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Egitto, nuova crisi politica aggrava preoccupazioni su fragilità economica

AFRICA GIRAFFA

Presidente Morsi destituito
Per la terza volta nel giro di pochi anni l’Egitto si appresta a scrivere una nuova pagina della sua storia politica ed economica. Ad un anno esatto dalla sua elezione il presidente Mohammed Morsi è stato infatti destituito da un golpe militare…..

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La guida del Paese è stata affidata ad interim al giudice della Corte Costituzionale, Adli Mansour, a cui spetterà il compito di portare il Cairo verso nuove elezioni, che nessuno si aspetta prima di sei mesi, e verso una nuova costituzione.
Il golpe ha indotto l’agenzia di rating Fitch a ridurre il merito di credito egiziano da “B” a “B-“ con outlook negativo.
Secondo Fitch, che già a inizio anno aveva tagliato il rating sull’Egitto, si rischia un peggioramento della stabilità politica interna con la conseguenza di una più difficile attuazione del processo riformatore e peggioramento dell’attuale situazione economica del Paese.

Economia in affanno con prospettive fragili
Lo scenario economico che Morsi consegna al suo successore è alquanto incerto e la portata delle sfide che la nazione nordafricana dovrà affrontare richiederanno un’azione decisa sul fronte delle riforme economiche al palo da due anni. Dalla primavera araba ad oggi l’instabilità politica ha pesato fortemente sull’economia.
Nei primi tre mesi dell’anno il Pil egiziano ha segnato un +2,2% annuo, quasi la metà rispetto al +4% medio fatto segnare dal Paese negli ultimi 20 anni. Gli attuali tassi di crescita del paese sono inferiori rispetto a quelli medi dei cosiddetti “Next Eleven”, il paniere dei Paesi emergenti (di cui l’Egitto fa parte) considerati i successori dei Bric.
Stando alle previsioni fornite lo scorso aprile dal Fondo monetario internazionale (Fmi) l’economia del Paese del Nord Africa crescerà quest’anno del 2,2% e del 3,3% l’anno prossimo, il tasso di disoccupazione è invece atteso salire al 13,5% nel 2013 (nel primo trimestre 2013 risultava del 13,2%) e al 14,3% nel 2014. Il Fmi si attende
inoltre che il defi cit di bilancio dell’Egitto salga all’11,3% del Pil nell’anno fi scale che fi nisce a giugno.
L’instabilità politica rischia inoltre di minare sia il già sofferente settore del turismo, sceso del 17,3% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2012, sia gli investimenti diretti esteri. A pesare su una situazione già grave l’annuncio della Banca Centrale egiziana che ha fatto sapere che le riserve monetarie a giugno sono diminuite di 1,12 miliardi di dollari a 14,92 miliardi, evidenziando “lo stato di pericolo” delle finanze pubbliche dopo il golpe. L’Egitto dovrà in breve tempo cercare di riconquistare la fi ducia di fronte agli investitori internazionali, visto che nell’ultimo biennio gli investimenti esteri si sono dimezzati. Interessante sarà vedere come si evolveranno e soprattutto se ripartiranno le trattative tra l’esecutivo e l’istituto guidato da Christine Lagarde per ottenere il prestito da 4,8 miliardi di dollari.
La Borsa del Cairo saluta con forti rialzi il nuovo presidente  A tenere invece è la Borsa egiziana che ha festeggiato a colpi di acquisti la caduta di Morsi. Sulla Piazza finanziaria del Cairo il listino principale Egx 30 ha registrato una crescita superiore al 7% nel giorno in cui è stato nominato il nuovo presidente. In concomitanza con le recenti turbolenze politiche l’indice egiziano aveva iniziato a risalire la china nelle scorse settimane: dai minimi toccati lo scorso 24 giugno ha guadagnato quasi il 20%.

Fonte: RBS

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