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Elenco dei primary silver producer, terza parte

Trucco Giuseppe

Terminiamo l’elenco dei produttori primari di argento con quelli quotati solo in Canada (tutti quanti a piccola capitalizzazione), più 2 quotati negli USA che avevo dimenticato…….

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Articolo di Giuseppe Trucco – truccofinanza.it


17) McEwen Mining. Quotata al Nyse col simbolo MUX ed al Toronto Stock Exchange col simbolo MUX.TO (su yahoo finance). Deriva dalla fusione di 2 diverse compagnie che in comune avevano McEwen come CEO e come principale azionista, Minera Andes e US Gold. A suo tempo questa fusione mi ha lasciato basito per essere stata effettuata in termini paritetici, laddove Minera Andes avrebbe dovuto essere considerata come 2 volte più pregiata di mcewen_logo_updatedUS Gold, ma siccome il CEO deteneva una percentuale più elevata di US Gold è riuscito ad imporre una fusione in termini più favorevoli per gli azionisti US Gold. Il fatto che l’azionista principale (col 25% delle azioni) sia l’amministratore delegato Rob McEwen, fondatore e per molti anni CEO di Goldcorp, la storia di maggiore successo tra le major aurifere, ha da sempre fatto sì che il mercato trattasse a premio US Gold prima (ma non Minera Andes, chissà perché) e MUX oggi, ma da quando è alla guida di queste nuove realtà il nostro Rob per la verità non ha più fatto miracoli. Difficile credere che MUX capitalizzi in borsa tanto quanto l’enterprise value di Hochschild Mining, in virtù del fatto che MUX possiede il 49% di San José e Hochschild il 51%, ma poi altre 4 miniere tutte fuori dai poco rassicuranti confini argentini! In realtà MUX (come anche HOC.L) oltre alla miniera suddetta possiede anche dei progetti interessanti, la piccola miniera aurifera El Gallo 1 ed il progetto primary silver di El Gallo 2 in Messico e il progetto ricchissimo di rame (ma di cui MUX intende disfarsi al più presto) di Los Azules (che però nessuno vorrà comprarsi, poiché per metterlo in produzione occorre investire una montagna di soldi ma purtroppo Los Azules è anch’esso sito in Argentina), ed ancora un progettino aurifero negli USA. Ma per tanto che possano essere interessanti progetti ancora da finanziare in questo scenario di mercato, credo che San José da solo conti molto di più agli occhi del mercato di tutto il resto. Proprio in considerazione delle condizioni di mercato McEwen Mining ha mostrato il buon gusto di limitare gli investimenti per la crescita ai soli profitti generati dall’attività mineraria (laddove altri manager meno shareholder friendly avrebbero invece fatto aumenti di capitale a prezzi stracciati diluendo gli azionisti pur di bruciare le tappe, o peggio ancora sarebbero incorsi in pesanti debiti). Fino a che El Gallo 2 non inizierà a produrre McEwen Mining in effetti non potrà essere considerato un primary silver producer in effetti, visto che San José, al prezzo relativo corrente dell’argento contro oro, produce più oro (circa 100.000 once annue) che argento (circa 5 milioni di once, di cui MUX ha diritto al 49%), a quel punto invece non ci sarà più giustificazione per la insistenza nel parlare sempre e solo di oro (e “oro equivalente”), come se l’argento fosse un by-product e non il co-product (e in futuro il metallo primario) per la compagnia. Tutto sommato, considerata la cointeressenza tra azionisti di minoranza e CEO questa compagnia, non fosse per il prezzo, non sarebbe comunque troppo malvagia (qui una presentazione di maggio 2013). Giudizio: neutrale (ma negativo se si guarda alla convenienza del prezzo attuale). El Gallo by night

18) Avino Silver and Gold. Quotata all’Amex col simbolo ASM ed al Toronto Stock Exchange col simbolo ASM.TO avino(su yahoo finance). Non fatevi trarre in inganno dalla quotazione sull’Amex, si tratta infatti di una microcap che capitalizza meno di 25 milioni di dollari. Compagnia che produce poco e a costi elevati da miniera messicana storica (inaugurata dagli Spagnoli nel 1558!), ma oggi marginalmente economica e con una produzione inconsistente (250 mila once nel 2012, previste 800 mila nel 2013). Non si intravedono prospettive di crescita organica tali da poter diventare un mid-tier producer e quindi credo che non ci saranno mai le condizioni per poter fare utili significativi una volta dedotte le spese di overhead (amministrative), anche quando il prezzo dell’argento dovesse risalire. Giudizio: negativo.

