettivo rilevato a 1,365/1,37 punti circa;il primo supporto utile si sposta ora nell’area tra 1,352 e 1,355 punti circa.
Weekly: analisi del trend
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione interessante relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato le quotazioni, almeno per il momento, su minimi in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa e culminato con i massimi di periodo a 1,37 punti sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che una tale durata coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. In aggiunta, il secondo movimento rialzista dal doppio minimo successivo, rialzo ancora potenzialmente in corso, ha trovato un massimo (relativo) durante la settimana precedente, facendo contare nuovamente 29 settimane, dunque molto vicino al classico movimento in oggetto. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed al momento, infatti, il minimo del ritracciamento ribassista ancora in corso è stato registrato la prima settimana di aprile, nove settimane dopo il massimo suddetto; in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro a meno di un nuovo break rialzista confermato sopra il massimo a 1,37 di cui sopra.
Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.
Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino all’inizio del mese di aprile, periodo in cui la media a breve ha incrociato al ribasso la media a lungo termine; al momento, tuttavia, lo stesso minimo è rimasto ancora inviolato mentre le due medie, nuovamente in fase di incrocio rialzista, tornano a dare connotazione positiva al mercato che, ora, si trova proprio appoggiato su quella di breve termine (area 1,32 circa) e sopra quella di lungo termine (area 1,3 punti). L’eventuale ripresa dei valori di mercato anche sopra il massimo precedente potrebbe generare, dunque, sufficiente spinta da permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).
In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia, in caso di nuova conferma, di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.
Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). L’oscillatore e la sua media continuano al rialzo e a ridosso dell’area di ipercomprato lieve. Nessun segnale particolare e primo riferimento inferiore 1,315/1,318.

 

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com

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