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DT- Eur/Usd: analisi valida per la settimana dal giorno 9/9 al giorno 13/9

Weekly: analisi statica Condizione generale di periodo. Il mercato ha rispettato le attese anche durante la settimana appena trascorsa; il break dei minimi infrasettimanali precedenti, infatti, ha generato un affondo non entusiasmante che ha portato le quotazioni  ………

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sul primo dei due livelli indicati (1,30/1,31 punti circa) e, successivamente, creato le condizioni per un recupero generale in grado di riportare i prezzi proprio tra 1,315 e 1,32, come auspicato nel precedente articolo. La struttura di fondo rimane dunque quella già descritta (“Nonostante il continuo sali-scendi che ha riportato le quotazioni, nelle ultimissime settimane, sopra 1,34 punti, precedente massimo relativo di medio periodo, la nostra valuta continua a mantenere un profilo tendenzialmente negativo generatosi, per quanto riguarda il medio-lungo termine, dopo la discesa dei corsi sotto area 1,31 punti circa in due distinti momenti, marzo e giugno dell’anno in corso”), così come l’indecisione degli operatori di medio e lungo termine resta palese ed espressione del range che si è creato ormai da svariate settimane a questa parte e che permette la formazione continua di massimi e minimi relativi molto vicini tra loro e compresi in circa sei/sette punti di mercato.
Graficamente. L’ultima settimana non evidenzia alcuna figura particolare; rimane dunque valida la potenziale negatività generata con il pattern precedente e che, almeno per il momento, ha creato le possibilità solo per una marginale discesa verificatasi negli ultimi giorni, in attesa di nuovi eventuali sviluppi.
Giornaliero. Raggiunto anche l’obiettivo ribassista successivo a 1,312 punti circa, la nostra valuta ha prodotto un possibile segnale di inversione di brevissimo termine proprio nelle ultime due sedute dell’ottava appena trascorsa; in caso di nuove conferme (close sopra 1,319 e break intraday, almeno, di area 1,323/1,325) si potrebbero verificare nuovi allunghi in direzione di 1,335/1,34 punti almeno.
Oscillatori. Confermata la divergenza negativa per il CCI, RSI invece a ridosso della sua mediana e, dunque, ad un possibile bivio tra un recupero di breve periodo e la conferma del ritorno alla volatilità negativa di medio periodo.