19) International Minerals. Quotata al Toronto Stock Exchange col simbolo IMZ (IMZ.TO su yahoo finance). La compagnia possiede il 40% della miniera Pallancata e del progetto Inmaculada in Perù, entrambi operati/sviluppati da Hochschild che ne detiene il restante 60%, e poi il 100% internationalmineralslogodei depositi auriferi a bassa gradazione di Goldfield e Converse nel Nevada che detengono quasi 7 milioni di once d’oro di risorse misurate ed indicate. La compagnia ha mostrato buon senso nel cercare un partner che comprasse una quota di maggioranza e mettesse in produzione le sue miniere per non cimentarsi in operazioni troppo dispendiose e fuori dalla sua esperienza, così da potersi concentrare nel suo business, la ricerca esplorativa e lo sviluppo di nuovi progetti, e poter iniziare a staccare dei dividendi agli azionisti (aspetto abbastanza raro per uno small cap miner. Ha avuto la malasorte di perdere tempo a sviluppare progetti in Ecuador, una delle nazioni meno mining friendly del mondo, ma ha deciso di non perseverare e monetizzare a qualunque prezzo quegli asset (sebbene i ritardi causati dallo stato nel permettere la cessione hanno provocato ulteriori perdite nell’ultimo trimestre!). Questa strategia difensiva non ha ostacolato le ottime performance degli anni passati e avrebbe dovuto (ma il mercato non la pensava allo stesso modo mio) ridurre le perdite nella fase surreale che stiamo attraversando, considerando che la compagnia possiede una posizione finanziaria netta pari a oltre 50 milioni di dollari (pari a ben un quarto della capitalizzazione attuale)! Qui potete leggere l’ultima presentazione della compagnia di aprile. Ingiustificato, secondo il mio parere, il crollo del titolo da allora. Giudizio: positivo (codice ISIN: CA4598751002).

20) Mandalay Resources. Quotata al Toronto Stock Exchange col simbolo MND (MND.TO su yahoo finance). E’ mandalayl’unico produttore primario di argento del Cile, dalla miniera di cerro Bayo (3 milioni di once d’argento e 20 mila once d’oro previste per il 2013), ma produce anche oro e antimonio (metallo esotico di cui mi piacerebbe parlarvi un giorno), dalla miniera australiana Costerfield. Il titolo è quasi una new entry, anche se il grafico va molto più indietro (probabilmente anziché quotarsi in borsa hanno sfruttato una “conchiglia” vuota già esistente sul listino), la Mandalay di oggi nasce solo nel 2009 e da allora pare che abbia saputo dare molte soddisfazioni agli azionisti (fatto più unico che raro nel periodo in esame), dimostrare di avere un management all’altezza della situazione e che sa fare quello che dice di voler fare (la mission potete vederla nella presentazione qui). Sia il CEO che il CFO, forse stanchi della situazione difficile venutasi a creare in Sud Africa, sono entrambi provenienti dalla major del platino Lonmin. Credo che di questo titolo torneremo a parlare, forse oggi l’unica sua pecca è quella di essere relativamente caro rispetto al resto malandato del settore, dove forse si trovano migliori affari ora come ora. Con le future acquisizioni di progetti da rilanciare potrebbe smettere di avere l’argento come metallo principale, ma ciò non toglie che questa compagnia abbia esattamente il tipo di approccio che piace a me! Giudizio: positivo (giudizio in termini della “reputazione” dei manager e della “qualità” della compagnia, non sul prezzo del titolo, che forse è quello in assoluto che ha perso meno dai massimi, di tutti quelli citati nella trilogia). (codice ISIN: CA5625682045).

