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Giappone, la lotta alla deflazione mostra i primi frutti. Effetto Olimpiadi in Borsa

Cura Abe spinge l’inflazione ai massimi a 5 anni
La svolta impressa dal premier Shinzo Abe alla politica economica del Giappone inizia a dare i suoi frutti. Oltre alla crescita sostenuta registrata nella prima metà dell’anno, ……

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si evidenziano riscontri anche nella lotta alla deflazione che da 15 anni affligge il Paese del Sol Levante. Le aggressive azioni di stimolo fiscale e monetario conosciute sotto il nome di “Abenomics” hanno spinto l’inflazione a toccare a luglio i massimi degli ultimi 5 anni con l’indice core (al netto dei prezzi degli alimenti freschi) attestatosi a +0,7% annuo, livello a cui dovrebbe essersi mantenuto anche ad agosto (dato in uscita il 28 settembre). Ancora relativamente lontano l’ambizioso obiettivo del 2% fi ssato a inizio anno dalla Bank of Japan, livello che in Giappone non si vede da 21 anni. In caso di diffi coltà al raggiungimento di tale target il mercato si attende che nei prossimi mesi la BoJ dovrà rafforzare i propri acquisti di asset. Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, nei gironi scorsi si è mostrato ottimista sul successo dell’azione della BoJ rimarcando come la politica monetaria ultra-espansiva inaugurata lo scorso aprile sta dando i suoi frutti e le pressioni al rialzo sui prezzi al consumo dovrebbero gradualmente aumentare.

Consumi e investimenti sostengono l’economia
Nel secondo trimestre dell’anno l’economia nipponica ha mostrato un tasso di espansione dello 0,9 per cento su base trimestrale con una crescita annualizzata del 3,8%. A sostenere la congiuntura sono stati sia i consumi interni (+0,7% t/t) che gli investimenti pubblici (+3%). Buone indicazioni sono pervenute anche dagli interscambi commerciali con un balzo trimestrale del 3% delle esportazioni. Un trend che dovrebbe consolidarsi anche nei prossimi trimestri con il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, che ha rimarcato come lo scenario principale ad oggi è di un graduale rafforzamento economico negli Usa e in Europa, che dovrebbe essere di supporto per l’export e la produzione giapponese. La crescita robusta evidenziata nella prima metà dell’anno rende più probabile il via libera definitivo dell’aumento dell’imposta sui consumi dal 5 all’8% a partire da aprile 2014 (per poi salire al 10% nell’ottobre 2015).

Tokyo olimpica, il Nikkei conferma il suo magic moment
Settembre ha portato in dote al Giappone l’aggiudicazione dell’edizione del 2020 dei Giochi Olimpici. Tokyo ha battuto
l’agguerrita concorrenza di Istanbul e Madrid con i delegati del CIO che hanno apprezzato il progetto incentrato sull’innovazione tecnologica e che vede i Giochi concentrati nel raggio dei pochi chilometri della città giapponese che conta 9 milioni di abitanti. Il premier Abe confida nel fatto che l’assegnazione dei Giochi Olimpici si affi ancherà alle politiche di reflazione alimentando così l’ottimismo circa la capacità del Giappone di uscire dalla deflazione. Le Olimpiadi dovrebbero andare a sostenere in particolar modo una vasta gamma di settori quali le infrastrutture e il turismo.
L’effetto Olimpiadi si è fatto sentire anche in Borsa con il Nikkei tornato a correre nelle ultime settimane. Da inizio anno il bilancio è di un eloquente +42% circa con il decisivo sostegno derivante dal rally delle società esportatrici favorito dalla veloce svalutazione dello yen dettata dalle politiche ultra-espansive della BoJ. Spiccano i colossi delle quattroruote con Toyota che ha raddoppiato il proprio valore negli ultimi 12 mesi. Ancora meglio Mazda Motor che nel 2013 ha già guadagnato oltre il 150 per cento.

Fonte: RBS

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