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GB: Ipo OVS: pregi e difetti

Bellelli Gabriele

Sta per sbarcare a piazza Affari OVS, la società di abbigliamento che fa parte del gruppo Coin……..


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Gabriele Bellelli – Trader e Consulente Finanziario Indipendente


Il periodo di sottoscrizione dell’Ipo OVS, che è iniziato lunedì scorso, terminerà alle ore 13.30 di martedì 24 febbraio mentre il debutto sul mercato è previsto per lunedì 2 marzo. 

La forbice del prezzo di sottoscrizione è compresa tra un minimo di 4 ed un massimo di 5,40 euro ad azione.

Il prezzo definitivo sarà stabilito entro due giorni lavorativi dal termine del periodo di offerta mentre il pagamento delle azioni eventualmente assegnate è previsto per il 2 marzo.

Il taglio minimo sottoscrivibile è di 1000 euro o multipli.

Il 90% dell’offerta è stato destinato agli investitori istituzionali e solo il 10% è destinato al pubblico retail, e quindi ai piccoli investitori.

Dopo la descrizione sintetica delle condizioni dell’Ipo, la domanda che sorge spontanea è: “conviene sottoscrivere e richiedere le azioni ?”.

In linea generale sapete che io sono scettico sulle Ipo per numerose motivazioni, tra cui:

–          Le Ipo si fanno fondamentalmente per due distinti motivi: per finanziare un piano di crescita oppure per fare cassa e monetizzare i sacrifici di una vita. Purtroppo spesso prevale il secondo motivo…;

–          In genere le azioni in sottoscrizione riflettono prezzi e valutazioni molto alti e gonfiati rispetto al loro valore reale. Se io fossi un imprenditore all’atto di quotare una mia azienda, cercherei di spuntare il prezzo massimo e di massimizzare le mie entrate. L’imprenditore ,che vende e monetizza quindi il lavoro di una vita, credo che tenda a fare il proprio interesse piuttosto che fare volontariato con i piccoli risparmiatori. Se poi aggiungiamo le fette di torta per le banche che hanno curato la quotazione, immaginate quanto sarà gonfiato il reale valore aziendale;

–          Si tende a condividere il debito e non gli utili. Questo significa che le aziende solide e che macinano utili non hanno convenienza a quotarsi. Se ho un’azienda in perfetta salute perché devo cercare soci con cui condividere i miei utili ?

–          Se non viene quotato oltre il 50%, l’azienda non è scalabile e quindi poco appetibile

–          Aderire all’Ipo è più una scommessa che un’operazione di investimento in base alla mia metodologia operativa, dal momento che manca una banca dati dell’andamento dei prezzi da analizzare.

Dopo questa doverosa premessa, cercherò di illustrare i pregi ed i difetti di questa specifica Ipo:

Tra i pregi, indicherei:

–        Ovs è un brand in via di affermazione;

–        Ampia presenza sul territorio con 900 negozi ed una quota di mercato che, almeno in questo momento, è superiore a quelle di Zara e H&M;

–        Società che appartiene ad un settore poco rappresentato a piazza Affari. 

Tra i difetti, che sono più numerosi e di spessore, focalizzerei l’attenzione su:

–        Scarsa presenza estera, dal momento che quasi l’intero fatturato è prodotto in Italia;

–        Elevato indebitamento (720 mln di euro );

–        Il denaro frutto dell’Ipo non andrà a finanziare un piano di sviluppo industriale. La maggioranza del denaro infatti sarà utilizzato per diminuire l’indebitamento che in seguito a questa operazione dovrebbe scendere intorno ai 300 milioni di euro;

–        Gli ultimi tre bilanci si sono chiusi in negativo. La società prevede di chiudere in utile il bilancio 2014 ed anche quello 2015… vedremo…;

–        Non è ancora stata definita la politica dei dividendi.

Dal punto di vista operativo, distinguerei tra una sottoscrizione effettuata da cassettista in ottica di medio periodo e una “mosconata” di breve periodo.

In ottica di medio periodo, onestamente non è un titolo che metterei in portafoglio.

In ottica mordi e fuggi invece potrebbe anche essere una soluzione da non scartare a priori dal momento che uno degli aspetti più significativi di questa Ipo è indubbiamente l’effetto “rarità”  poichè l’offerta destinata al pubblico retail è solo una piccola parte ( 10% ) dell’offerta complessiva.

Oltretutto le indiscrezioni di stampa riportano che la quota risevata agli istituzionali sarebbe stata interamente coperta.

In quest’ottica la speranza è quella che molti piccoli investitori, non avendo ottenuto l’azione in sottoscrizione, il primo giorno di quotazione del titolo si precipitino ad acquistarlo direttamente sul mercato con un conseguente rialzo dei prezzi.

Si tratta però di una speranza e di una operazione che contiene al suo interno dei tratti di “scommessa”…

Nb: per consultare il prospetto informativo, cliccare su questo link

Autore: Gabriele Bellelli

Fonte: Bellelli.biz

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