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FS: Market Movers Quanta deflazione c’è’ nel mondo?

Aspettando la FED di fine gennaio

Il mercato si sta interrogando sela Fed procederà ad un altro giro di vite nel meeting di fine gennaio anche se i recenti dati del mercato del lavoro non sembrano essere stati molto supportivi in tal senso……

Strategie forex: pullback con bearish engulfing sull’Aussie

Buongiorno a tutti. Oggi voglio mostrare una strategia forex che spiego ai miei allievi nei corsi di formazione dedicati allo swing & position trading. Si tratta del pullback da un minimo a 2 mesi di calendario. Nel case study presentato stamattina sul tasso di cambio AUD/USD viene mostrato come era possibile prendere posizione short lungo un fortissimo trend direzionale ribassista dopo la formazione di un pullback semplice verso la resistenza dinamica della EMA20.

Tasso di cambio AUD/USD – grafico daily

Tra l’altro l’Aussie ferma il suo rimbalzo a contatto con la resistenza statica di area 0,9170. E’ proprio qui che si forma una candela di debolezza, nella fattispecie il bearish engulfing. Questo è un classico segnale forex di proseguimento della tendenza principale dopo un pullback, che anche il mio allievo Giuliano S. ha sfruttato alla perfezione inserendo un ordine sell limit a 0.9080 ottenendo un eseguito quasi millimetrico. Ieri l’Aussie è crollato come da programma, colpendo subito il primo target di 0,8970 e avvicinandosi al secondo obiettivo di 0,8860. – See more at: http://nicoladantuono.blogspot.it/2013/12/strategie-forex-pullback-con-bearish.html#sthash.dlKrtayD.dpuf


Crediamo che solamente le prime parole ufficiali della Yellen chiariranno ai mercati qualche dubbio, ma certamente l’equity non si sta facendo intimidire con nuovi record storici sugli indici. Anche sui bond non si sono registrate grande oscillazioni con la barriera del 4% sul T-Bond che ha retto il primo tentativo di rottura rialzista.

Tra  i dati più rilevanti della settimana, da ricordare solo quelli del 23 gennaio il Chicago Pmi, i prezzi delle case e la vendita di case, l’indice anticipatore.

Rimanendo però sempre in Nord America lato Canada però, la settimana sarà interessante soprattutto per l’appuntamento con il meeting della banca centrale canadese il 22 gennaio. Il 24 gennaio sarà poi la volta dell’inflazione canadese, ma per quello che riguarda il cambio UsdCad non sembrano esserci molte speranze per il Loonie nel medio periodo. La formalizzazione del testa e spalla rialzista ad ottobre 2013 con la rottura di 1.037 e poi la successiva rottura del 38.2% del ritracciamento di Fibonacci dell’intero bear market, hanno aperto le porte al target 2014 di 1.16, rendendo perciò il Cad una valuta da evitare per i prossimi mesi.

looney

Una BCE piu’ tedesca

Draghi dovrà sconfiggere nelle prossime settimane l’ostinazione tedesca a non aumentare la liquidità in Eurolandia ed il nuovo membro tedesco alla Bce sembra essere un falco che renderà ancora più complicata la questione. Solo dati evidenti di deflazione potrebbe spingere il Governatore centrale a muoversi contro i tedeschi, ma per ora chi rimane vittima di questa situazione è l’EurUsd sempre prossimo alle resistenze di lungo periodo di 1.39.

Tra i dati più rilevanti della settimana attenzione allo Zew tedesco il 21 gennaio, i dati composite Pmi il 23 gennaio e la disoccupazione inglese il 22 gennaio

Malati sotto  osservazione

Per Turchia e Sud Africa la settimana entrante risulterà piuttosto importante sul fronte macro e questo complice anche la forte svalutazione a cui le valute locali sono state soggette. Per quello che riguardala Turchia il 21 gennaio la banca centrale turca deciderà sui tassi di interesse ed Erdogan incontrerà i vertici europei a Bruxelles; l’approssimarsi delle elezioni rappresenterà poi un elemento di ulteriore incertezza sul cambio che ha sfondato area 3 contro Euro.

Per quello che riguarda il Sud Africa cruciale il dato di inflazione del 22 gennaio in quanto ovviamente ogni movimento valutario è strettamente correlato alle dinamiche del cambio ed è prevedibile un aumento tendenziale dell’inflazione proprio a causa delle svalutazione del Rand.

Trade della settimana

Prima negata e poi riconfermata la rottura rialzista di EurHuf sembra adesso aver preso con decisione la direzione bullish e la decisione sui tassi di interesse ungheresi della settimana entrante (tassi attualmente al 3%) potrebbe rappresentare un market movers importante.

Tecnicamente quella che si sta creando è una figura di testa e spalla rialzista che vede in area 303.5 una potenziale neck line la cui rottura proietterebbe EurHuf sui massimi storici. Di notevole valenza il supporto offerto dalla media a 1 anno che da tempo contiene abbastanza bene ogni tentativo di inversione di EurHuf.

Autore: Valentino Zannoni – Forex Strategico
www.forexstrategico.com/it

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