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FS: Market Movers: l’ultima di Ben

IL PASSAGGIO DI TESTIMONE: Di fatto sarà l’ultimo Fomc di Ben Bernanke quello del 29 gennaio, un meeting dal quale il mercato aspetta più certezze circa la conoscenza della velocità di riduzione del processo di riacquisto di bond (il cosiddetto tapering), ma …

Strategie forex: pullback con bearish engulfing sull’Aussie

Buongiorno a tutti. Oggi voglio mostrare una strategia forex che spiego ai miei allievi nei corsi di formazione dedicati allo swing & position trading. Si tratta del pullback da un minimo a 2 mesi di calendario. Nel case study presentato stamattina sul tasso di cambio AUD/USD viene mostrato come era possibile prendere posizione short lungo un fortissimo trend direzionale ribassista dopo la formazione di un pullback semplice verso la resistenza dinamica della EMA20.

Tasso di cambio AUD/USD – grafico daily

Tra l’altro l’Aussie ferma il suo rimbalzo a contatto con la resistenza statica di area 0,9170. E’ proprio qui che si forma una candela di debolezza, nella fattispecie il bearish engulfing. Questo è un classico segnale forex di proseguimento della tendenza principale dopo un pullback, che anche il mio allievo Giuliano S. ha sfruttato alla perfezione inserendo un ordine sell limit a 0.9080 ottenendo un eseguito quasi millimetrico. Ieri l’Aussie è crollato come da programma, colpendo subito il primo target di 0,8970 e avvicinandosi al secondo obiettivo di 0,8860. – See more at: http://nicoladantuono.blogspot.it/2013/12/strategie-forex-pullback-con-bearish.html#sthash.dlKrtayD.dpuf


anche un meeting che di fatto pone fine all’era di Bernanke ovvero colui che ha “comprato tempo” dopo la crisi finanziaria americana. Il nodo occupazione e l’eccessiva liquidità presente nel sistema rischiano di mettere in crisi una politica monetaria che finora ha pensato più alla finanza che all’economia reale.

Parola quindi che passa a Miss Yellen. Sul fronte dei dati macro attenzione alla vendita di case il 27 gennaio, gli ordini di beni durevoli, i prezzi delle abitazioni, la fiducia dei consumatori il 28 gennaio, spesa e reddito personale il 31 gennaio.

LA DEFLAZIONE IMPORTATA: La tabella mostra le variazioni annuali delle principali valute mondiali contro Euro. Con ostinazione Draghi continua a professare tranquillità sul fronte deflazione, ma i prezzi in calo delle materie prime ed una domanda interna, seppur in lieve ripresa, ma sempre molto asfittica, non possono certamente aiutare a risollevare il CPI verso quota 2%. A tutto ciò si aggiunge una deflazione “importata” diretta conseguenza del vistoso calo delle valute emergenti contro Euro nell’ultimo anno. Lira turca, Rand sudafricano, Real brasiliano e Dollaro australiano hanno perso mediamente il 20% negli ultimi 12 mesi.

market movers 1

Sul fronte dati europei, apertura di settimana subito interessante con Ifo tedesco il 27 gennaio, massa monetaria il 29 gennaio, disoccupazione tedesca e fiducia di imprese e consumatori europei il 39 gennaio.

LA CRISI VALUTARIA EMERGENTI: Turchia e Sud Africa sembrano essere in questo momento i bersagli preferiti della speculazione sui mercati emergenti. I loro ampi sbilanci in termini di deficit delle partite correnti li rendono vulnerabili ed i rapporti di cambio contro Euro hanno raggiunto nuovi minimi storici. Attenzione quindi nella settimana entrante al 29 gennaio per il Sud Africa (annuncio tassi di interesse attualmente al 5%) e il 31 dicembre perla Turchia(prevista la pubblicazione della bilancia commerciale). Attenzione anche alla Nuova Zelanda il 29 gennaio quando si terrà il meeting di politica monetaria.

TRADE DELLA SETTIMANA: Settimana ricca di dati per il Giappone con la bilancia commerciale il 27 gennaio, le vendite al dettaglio il 30 gennaio e soprattutto disoccupazione, produzione industriale ed inflazione il 31 gennaio. Saranno numeri che metteranno alla prova l’Abenomics, ma il mercato appare troppo pessimista sullo Yen e questo può far scattare in qualsiasi momento delle violente ricoperture ovviamente a favore della divisa nipponica. Osserviamo ad esempio il cambio AudJpy. Da settembre sono stati diversi i tentativi di superare la media mobile a 200 giorni, un indicatore forex eccellente nel contenere ogni tentativo di inversione dell’Aud. Poi giovedì il mercato ha preso una direzione, quella nel verso del trend primario ovvero il ribasso. La rottura della neck line di 90.90 di fatto ha sancito una formalizzazione del testa e spalla ribassista rendendo area 86/86.60 il probabile target per i prossimi mesi.

market movers 2

Autore: Valentino Zannoni – Forex Strategico
www.forexstrategico.com/it

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