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Elenco dei primary silver producer, prima parte

Trucco Giuseppe

Il prezzo dell’argento è sceso sotto il costo totale di produzione medio dell’industria. Esattamente come quello dell’oro, ma c’è una differenza. Di argento non esistono scorte secolari tali per cui ogni anno la nuova produzione incide appena per il 2% dello stock esistente, come per l’oro,……

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Articolo di Giuseppe Trucco – truccofinanza.it


quindi è difficile che si possa venire a determinare una offerta alternativa rispetto a quella delle miniere, e se il prezzo del metallo non sale alcune miniere chiuderanno, quindi, a meno che cali anche la domanda, il prezzo dovrebbe a quel punto subire delle spinte rialziste. Torneremo sui fondamentali dell’argento con un bell’articolo educational, oggi invece pensavo di introdurre alcuni titoli del settore che credo siano più meritevoli di attenzione rispetto ad altri.

 

E’ un peccato che oggi a sentire nominare la parola argento molti pensino subito al genere horror, sia che si tratti di cinefili sia che si tratti di silver-bugs. Eppure io credo che questo possa essere il momento giusto per accumulare questi titoli (anche se ammetto che lo pensavo anche prima del crollo). Dopo tutto il vecchio adagio recita: “compra quando scorre il sangue nelle strade”. Ebbene, inizia già a scorrere molto sangue nelle miniere d’argento! Dopo Velardena, di Golden Minerals, è stata la volta di Treasure Mountain della pessima Huldra Silver ad annunciare la chiusura. Da amante del genere horror e del settore dell’argento, oggi quindi vi propinerò qualche nome.

In questo contesto di titoli che producono argento e faticano a non fallire, io credo sia meglio lasciar perdere quelli che ancora nemmeno producono, almeno per ora. Poi magari molto presto (in seguito a dei rimbalzi importanti di prezzo), potrebbe essere il momento per osservare più da vicino anche la nicchia dei silver developer: esistono infatti talmente poche compagnie con progetti di argento significativi, che quando le major inizieranno ad aver voglia di accrescere la produzione, quei titoli diventeranno quasi certamente delle appetibili prede. Ma per adesso credo sia meglio concentrarsi sui produttori.

Eccovi dunque l’elenco completo di tutti i primary silver producer di cui io sia a conoscenza.

1) Fresnillo PLC è il maggiore produttore di argento al mondo, da miniere messicane. Quotato solo a Londra con il codice yahoo finance FRES.L (ed alla borsa messicana per chi accede alle borse più esotiche). E’ uno spin-off della compagnia Industria Penoles, che mantiene una partecipazione significativa e compare a sua volta in alcuni ETF dedicati all’argento, ma non possiede miniere d’argento distinte da quelle che fanno capo a Fresnillo, quindi investire su questo titolo è un pò come comprare un “doppione”. In ogni caso Penoles, così come Rio Tinto, non è un primary silver producer, ossia non ricava una fetta significativa del fatturato dall’argento bensì da altre commodity. Le miniere di Fresnillo, a cominciare dal progetto-bandiera che da il nome alla compagnia, sono certamente asset molto pregiati, world class come si suol dire nel gergo del settore, e la compagnia conta di produrre 40 milioni di once di argento a basso costo nel 2013 e quasi mezzo milione di once d’oro (più zinco e piombo, che contribuiscono a far calare il costo di produzione al netto dei by-products), ma conta di arrivare a 65 milioni nel 2018 grazie ai progetti ancora da mettere in produzione. Tuttavia il titolo ha solitamente trattato a premio da quando lo conosco proprio per la sua elevata qualità e liquidità. Essendo quotato fuori dalle borse nord-americane è tenuto a dover osservare una minore trasparenza. Indicato in un giardinetto dove si voglia non allontanarsi troppo dal benchmark magari. Giudizio: positivo (soprattutto se comprato nelle fasi di debolezza relativa rispetto al resto del settore, cioè non adesso per intenderci).