Weekly: analisi dinamica
Analisi dinamica di medio periodo. Il mercato rimane inserito in un triangolo ampio di medio periodo con resistenza superiore a 1,342/1,345 e supporto inferiore a 1,286/1,289 punti circa. Visto l’andamento degli ultimi mesi ritengo rischioso operare con orizzonte temporale di lungo termine senza prima attendere conferme di un break significativo di livelli di sicuro interesse quali quelli indicati sopra.
Analisi dinamica di breve periodo. Il mercato rimane negativo anche dopo la discesa che ha portato agli obiettivi inferiori citati nei precedenti articoli. La prima resistenza, ora, si colloca in area 1,32 punti circa ed una conferma in close seguita dalla continuazione rialzista potrebbe permettere almeno un recupero parziale in direzione di area 1,33/1,335 punti circa.
Lungo periodo (trend). Mantenendo l’attenzione sui principali movimenti ribassisti generatisi dopo i massimi storici della nostra valuta e rilevabili marginalmente sopra area 1,60 punti, si può notare una condizione interessante relativa, principalmente, alla durata dei movimenti stessi: in particolare, il primo movimento negativo, potenziale apripista per la continuazione dello storno che ha portato le quotazioni, almeno per il momento, su minimi in area 1,18/1,20 (i due ultimi minimi di lungo periodo, l’ultimo dei quali realizzato a luglio 2012), ha avuto durata di circa 15/16 settimane, il secondo, con minimo inferiore, di circa 28/32 settimane e il terzo, l’ultimo e più attuale, di circa 63/66 settimane (le differenze dipendono dal conteggio della durata sulla base dei massimi e minimi infrasettimanali o sulla base delle chiusure).
Le previsioni, dunque, per un rimbalzo da potenziale ipervenduto di lungo periodo si sono dimostrate attendibili ed hanno generato un recupero dei prezzi di una certa consistenza, permettendo al mercato di tornare su livelli precedenti sui quali si trovava prima della fine del 2011. Balza all’occhio, ora, che tutto questo movimento rialzista partito da area 1,20 punti circa e culminato con i massimi di periodo a 1,37 punti sia stato, almeno fino ad ora e proprio prima dell’inizio del ribasso ancora in corso, di circa 27/28 settimane e che una tale durata coincida con la metà dell’ampiezza della durata media rilevata nei due rimbalzi precedenti e già identificata in circa 55/56 settimane. In aggiunta, il secondo movimento rialzista dal doppio minimo successivo, rialzo ancora potenzialmente in corso, ha trovato un massimo (relativo) durante la settimana precedente, facendo contare nuovamente 29 settimane, dunque molto vicino al classico movimento in oggetto. I ritracciamenti nel corso degli ultimi anni, qualora forieri di nuova debolezza, sono durati generalmente tra le sette e le undici settimane ed al momento, infatti, il minimo del ritracciamento ribassista ancora in corso è stato registrato la prima settimana di aprile, nove settimane dopo il massimo suddetto; in quasi tutti gli altri casi, quelli in cui il mercato ha mantenuto la forza rialzista di medio o medio/lungo periodo, gli stessi ritracciamenti si sono fermati a tre-sei settimane. Una tale lettura, dunque, almeno in merito alla statistica, non è incoraggiante per il futuro a meno di un nuovo break rialzista confermato sopra il massimo a 1,37 di cui sopra.
Con riferimento ai prezzi, inoltre, è possibile notare comunque delle similitudini: il primo rimbalzo è stato, dai minimi precedenti, circa del 23%, il secondo poco distante e di circa il 25%; rispetto al massimo storico, inoltre, nel primo caso il ritracciamento rialzista è stato del 75% e nel secondo del 74% circa, quindi anche in questo caso abbastanza allineati tra loro. La differenza, invece, è che l’ultimo minimo appena realizzato è superiore al precedente e, dunque, non in perfetta sequenza di livelli decrescenti.
Per quanto riguarda le medie mobili, prezzi sopra/sotto le medie mobili di riferimento con le stesse incrociate (classico incrocio rialzista/ribassista) hanno quasi sempre generato, nel periodo di riferimento considerato, ampi movimenti (sia in merito alla durata sia in punti), movimenti culminati in validi punti di svolta per il lungo termine. Dopo l’incrocio rialzista avvenuto ai primi di ottobre dello scorso anno (area 1,30 circa), la tendenza di fondo si è mantenuta positiva almeno fino all’inizio del mese di aprile, periodo in cui la media a breve ha incrociato al ribasso la media a lungo termine; al momento, tuttavia, lo stesso minimo è rimasto ancora inviolato mentre le due medie, nuovamente in fase di incrocio rialzista, tornano a dare connotazione positiva al mercato che, ora, si trova proprio appoggiato su quella di breve termine (area 1,32 circa) e sopra quella di lungo termine (area 1,3 punti). L’eventuale ripresa dei valori di mercato anche sopra il massimo precedente potrebbe generare, dunque, sufficiente spinta da permettere al mercato di raggiungere il prossimo target rialzista (presumibilmente tra 1,40 e 1,425 punti).
In merito al medio-lungo e lungo periodo, i prezzi di mercato, dopo aver realizzato minimi sul livello atteso e identificato da tempo almeno in area 1,205/1,21 punti, hanno generato l’auspicato rimbalzo che ha permesso il raggiungimento, in due momenti e movimenti distinti all’interno della stessa onda rialzista, dei due obiettivi principali minimi più volte citati e rilevabili a 1,28/1,30 e, successivamente, 1,32/1,33 punti. Il superamento anche del secondo livello ha creato le condizioni per l’avvicinamento dell’intermedio posto in area 1,40/1,41 con massimi di medio periodo segnati, a inizio anno, sopra 1,37 punti. Al momento, la tenuta dei valori intermedi tra il minimo di cui sopra e l’ultimo massimo (circa 1,28 punti) concede ancora la possibilità ai rialzisti di puntare sulla ripresa in direzione del target successivo, appunto a 1,40/1,41 circa, ma l’eventuale cedimento, nelle prossime settimane, rischierebbe di riportare le quotazioni nuovamente a ridosso dei precedenti minimi. Già la discesa sotto 1,29/1,295 potrebbe essere una prima avvisaglia, in caso di nuova conferma, di inversione e la successiva ed eventuale conferma identificherebbe obiettivi ribassisti a 1,245 ed eventualmente 1,225 punti circa.
Weekly: stocastico di lungo termine
Lungo periodo (stocastico). Dopo il recente recupero che ha portato le quotazioni di mercato sulla prima resistenza utile designata dall’indicatore appena sopra area 1,34, lo stesso indicatore ha incrociato la sua area di ipercomprato; le ultime due settimane hanno evidenziato una maggiore propensione al ritracciamento, riavvicinandolo alla sua media mobile e riportando i valori in area neutrale.

 


DISCAIMER: Le indicazioni operative sopra riportate esprimono il parere personale di Marco Benzoni (dimensionetrading.com); i settaggi degli oscillatori/indicatori nonché i livelli indicati sono scelti dal sottoscritto secondo parametri personalmente giudicati idonei sulla base del momento e del mercato in questione e potrebbero non corrispondere ai parametri standard generalmente utilizzati dalla maggioranza dei traders. In aggiunta, alcuni degli indicatori/oscillatori utilizzati per il calcolo dei livelli sono di tipo proprietario.

Autore: Marco Benzoni

Fonte: dimensionetrading.com


 

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