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Giappone, economia rallenta e riparte pressing per ulteriore allentamento monetario

GIAPPONE GIARDINI ZEN

Crescita flebile nel terzo trimestre
A ormai un anno dall’approdo di Shinzo Abe alla guida del Paese, il Giappone può tracciare i primi bilanci con i tangibili riscontri economici a partire dall’uscita dalla spirale deflattiva…..


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I prezzi al consumo nei mesi autunnali hanno mostrato una crescita tendenziale superiore all’1%, sui massimi degli ultimi 5 anni anche se ancora lontani dall’ambizioso target del 2% indicato dalla Bank of Japan (BoJ). Sul versante economico si è concretizzato il temuto rallentamento della crescita nipponica. Il Pil nel terzo trimestre è salito nell’ordine dell’1,1% annualizzato rispetto al +3,8% precedente. Nonostante la sponda del calo dello yen, la congiuntura del Sol Levante paga un export più debole del previsto con bilancia commerciale giapponese in defi cit per 1.090,7 miliardi di yen a ottobre a causa principalmente della domanda più debole del previsto da parte delle economie emergenti. Guardando al 2014, il Fondo monetario internazionale vede il Pil salire solo dell’1,2% complice l’avvio del processo di consolidamento fi scale (ad aprile 2014 l’aliquota sui prezzi al consumo verrà innalzata dal 5% all’8%) volto a contrastare l’ingente debito pubblico del Giappone che risulta il più alto al mondo in rapporto al Pil.

BoJ vista di nuovo in azione nel 2014
Il rallentamento del ritmo di crescita ha alimentato nuovamente le aspettative che nel corso del 2014 la Bank of Japan proceda all’aumento delle misure di stimolo monetario. Circa i tre quarti degli economisti interpellati da Bloomberg propende per un incremento delle misure di stimolo straordinarie che attualmente prevedono l’aumento della base monetaria al ritmo di 70mila miliardi di yen l’anno.
Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha stemperato solo in parte tali attese sottolineando nei giorni scorsi che al momento non sono in agenda ulteriori mosse, ma che la BoJ non esiterà ad agire se il raggiungimento del target di infl azione al 2% sarà a rischio. Impostazione ultra-espansiva della BoJ che già quest’anno ha favorito un deprezzamento dello yen di oltre il 13% rispetto al dollaro e secondo le attese di mercato dovrebbe continuare nei prossimi mesi con il cross dollaro/yen visto tra 12 mesi in area 110 yen dai 102 attuali. Nel lungo periodo la discesa dello yen dovrebbe inoltre essere guidata dai differenti orientamenti delle banche centrali con la Federal Reserve vista iniziare a innalzare il tasso sui fed funds, mentre la BoJ sarà ancora a lungo alle prese con politiche espansive.
Divergenza che tenderà ad aumentare ulteriormente il differenziale di rendimento tra i titoli di stato giapponesi e i Treasury statunitensi.

Nikkei ai massimi dal 2007
La Borsa di Tokyo non ha mancato di approfittare del nuovo strappo al ribasso dalla valuta locale che ha dato sprint soprattutto ai titoli delle principali società esportatrici che maggiormente benefi ciano dell’effetto cambio. L’indice Nikkei 225 a fi ne novembre si è portato sopra la soglia dei 15.700 punti, livello che non vedeva da fi ne 2007. Da inizio anno la Borsa di Tokyo vanta un saldo positivo di oltre il 52% che diventa quasi +60% se si considerano gli ultimi 12 mesi con il rally nipponico iniziato proprio nella parte fi nale dello scorso anno sulle attese per l’elezione di Shinzo Abe che aveva promesso una svolta a livello di politica fiscale e monetaria.

Fonte: RBS

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