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Franco Svizzero, difesa cap non è più un problema

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Massimi a 19 mesi rispetto al dollaro
L’impasse fiscale oltreoceano si è fatta sentire nelle ultime settimane sul Franco Svizzero che è andato a testare i massimi a oltre un anno e mezzo rispetto al dollaro….

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Il cross Dollaro/Franco Svizzero si è così spinto a inizio mese momentaneamente sotto la soglia di 0,90, livello che non violava al ribasso dal febbraio 2012. La fase di progressivo apprezzamento nei confronti del biglietto verde era già iniziata lo scorso maggio a seguito dell’apertura della Federal Reserve all’avvio di un graduale rientro dalle misure di straordinarie di stimolo monetario che ha comportato un progressivo indebolimento del dollaro rispetto alle altre principali valute, con Franco Svizzero salito di oltre il 7% sul dollaro dai minimi dello scorso 22 maggio.

Nell’ultimo anno nessun intervento della Snb a difesa del cap
Non si avvertono invece sentori di ritorno delle pressioni rialziste rispetto all’euro. Da inizio anno la divisa rossocrociata è arretrata di oltre il 2% rispetto all’euro e si mantiene a debita distanza dal cap (livello minimo tollerato) per il cambio euro/chf fissato a quota 1,20 nel settembre 2011. Il governatore della Swiss National Bank (Snb), Thomas Jordan, ha rimarcato che nel corso dell’ultimo anno l’istituto centrale non è mai intervenuto per difendere il cap. Nonostante le recenti turbolenze sui mercati dei cambi – ha commentato nei giorni scorsi Jordan – il Franco sta dimostrando di essersi stabilizzato nei confronti dell’euro a livelli leggermente al di sopra del tasso di cambio minimo di 1,20”. Percorso di normalizzazione facilitato dall’emergere di chiari segnali di ripresa della congiuntura europea, tornata a crescere nel secondo trimestre 2013. La crisi del debito non è più lo spauracchio degli scorsi anni e pertanto gli investitori non sono più alla ricerca di protezione in valute rifugio come quella elvetica. Se la situazione si confermasse anche nei mesi restanti dell’anno si tratterebbe del primo anno di discesa del Franco rispetto all’euro dal 2007. Nel frattempo l’economia rossocrociata si conferma tra le più vivaci dell’Europa e si appresta a sfruttare la ripresa dei Paesi dell’eurozona che sono i principali partner commerciali della Svizzera. L’espansione superiore al previsto evidenziata dal Pil nel secondo trimestre (+2,1% annuo) ha comportato una revisione al rialzo delle stime per l’intero 2013. Le previsioni d’autunno della Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) vedono quest’anno una crescita al ritmo dell’1,8% rispetto al +1,4% stimato a giugno. Per il 2014, il Pil è visto mettere a segno un’ulteriore crescita su base più solida, realizzando un aumento del 2,3%. Revisione al rialzo delle stime anche da parte della Snb che ora vede una crescita tra l’1,5 e il 2% quest’anno rispetto al range +1/+1,5% indicato in precedenza e nel secondo semestre dell’anno è atteso un aumento dell’export sostenuto dal rafforzamento della domanda.

Politica monetaria non cambia
Lo scorso mese l’istituto centrale ha ribadito che ritiene la divisa elvetica ancora a livelli troppo elevati. Nonostante il contesto dei mercati finanziari globali sia migliorato l’istituto di Zurigo ha confermato il livello del tasso Libor a tre mesi nel range 0-0,25% per evitare che un inasprimento indesiderato delle condizioni monetarie intensifichi le pressioni al rialzo sul Franco Svizzero. Il consensus Bloomberg vede il tasso Libor fermo ai minimi sia quest’anno che il prossimo. Per quanto concerne il cross euro/chf le attese sono di un progressivo allontanamento dal floor per salire fino a 1,30 chf a fine 2014.

 

Fonte: RBS

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