2) Silver Wheaton. Quotata al Nyse col simbolo SLW. Un businell model azzeccatissimo che ha fatto la felicità degli azionisti della prima ora, quello di comprare la produzione di argento di miniere di metalli di base, in tutto o in parte, altrimenti detto dei silver stream. Grazie a questa scelta Silver Wheaton corre poco rischio legato all’attività mineraria, come l’aumento del costo di produzione (il costo a cui acquista l’argento prodotto via via resta fisso) e se la compagnia partner fa nuove scoperte che allungano la vita residua della miniera essa partecipa gratis a questo migliorato scenario. Andandosi a piazzare in un paradiso fiscale e avendo cercato di accollare tutto il gravame fiscale sui partner, il titolo ha pure giovato di un bassissimo trattamento fiscale. Essendo il titolo col minore costo di “produzione”, o per meglio dire in questo caso di “acquisizione”, è anche quella col minore profilo di rischio dell’intero settore. Tuttavia la qualità si paga e difficilmente il mercato non ha trattato il titolo abbondantemente a premio. Giudizio: positivo (soprattutto se comprato nelle fasi di debolezza relativa rispetto al resto del settore, ammesso che ne esistano).

3) Pan American Silver. Quotata al Nasdaq col simbolo PAAS. Nella sua fase iniziale di crescita, nella prima metà degli anni 2000 la compagnia è stata una stella, ha regalato grandi soddisfazioni agli azionisti ed ha raggiunto e superato major di lunga data come Hecla e Coeur D’Alene. Purtroppo non è stata altrettanto brava nella seconda fase del suo ciclo di vita, dove il suo maggior passo falso è stato quello di comprare Navidad in Argentina per circa un miliardo di dollari (oltre la metà di quanto capitalizza oggi). Per sua fortuna prima di capire che in Argentina non sarebbe mai stato possibile investire in sicurezza in una nuova grossa miniera ha avuto buon gusto di fondersi con Minefinders accaparrandosi così la miniera messicana world class Dolores che la preda si portava in dote. Produce sui 12 o 13 milioni di once d’argento l’anno e poco oro (tranne Dolores le altre sono per lo più miniere molto focalizzate sull’argento) da 7 miniere in vari stati, purtroppo una di queste, San Vicente, in Bolivia. Resta una compagnia con una discreta fama, un management dopo tutto superiore alla media, che potrebbe trovare posto in un giardinetto ben diversificato di titoli primary silverGiudizio: neutrale.

4) Coeur D’Alene Mines. Tra le major è quella più incline a cercare di dare di sé una immagine più positiva di quello che è, travisando gli investitori che cercano informazioni. Non sto parlando di cose illegali, ma comunque l’attitudine è quella di illudere prima e quindi deludere le aspettative dopo, con implicazioni negative per il prezzo delle azioni. O forse qualcuno di voi è in grado do trovare traccia nella loro presentazione della pesantissima royalty da 100 milioni di dollari l’anno (dato da un gold stream pari al 50% dell’oro prodotto) che grava sulla miniera messicana di Palmarejo (da non confondersi col Parmareggio) a beneficio di Franco Nevada? Al netto di questo gold stream di fatto l’asset più significativo per la compagnia è San Bartolomé, che però ha il grandissimo difetto di trovarsi nel posto sbagliato, la Bolivia (lo stesso dove hanno recentemente nazionalizzato una miniera d’argento). Giudizio: negativo.

5) Hochschild Mining. Quotata solo a Londra col simbolo yahoo finance HOC.L. Altra compagnia ben diversificata per numero di miniere e paesi in cui opera e con discreta reputazione, similarmente a Pan American Silver, ma con qualche passo falso in meno e senza esposizioni a giurisdizioni particolarmente sfavorevoli come la Bolivia, per questo il giudizio superiore agli occhi severi del Trucco. Produce 20 milioni di once d’argento annue ed anche oro in minor misura, avendo saputo tenere abbastanza a bada la crescita dei costi di produzione. Dispone di cospicue riserve di liquidità (oltre 300 milioni di dollari al momento di scrivere) che riducono l’effettivo valore d’impresa (enterprise value) ad appena mezzo miliardo di dollari, difficile da credere sia scesa tanto, ma potrebbe sfuggirmi qualcosa. Giudizio: positivo (e pare che sia un bel comprare al momento di scrivere, se paragonata a CDE e PAAS).

