TrendAndTrading.it
Image default

GO: Intervista a Giovanni Lapidari: Piccoli risparmiatori: quali le scelte migliori?

I prodotti finanziari si sono evoluti: titoli, obbligazioni, prodotti più o meno complessi. Quali sono le scelte migliori per un piccolo risparmiatore? Chiediamolo a Giovanni Lapidari…..


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da TrendandTrading iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Questa non è un’ intervista per traders! Il trader di oggi è attivo, fa corsi, è informato, ma a fronte di questa categoria di investitori attivi ve ne è un’ altra composta da persone che vogliono investire i loro risparmi in modo redditizio, con uno sguardo al futuro e senza i rischi (e l’ impegno quotidiano) che comporta l’ attività su strumenti che divengono via via più complessi e complicati da gestire. Quali sono le scelte migliori per queste persone? Chiediamolo a Giovanni Lapidari, trader di lungo corso ed impegnato nel settore finanziario dal 1979.
Innanzitutto cosa pensa Giovanni Lapidari dell’ attuale situazione economica del nostro paese?

Che non è scevra dalla situazione politica. Per dirla in parole chiare: soffriamo di competitività, giusto ? Quale è la ragione della perdita di Pil, di occupati sia nell’industria che nei servizi, dell’aumento della disoccupazione, dell’arretramento nella classifiche anche di qualità della vita non solo lavorativa…insomma, perché non siamo più un Paese glamour, tolte alcune eccezioni ? Perché c’è una pressione fiscale inumana e servizi non all’altezza (scuola, sanità, trasporti in primis). E questo perché dal dopoguerra c’è stato un patto politico-sociale per comprare consenso, non insegnando agli italiani cosa voleva dire fare impresa, assumendo nello Stato migliaia di persone che dovevano portare voti, e  così dicasi per la spesa pensionistica. Oggi la coperta, oltre che corta, è lisa da tutte le parti e manca una moralità a livello di popolo che da altre parti, sia pure in modo più cinico, esiste. Negli anni 2000 non basta più l’arte di arrangiarsi: ci vorrebbe ben altro. Pertanto l’economia italiana continuerà ad a arrancare fino a quando farà “fatica” la società civile.

Quindi, in base a questa sua visione, come vede il futuro del piccolo risparmiatore? Verso quale tipologia di investimento dovrebbe orientarsi?

Il prodotto finanziario numero uno nel quale il piccolo risparmiatore deve e dovrà investire maggiormente è la cultura finanziaria. Intendo con questo la capacità non di scegliere, ma quantomeno di capire concetti quali il rischio, il tempo, la corretta ripartizione fra asset liquidi e investimenti potenzialmente più profittevoli. Resto in ogni caso dell’idea che almeno il 60% di un buon portafoglio debba essere costruito su una base di strumenti in grado di generare reddito costante e dotati di massima liquidabilità immediata. La vita di oggi è difficile e ricca di imprevisti: cash is king.

Come abbiamo visto, la scelta tra i prodotti finanziari offerti dagli istituti è molto ampia e può generare confusione: cosa consiglia?

Di fare il contrario, o quasi, di quello che ti consigliano il 90% degli sportelli bancari,

Bene, e se il risparmiatore volesse introdurre una piccola componente di rischio per dare “un po’ di pepe” all’ investimento, verso cosa dovrebbe orientarsi?

Piani di accumulo in fondi comuni azionari, preferibilmente non su paesi emergenti se non in minima parte e comunque sufficientemente protetti  da rischio di cambio. Preferire un piano pac in etf piuttosto che un fondo pensione e/o coperture assicurative, prodotti questi ancora troppo vincolanti e carichi di commissioni occulte. Un buon consulente finanziario indipendente può essere estremamente utile, in tal senso.

Guardiamo un po’ più in la nel tempo: si diffondono sempre più i prodotti volti a creare un’ integrazione alla pensione, cosa ne pensa a riguardo? Meglio i fondi chiusi di categoria oppure un piano aperto e magari strutturato ad hoc?

Vedi risposta alla domanda precedente: personalmente l’unica forma assicurativa che sottoscriverei  a fini di “previdenza”, in senso lato, è quella legata alle polizze caso morte/invalidità permanente. Conti alla mano, un fondo comune ben gestito e/o un etf possono tranquillamente sostituire prodotti confusi, vincolanti, carichi di penali strane e commissioni non ancora trasparenti.

Un’ ultima domanda: l’ oro è considerato ancora oggi da molte persone il bene rifugio per eccellenza, lei concorda con questa affermazione e come vede l’ evoluzione di prezzo nel lungo periodo?

Penso che nel lungo periodo, come dice un tale, saremo tutti in un mondo migliore, e quindi bisognerebbe intendersi sulla data di “scadenza” di questo lungo periodo. Personalmente, credo che la discesa (opportuna) della quotazioni del metallo giallo verificatasi nel 2013 possa rappresentare una buona occasione di acquisto.
Ci sta che si vada anche sotto i recenti minimi dello scorso anno, ma da zona 1.200 al prezzo di 1.000 vedo una vasta area di accumulo, e credo che nei prossimi anni l’oro risalirà di valore, proponendosi non solo come bene rifugio ma anche e soprattutto come strumento non secondario di buon investimento su ogni orizzonte temporale.

Autore: Picello Gabriele

Fonte: www.goldandother.wordpress.com

Articoli Simili

Trading di brevissimo: Stm e Tenaris

Administrator

Fca: accordo per la vendita di Magneti Marelli

Administrator

Banche italiane: cosa succede al settore core di Piazza Affari

Administrator