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FS: PRICE ACTION: USDJPY trade chiuso e nuove opportunità

Buongiorno a tutti amici di Forex Strategico, oggi facciamo una bella analisi dei mercati, valuteremo le nuove opportunità e capiremo perché il trade su USDJPY è stato chiuso anticipatamente……

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Autore: Stefano Severi – Forex Strategico

Partiamo proprio con il trade che abbiamo chiuso.

USDJPY: Quella che poteva essere una bella inversione rapida, che mi aveva spinto ad entrare a mercato è stata negata visibilmente, più di un elemento tecnico è infatti contrario alla visione iniziale.

Primo tra tutti è la formazione di un doppio minimo ben visibile nell’immagine qua sotto

Il doppio minimo è sempre stato un elemento tecnico capace di dare origine a un movimento long, e quello che si è formato è un evidentissimo doppio minimo.

Inoltre il trend di medio essendo long rende questo doppio minimo ancora più rilevante, facendo così cambiare la mia visione di questo asset. Dopo questa settimana di trading si potrebbe ipotizzare un andamento di questo tipo:

Un’ulteriore conferma che “gatta ci cova” è che la trendlinee in h4 è stata violata con forza, come se non ci fosse stata:

Questo contesto mi ha spinto a chiudere in pareggio.

La chiusura in pareggio sembra essere stata una buona idea visto che il prezzo è salito rapidamente e si avvia verso 115.78 prezzo che contrassegnava lo stop loss dell’ “ex trade”.

Bene diamo un’occhiata agli altri grafici.

EURUSD: Siamo giunti a un bel livello di prezzo, 1.0780 è un bello sparti acque sulla quale il prezzo più volte ha rimbalzato in passato. Ma prendiamocela con calma, affrontiamo questo cambio dal Time Frame settimanale

Pur non essendo un vero e proprio segnale di trading il Doji spesso e volentieri, in prossimità dei livelli chiave è sintomo di inversione. Il nostro asset ha una tendenza di medio evidentemente short, il prezzo è ben contenuto nelle medie mobili e potrebbe prendere una bella spinta short. Ma andiamo sul giornaliero:

Esplodendo il grafico in D1 è ancora più chiaro come il trend di medio sia short, e che 1.0780 si un livello chiave.

Certo è che la situazione politico-economica americana in evidente cambiamento potrebbe causare dei movimenti non previsti, quindi raccomando particolare prudenza.

Un’idea potrebbe essere entrare short a rottura del doji a 1.0650 con obbiettivo 1.0373 e stop loss sopra l’estremità del doji a 1.0780 circa:

Come sempre vi farò sapere se entrerò a mercato!

GBPUSD:

Sterlina…la valuta che può cambiare veramente! Ormai l’uscita dall’UE è qualcosa di reale, sopratutto da quando è stata dichiarata una stretta collaborazione tre America e Inghilterra. Vediamo insieme il grafico:

Devo essere sincero, non mi stupirebbe vedere una forte divergenza tre EURUSD e GBPUSD, io credo che la sterlina abbia finito la sua discesa e sono pronto a dimostrarlo con la mia operatività non appena se ne verifichi l’occasione, invece non sono sicuro di EURUSD, vedo la sterlina alla fine della discesa mentre il destino dell’euro-dollaro è incerto… bisogna anche vedere come gli investitori reagiranno alle “bombe” di Trump. Insomma non perdiamo di vista il Cable….ne vedremo delle belle.

GOLD:

Trader: “oro come stai?”

GOLD: “Regolare!”

non si può sapere se il metallo prezioso per eccellenza salirà o scenderà nella prossima settimana, quello che possiamo dire e che i movimenti che fa vengono eseguito con estrema regolarità. Guardare per credere:

Il livello 1220 già menzionato nelle analisi precedenti ha funzionato a dovere! Alcuni ragazzi hanno tradato L’engulfing pattern e si stanno leccando i baffi, io invece non sono entrato… PECCATO!!!!

Interessante la pin bar long che si è formata, viene voglia di comprarla… vedremo il da farsi.

WTI: Pronti a salire?! Questa è la domanda che mi viene in mente guardando questo asset!

Che sia long non ci sono dubbi, ma al momento non è consigliabile tradarlo poiché sui massimi. Inoltre non trovo segnali che possano suggerire un ingresso a mercato. Possiamo dire che…TI ASPETTIAMO!!!!

Ultimo grafico del giorno AUDUSD: Bello da vedere, viene voglia di tradarlo…facciamo qualche considerazione

Il breve periodo long non si può trascurare e suggerisce di tradarlo in tale direzione. Le medie mobili ci danno conferma e il livello chiave è cotto a puntino…ma… che punti di riferimento prendere? Ho dato un’occhiata in h4 e vi dico la verità: tradarlo sul giornaliero imporrebbe obbiettivi troppo lontani e questo non va bene. Qui se vogliamo lavorarcelo tocca farlo sull’h4, mi raccomando siate prudenti e calcolate sempre il rischio!

