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Germania, intesa per governo di grande coalizione. Atteso rafforzamento economia

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Il governo vara un vasto piano di riforme
A oltre due mesi di distanza dalle elezioni e dopo una lunga maratona negoziale, in Germania è maturato un accordo per la formazione di un governo di Grande Coalizione….


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tra Cdu/Csu, guidati da Angela Merkel, e l’Spd presieduto da Sigmar Gabriel. Il cancelliere Merkel alla fi ne ha concesso l’introduzione del salario minimo a 8,50 euro l’ora a partire dal 2015, punto centrale della campagna elettorale della Spd. L’intesa dovrà ora essere ratifi cata un referendum voluto da Sigmar Gabriel tra i quasi 500 mila iscritti alla Spd con l’esito atteso entro il 14 dicembre e il nuovo governo che dovrebbe vedere la luce prima delle festività natalizie. Oltre all’introduzione del salario minimo, l’accordo tra le principali forze politiche della Germania si basa su un programma di investimenti per 23 miliardi di euro nell’arco dei prossimi 4 anni con particolare attenzione a infrastrutture e istruzione. Una cifra che risulta pari a circa la metà di quanto inizialmente chiesto dall’Spd. Sul fronte fi scale non è passata invece la richiesta dell’Spd di alzare le aliquote sui redditi più alti.

Aumenta fiducia su andamento economia
Archiviato il terzo trimestre 2013 con una crescita economica pari allo 0,3% su base trimestrale, la Germania si affaccia con ottimismo all’ultimo scorcio d’anno con l’indice Ifo di novembre sul clima affari salito a 109,3 punti, sui massimi dell’ultimo anno e mezzo. L’ultimo report mensile della Bundesbank ha rimarcato che sussistono buone probabilità che la ripresa dell’economia teutonica si cementi ulteriormente nei prossimi mesi. L’istituto centrale tedesco rimarca come “mentre le esportazioni mancano di slancio e hanno raffreddato gli investimenti, molte parti dell’economia nazionale come le costruzioni residenziali e i consumi privati sono in crescita grazie al robusto mercato del lavoro e ai forti aumenti salariali”. Berlino negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con la perdita di slancio dell’export da ascriversi a vari fattori quali la debole ripresa della zona euro e il rallentamento dei mercati emergenti, oltre all’impatto negativo del rafforzamento dell’euro rispetto alle altri principali valute. Per il 2014 le ultime stime contenute nell’outlook Ocse sono di un’accelerazione della crescita con Pil a +1,7% per poi salire a +2% nel 2015. La prima economia europea mira soprattutto a invertire il trend del mercato del lavoro che ha visto a novembre il numero dei senza lavoro salire di 10mila unità attestandosi a 2,985 milioni di persone, livello più alto dall’aprile 2011. Il Paese poi guarda con apprensione al rischio dello scoppio di una bolla immobiliare poiché negli ultimi tre anni i prezzi nelle grandi città (Berlino, Amburgo, Monaco, Colonia, Francoforte, Stoccarda e Dusseldorf) sono aumentati sensibilmente e la Bundesbank stima che potrebbero essere sopravvalutati di ben il 20%.

Dax aggiorna i massimi storici
Le attese di accelerazione della crescita nei prossimi mesi e l’accordo per la formazione di un nuovo governo di larghe intese hanno contribuito al nuovo passo avanti della Borsa di Francoforte. L’indice Dax ha così aggiornato i propri massimi storici inanellando un progresso del 9% negli ultimi due mesi superando di slancio i 9mila punti. A novembre tra le blue chip tedesche si sono distinte Continental (+14%) e Commerzbank (+13,55). Quest’ultima si è giovata della buona accoglienza del mercato all’ultima trimestrale che ha evidenziato un utile migliore delle previsioni e buoni progressi nel piano di ristrutturazione.

Fonte: RBS

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