21) Aurcana Corp. Quotata al Toronto Venture Exchange col simbolo AUN (AUN.V su yahoo finance). Una grandissima delusione. Ma stavolta non parliamo solo di una compagnia che prima (per prima intenAurcanaCorporationdo dire all’inizio della nuova gestione Lenny Rodriguez come CEO) ha fatto molti passi nella giusta direzione e poi ha sbagliato qualcosa, come molte di quelle che abbiamo esaminato, stavolta c’è anche il dolo! Non racconterò troppi dettagli su Aurcana perché i veterani di TF la conoscono già (per gli altri si può guardare questo link, anche se si tratta di un articolo che vorrei non aver mai scritto e di cui non vado orgoglioso) ma spiego meglio l’ultima frase onde aiutare i miei lettori a comprendere bene perché questo sia un titolo da cui stare alla larga (questa la mia idea: se uno ti frega una volta è colpa sua se ti frega due volte è colpa tua!). Aurcana ha commesso un fatto molto grave che secondo il buon Otto di Inca Kola News costituirebbe motivo valido per intentare una causa risarcitoria contro il toerag management: Aurcana a dicembre 2012 ha dichiarato il falso in questa news dove annunciava il raggiungimento della produzione commerciale a Shafter al ritmo di 600 tonnellate al giorno di materiale processato, salvo smentire questo fatto in un comunicato di aprile 2013! Questa falsità ha anche fatto sì che molti credessero a quanto sostenuto dal CEO sosia di Alvaro Vitali nella conference call di fine 2012, allorché spergiurava che la compagnia non avrebbe più avuto bisogno di reperire finanziamenti sul mercato avendo raggiunto la produzione nella sua miniera principale, proprio il fabbisogno di denaro per coprire le perdite ed i ritardi ha invece contribuito a far sfracellare il titolo della compagnia ad un livello talmente infimo da cui potrebbe persino rimbalzare, ma a questo punto (almeno per chi ha la fortuna di non possedere azioni, ma forse anche per noi) meglio evitare questi “lying toerags” come li ha chiamati Otto Rock. Giudizio: negativo.

22) Santacruz Silver. Quotata al Toronto Stock Exchange col simbolo SCZ (SCZ.TO su yahoo finance). La più giovanesantacruz di tutte le compagnie silver producer citate nella trilogia, certo è che sia partita col piede giusto (poi per via del mercato che stiamo attraversando magari non ha brillato moltissimo, ma ha già perso meno rispetto all’argento ad esempio). Al momento produce meno di un milione di once (equivalenti) di argento e solo dalla miniera polimetallica (argento con zinco e piombo) di Rosario (in produzione commerciale dal primo aprile 2013), che è stata messa in produzione in anticipo sui tempi e sotto il budget preventivato (fatto più unico che raro nel panorama minerario), ma in cantiere ci sono già altri 2 progetti messicani, San Felipe e Gavilanes, che dovrebbero consentire alla compagnia una crescita organica della produzione sino a 5 milioni di once d’argento “equivalenti” annue, sempre a fronte di costi di avviamento (capex) ridotti e con gradazioni interessanti. Non sarà particolarmente a buon mercato e va tenuto conto del rischio che non ripeta i buoni risultati della prima miniera anche con la seconda e la terza, ma sembrerebbe avere la stoffa del vincitore. Chi volesse leggere la presentazione la può trovare qui. Se proprio devo dirlo, l’unica nota stonata è che il CEO Francisco Ramos sia anche il co-fondatore di Great Panther Silver, compagnia che a me è sempre piaciuta poco… Ma non lasciamoci andare ai facili pregiudizi. Giudizio: positivo (codice ISIN: CA80280U1066).  

23) Scorpio Mining. Quotata al Toronto Stock Exchange col simbolo SPM (SPM.TO su yahoo finance). Produce l’equivalente (convertendo anche zinco, piombo e rame prodotti in argento) di 2,3 milioni di once d’argento annue dalla miniera polimetallica messicana di Nuestra Senora (solo 1,2 milioni le oncie di argento vere e proprie per la cronaca). E’ una compagnia che in passato ha fatto buone cose, compreso far nascere da una propria costola una interessante compagnia aurifera, Scorpio Gold. Poi improvvisamente ha iniziato a dirgli male (e l’aver dedicato la miniera alla madonna non ha portato giovamento) quando l’attività estrattiva ha sconfessato le precedenti riserve d’argento calcolate secondo i parametri di legge canadese 43-101 (fatto raro ed insolito) dalla Genivar Inc. Con una doccia fredda comunicata il 27 marzo 2012 che ha fatto crollare il titolo in borsa si diceva che le riserve d’argento ritenute buone fino al giorno prima erano parzialmente non economiche. Da lì in poi è stata una delusione, ma il titolo potrebbe anche aver toccato il fondo a questo punto. Certo né Nuestra Senora né i 2 depositi di El Caion e San Rafael che dovrebbero essere messi in produzione nei prossimi anni, possono essere considerati asset particolarmente low-cost, quindi si potrebbe dire che il titolo sia più adatto a chi crede in una forte rimonta dell’argento che non ai pessimisti. Nel valutarne la convenienza si deve tenere conto di una posizione finanziaria netta pari a 26 milioni e di 11 milioni di azioni Scorpio Gold detenute, da scomputare dai 66 milioni di capitalizzazione per valorizzare il valore d’impresa (che è sotto i 40 milioni dunque). Per dire che sembra abbastanza a buon mercato a questi livelli ecco (dopo tutto nel 2012 aveva guadagnato 15 milioni di $ di cash flow e margini operativi… anche se col prezzo di oggi dell’argento naturalmente non potrà più farli). Giudizio: neutrale.