6) First Majestic Silver. Quotata al Nyse col simbolo AG. Una compagnia che ho visto crescere (di ben dieci volte come prezzo del titolo) mentre ne possedevo le azioni, senza quasi mai compiere un passo falso. Ha fatto le acquisizioni giuste al giusto prezzo, astenendosi dal fare gare al rialzo quando qualche altra major si metteva di traverso. Sempre rimasta focalizzatissima sul solo argento, forse il titolo più “puro” dopo Silver Wheaton, e sempre nel Messico (5 miniere d0′argento e 6 progetti ancora da sviluppare tutti messicani). Con la crescita organica dai progetti già detenuti conta di poter salire dalle attuali 11 milioni di once d’argento annualmente prodotte nel 2013 a ben 16 milioni dal 2015. Il management ci sa fare e da una certa sicurezza mettere nel cassetto un titolo così rispetto a roba tipo Coeur D’Alene per capirci, anche se chiaramente non potrà sempre continuare a crescere ai ritmi del passato. Giudizio: positivo (soprattutto se comprato nelle fasi di debolezza relativa rispetto al resto del settore).

La rassegna continua nella seconda parte di questo articolo, in corso di pubblicazione a breve, ma prima di passare a conoscere i piccoli silver producer, e vedere quali di essi possano meritare l’inclusione in un portafoglio di titoli del settore e quali no (secondo il mio parere ovviamente) esaminerei ancora alcuni titoli medio-grandi (mid-tier direbbero gli americani), che hanno l’argento come significativa fonte di valore, ma non la principale:

7) Hecla Mining. Quotata al Nyse col simbolo HL. La compagnia è stato per decenni un primary silver producer, poi ha annunciato di volersi sposare con Aurizon Mines, strappandola alle brame della affamata Alamos Gold. Siccome già prima Hecla produceva un pò di oro dalle sue 2 miniere statunitensi, di fatto la compagnia post-fusione ricava più fatturato dalla vendita di oro (l’unico prodotto dell’attuale progetto bandiera canadese Casa Berardi), come si può evincere dalla presentazione che trovate qui. Peccato per aver perso un titolo dell’argento già facente parte di una piccola lista, ma per fortuna non abbiamo perso uno dei titoli più appetibili sotto il profilo della qualità. Hecla infatti ha di positivo che è un produttore low-cost, quindi non particolarmente speculativo, però il management non è mai stato particolarmente brillante nel creare valore per gli azionisti, basti dire che la fusione con Aurizon Mines è avvenuta pressoché alla pari, peccato però che le azioni Hecla avrebbero dovuto valere più del 50% della nuova compagnia, quindi questo significa aver diluito gli azionisti Hecla a vantaggio di quelli Aurizon. E il grafico decennale della compagnia, che ha una lunghissima storia, testimonia d’altronde anch’esso la difficoltà, da sempre, nel saper creare valore per l’azionista. Giudizio: neutrale/negativo.

8) Allied Nevada Gold. Quotata all’Amex col simbolo ANV. Interessante per chi volesse rischiare e fosse particolarmente fiducioso in una ripresa non troppo lenta del prezzo dei metalli preziosi, Allied Nevada è una compagnia nata come spin-off di Vista Gold che presto ha superato per capitalizzazione di mercato la casa madre. Detiene un progetto argento-aurifero nel mining friendly Nevada con prospettive di crescita entusiasmanti, salvo che per i costi necessari per finanziare quella crescita. La miniera di Hycroft è grandiosa, possiede riserve già definite per 12 milioni di once d’oro e 500 di argento (totalizzando invece anche le riserve di valore economico ancora da provare, le cosiddette “risorse” si arriva a 48 milioni di once d’oro “equivalenti”, cioè contando anche l’argento convertito in quantità di pari valore di oro) che chi conosce un pò il settore aurifero sa essere una enormità! Al momento è un titolo aurifero con poco argento come by-product, in seguito all’ampliamento del progetto la produzione di argento potrebbe invece salire sino a 18 milioni di once l’anno, arrivando all’incirca a pareggiare il valore dell’oro prodotto. Purtroppo la produzione non è per niente low-cost, a meno di considerare l’argento come un sotto-prodotto e far calare artificiosamente il cash cost dell’oro in questo modo. Il titolo è molto speculativo, a questi prezzi di oro ed argento è improbabile che possa ottenere i finanziamenti ed avere voglia di procedere nell’espansione del progetto. Giudizio: neutrale.

produzione ad Hycroft

continua nella prossima parte la disamina degli small silver producer.

 

 

Fonte: truccofinanza.it

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