Vi saluto calorosamente e vi do appuntamento al prossimo articolo!

con affetto Stefano Severi e tutto il team di Forex Strategico!

Strategie forex: pullback con bearish engulfing sull’Aussie

Buongiorno a tutti. Oggi voglio mostrare una strategia forex che spiego ai miei allievi nei corsi di formazione dedicati allo swing & position trading. Si tratta del pullback da un minimo a 2 mesi di calendario. Nel case study presentato stamattina sul tasso di cambio AUD/USD viene mostrato come era possibile prendere posizione short lungo un fortissimo trend direzionale ribassista dopo la formazione di un pullback semplice verso la resistenza dinamica della EMA20.

Tasso di cambio AUD/USD – grafico daily

Tra l’altro l’Aussie ferma il suo rimbalzo a contatto con la resistenza statica di area 0,9170. E’ proprio qui che si forma una candela di debolezza, nella fattispecie il bearish engulfing. Questo è un classico segnale forex di proseguimento della tendenza principale dopo un pullback, che anche il mio allievo Giuliano S. ha sfruttato alla perfezione inserendo un ordine sell limit a 0.9080 ottenendo un eseguito quasi millimetrico. Ieri l’Aussie è crollato come da programma, colpendo subito il primo target di 0,8970 e avvicinandosi al secondo obiettivo di 0,8860. – See more at: http://nicoladantuono.blogspot.it/2013/12/strategie-forex-pullback-con-bearish.html#sthash.dlKrtayD.dpuf

Analisi Forex Settimanale: Niente sorprese Janet Yellen

Tocca alla Yellen piazzare la seconda benda sui mercati feriti. Dopo Draghi la Fed potrebbe ristabilire un pò di quella fiducia che servirà agli asset manager per ricostruire le posizioni lunghe di equity. Pensiamo che difficilmente la Fed farà marcia indietro sui tassi, però un atteggiamento meno “frettoloso” nel prossimo quartino di rialzo potrebbe essere utile a tranquillizzare i mercati.

Per quello che riguarda EurUsd siamo di fronte all’ennesima settimana di trading range. La promessa BCE di mettere mano al QE nel mese di marzo non ha scaldato i venditori di Euro, forse ancora troppi vista la corposa posizione short detenuta dagli hedge fund sul mercato dei futures. Rimangono quindi blindati i due livelli di 1.05 (support) e 1.10 (resistenza) con 1.08 a fare da spartiacque per scenari tecnici di breve periodo bearish o bullish. Al momento rimane in formazione una teorica figura di testa e spalla rialzista che vede in zona 1.09 la neckline. Ovviamente sotto ai minimi di inizio 2016 sarebbe automatico un ritorno a 1.05.

L’Adx è un tipico indicatore di forza del trend che segnala, al superamento, di quota 30, l’accelerazione di una tendenza. Solitamente una tendenza finisce o si arresta quando l’Adx va in divergenza con i prezzi; al momento per diversi rapporti di cambio siamo ancora nella fase precedente a questo evento tecnico e questo sempre preludere al proseguimento delle tendenze in essere.

Stupisce la debacle della Sterlina che raggiunge un massimo assoluto di Adx contro Yen, ma che anche contro Dollaro tocca livelli molto elevati. Chi potrebbe essere tentato da un ingresso long sul Pound farebbe bene a guardare il grafico del Cable degli ultimi 10 anni. Quando questi picchi di sentiment negativo si sono registrati (2008 e 2014) la caduta di GbpUsd aveva ancora parecchia strada da percorrere.

Per la seconda volta la barra mensile di EurJpy tocca quel livello di 126.10 che sembra rappresentare uno scoglio piuttosto duro per la divisa nipponica. Siamo anche in zona 38,2% di ritracciamento dell’intero rialzo cominciato nel 2012 ed una rottura verso il basso proietterebbe il cross a 122, 50% di ritracciamento del bull market partito nel 2012. Molto dipenderà dalla propensione al rischio di un mercato ancora in tensione. Sfondamenti verso il basso segnalarebbero probabilmente nuovi ribassi azionari associati ad una Bce che inietterebbe altra liquidità sul mercato via QE. Ovviamente anche l’atteggiamento della Bank of Japan potrebbe influenzare l’andamento della valuta ma quello che è certo è che EurJpy è arrivato ad un importante bivio come del resto anche UsdJpy che in zona 116 trova una zona di supporto cruciale per il resto del 2016.

Falsa rottura rialzista quella di EurNok con le divergenze Rsi-prezzi che alla fine prevalgono spingendo nuovamente il cross sotto 9.50. A questo punto EurNok potrebbe ritornare nella cruciale fascia di supporto di 9.15 dove le sorti della divisa norvegese (e forse del petrolio) saranno decise per almeno la prima parte dell’anno. Tecnicamente non escludiamo però un affondo sotto 9.15 come compensazione alla falsa rottura rialzista che solitamente crea le condizioni per un ‘analogo contro rottura questa volta ribassista.

Fonte: TrendAndTrading.it

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