24) Excellon Resources. Produce poco più di un milione di once d’argento, più zinco e piombo, da una minieraExcellonResourcesIncLogo messicana ad alta gradazione, Platosa, ma con scarse riserve. Da sempre alimenta la speranza che il deposito scoperto sia solo una piccola parte di un grandissimo giacimento ma per tanti soldi che sono stati spesi in esplorazione mai nulla è stato trovato. Oggi è difficile continuare a sognare mentre le riserve si assottigliano di anno in anno e i costi di esplorazione si mangiano i ricavi della produzione low-cost… Ha comprato Silver Eagle Mine con il progetto di Miguel Auza che in un contesto diverso per il prezzo dell’argento avrebbe potuto diventare una seconda miniera, ma al contrario di Platosa la gradazione di argento è bassina e difficilmente è un asset di qualche valore a questo prezzo dell’argento. Giudizio: neutrale.

25) Impact Silver. Quotata al impact-silver-companynewsToronto Venture Exchange col simbolo IPT (IPT.V su yahoo finance). Una compagnia da sempre piccolina che cerca di limitare i costi e risultare profittevole a dispetto della produzione molto limitata e altalenante (620 mila once d’argento nel 2012, in calo dalle 830 mila del 2011) da tre diversi depositi (San Ramon, Noche Buena, Chucara-Oscar) nelle Royal Mines del distretto argentifero Zacualpan, che alimentano un unico impianto di processamento, e, a partire da quest0′anno, da un quarto deposito che alimenta un secondo impianto nel distretto Capire. Ha sempre evitato di investire troppo denaro per definire le riserve disponibili, estraendole “alla giornata”. Ma in questo regime di sobrietà non è comunque riuscita a trovare le risorse organiche per poter crescere a ritmi sostenuti, almeno fino ad oggi. Forse sarebbe stato meglio, ai bei tempi in cui il mercato era molto sostenuto, approfittarne per fare un aumento di capitale con cui rimpinguare le casse della compagnia e magari esplorare più intensamente e definire maggiori riserve nei suoi ampi possedimenti (dove sono stati identificati 3 mila diverse vecchie miniere!!!), fermo restando l’apprezzamento per la conduzione prudenziale e l’austerity nelle spese di over head. Giudizio: neutrale.

26) US Silver & Gold. Quotata al Toronto Stock Exchange col simbolo USA (USA.TO su yahoo finance). Produce circa 2 milioni di oce d’argento l’anno dalla miniera statunitense Galena, ma a costi molto elevati e con riserve poco consistenti. Il management ha mostrato di voler crescere a tutti i costi, a spese degli azionisti, rifiutando una onesta offerta di acquisto da parte di Hecla Mining, e buttandosi in un matrimonio poco indovinato con un’altra compagnia senz’arte né parte, la cui miniera ha poi dovuto chiudere dopo averci speso un mucchio di soldi. Giudizio: negativo.

27) Arian Silver. Quotata al Toronto Stock Exchange col simbolo AUN (AUN.TO su yahoo finance). Compagnia che produce poco e a costi elevati da miniera messicana marginalmente economica ai bei tempi ed in perdita ora. Immagino chi sia arrivato a leggere fino a qui stia ormai boccheggiando quindi vi risparmio altri commenti. Giudizio: negativo.

Proviamo a ricapitolare. Secondo quanto esaminato in questa trilogia sul settore dei produttori primari di argento, chi volesse farsi un giardinetto di titoli senza passare per un ETF come SIL, potrebbe optare per questi: Fresnillo, Silver Wheaton, First Majestic Silver, Hochschild Mining, Endeavour Silver, SilverCrest, International Minerals, Mandalay Resources e Santacruz Silver. I 4 titoli in neretto sono presenti, in questo momento, nella top ten di TF. Il più conveniente al momento di scrivere la trilogia sembrerebbe essere Hochschild Mining.

N.B.: le descrizioni fornite in questa trilogia di articoli non devono essere intese come raccomandazioni di investimento.

 

Fonte: truccofinanza.it

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