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FS: Analisi Forex: I Sottili Equilibri della Zona EURO

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Con i mercati americani chiusi ieri, le attenzioni dei mercati si concentrano sulla Grecia e sulle decisioni che l’Europa prenderà circa la sorte del debito greco…..

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Autore: Dino Zannoni – Forex Strategico

Strategie forex: pullback con bearish engulfing sull’Aussie

Buongiorno a tutti. Oggi voglio mostrare una strategia forex che spiego ai miei allievi nei corsi di formazione dedicati allo swing & position trading. Si tratta del pullback da un minimo a 2 mesi di calendario. Nel case study presentato stamattina sul tasso di cambio AUD/USD viene mostrato come era possibile prendere posizione short lungo un fortissimo trend direzionale ribassista dopo la formazione di un pullback semplice verso la resistenza dinamica della EMA20.

Tasso di cambio AUD/USD – grafico daily

Tra l’altro l’Aussie ferma il suo rimbalzo a contatto con la resistenza statica di area 0,9170. E’ proprio qui che si forma una candela di debolezza, nella fattispecie il bearish engulfing. Questo è un classico segnale forex di proseguimento della tendenza principale dopo un pullback, che anche il mio allievo Giuliano S. ha sfruttato alla perfezione inserendo un ordine sell limit a 0.9080 ottenendo un eseguito quasi millimetrico. Ieri l’Aussie è crollato come da programma, colpendo subito il primo target di 0,8970 e avvicinandosi al secondo obiettivo di 0,8860. – See more at: http://nicoladantuono.blogspot.it/2013/12/strategie-forex-pullback-con-bearish.html#sthash.dlKrtayD.dpuf

Per ora siamo solo agli scontri verbali tra il ministro delle finanze tedesco ed Atene (il primo ha definito irresponsabili al momento le proposte dei greci), ma certamente il clima non appare conciliante. Sullo sfondo poi ci sono due scenari di guerra. Uno in fase di stallo dopo la tregua militare (quello russo-ucraino), l’altro in rampa di lancio ai confini sud dell’Europa (il fronte libico).

E’ evidente che il mercato si muove su sottili equilibri, ma la BCE da marzo comincerà a fornirà ai mercati un’abbondante dose di liquidità che dovrebbe compensare eventuali tensioni finanziarie. Il mercato obbligazionario americano continua intanto a mostrare una certa debolezza con i tassi ritornati al 2,05% sulle scadenze decennali ed allargando ulteriormente lo spread con il Bund tedesco a 170 punti base. EurUsd continua a rimanere sopra i supporti di 1.12 muovendosi all’interno di uno stretto range che viene ben rappresentato dalle Bande di Bollinger. Come si vede dal grafico al momento è lecito attendersi un rimbalzo massimo fino a 1.155/1.16 prima di un ritorno delle pressioni in vendita. Solamente sopra questa importante soglia tecnica si possono aprire prospettive di salita fino a 1.19/1.20.

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Un cambio dal quale gli investitori europei continuano ad avere soddisfazione è EurNzd. Il cross persiste in un trend decisamente bearish e, dopo aver toccato i minimi assoluti ad inizio gennaio a 1.478, il mercato ha avviato una fase di rimbalzo che però si è stampata contro la media mobile a 200 giorni di 1.58 dove il mercato ha formalizzato una shooting star, tipica figura di inversione basata sulle candele giapponesi. Ed infatti da quel momento gli acquisti sulla divisa oceanica si sono fatti più intensi riportando il cross a 1.51. Al momento non si vedono motivazioni per abbandonare l’esposizione in Nzd.

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EurNok sui supporti grazie alla forza del petrolio. Siamo ad un punto critico per questo cross che ha subito a dicembre un pesante sell off che aveva portato EurNok vicino a 10. Come si vede dal grafico daily basato sulle Ichimoku cloud, si nota come anche la lagging line sta tentando di perforare verso il basso la nuvola. Quello sarebbe il segnale che confermerebbe l’avvio di una fase positiva per il Nok e prevedibilmente positiva anche per il prezzo del petrolio. Area 8.50 è l’ultimo supporto utile di EurNok prima di un’inversione di tendenza.

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Brutte notizie per l’oro il quale, a seguito del rialzo dei tassi di interesse americani (e quindi di un aumento consistente dei tassi reali), ha fallito il tentativo di sfondare l’importante resistenza di 1300 ed ha ripiegato fino a 1220. A questo punto quello che non deve succedere per il metallo giallo è un ritorno sotto 1180 poiché a quel punto il destino sarebbe segnato con una discesa che procederebbe fino ad area 1000 in un contesto prevedibilmente di tassi crescenti.

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Fonte: TrendAndTrading.it

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