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Granoturco, raccolto da record penalizza i prezzi

Tornano a crescere le posizioni nette corte
Torna il segno meno per le quotazioni del Granoturco. Dopo una fiammata in scia della siccità che nelle ultime settimane ha colpito il MidWest statunitense,.
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nelle ultime sedute i prezzi del Granoturco al Chicago Board of Trade sono tornati a scendere riportandosi in quota 4,7 dollari a bushel. Sfumate le tensioni innescate dalle condizioni meteo, la view del mercato è tornata ribassista alla luce del maggior grado di sviluppo delle piante (che le rende più resistenti agli agenti esterni) e del fatto che parte della raccolta di Granoturco, in special modo nel sud degli Stati Uniti, è già stata effettuata. L’attuale sentiment del mercato è ben evidenziato dai dati diffusi dalla Commodity Futures Trading Commission: dopo tre cali consecutivi, nell’ultima rilevazione le posizioni nette corte su questa soft commodity (la differenza cioè tra contratti ribassisti e rialzisti) sono tornate a crescere per la prima volta in tre settimane attestandosi a 64.506 unità.

Boom delle scorte statunitensi
Dopo la terribile ondata di siccità che ha colpito le coltivazioni nell’estate 2012, nella stagione 2013/2014 il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (Usda) si attende un raccolto a livelli record.
Nel report mensile pubblicato lo scorso 12 agosto, l’Usda stima che l’output di Granoturco del primo produttore (oltre un terzo del raccolto globale arriva dagli Stati Uniti) si attesterà a 349,6 milioni di tonnellate, circa 5 milioni in meno rispetto al dato di luglio ma il 27,7% in più nel confronto annuo. Il balzo della produzione a stelle e strisce è destinato a spingere anche il dato globale, visto in aumento di oltre undici punti percentuali a 957,1 milioni. Da record anche il raccolto cinese (211 milioni di tonnellate) che però, come spesso accade per le produzioni agricole del Dragone, sarà completamente destinato ai consumi interni (nel caso del Mais le richieste 2013/14 supereranno l’output di 13 milioni di tonnellate). Segno più anche per i consumi mondiali che stando ai dati elaborati dall’Usda metteranno a segno un incremento di oltre il 7% a 930,1 milioni. Il dato continuerà a beneficiare della costante crescita della domanda in arrivo dai Paesi asiatici e delle sempre maggiori quantità di Granoturco destinata alla produzione di biocarburanti.
Per quanto riguarda la prima economia, la quota destinata alla produzione di etanolo salirà in un anno di oltre il cinque per cento.
“Le richieste sono attese in aumento – si legge nel report pubblicato dall’Economist Intelligence Unit lo scorso 21 agosto – da tutti i principali consumatori con i maggiori incrementi che saranno registrati negli Stati Uniti, in Cina, Brasile e Unione europea”. Il boom del raccolto statunitense spingerà gli stock a stelle e strisce a 46,7 milioni di tonnellate, il 155% in più rispetto agli stoccaggi di inizio stagione. “Questo vuol dire che sul mercato statunitense il livello delle scorte salirà da 23 a 52 giorni di offerta”, ha dichiarato Todd Davis, economista dell’American Farm Bureau Federation.

Prezzi attesi in lieve risalita
“La crescita degli stoccaggi – continua Davis – porterà i prezzi dai 6,95 dollari del 2013/13 ai 4,9 dollari della stagione 2013/14”. In linea con queste stime la view dell’Usda secondo cui le quotazioni oscilleranno nel range 4,5-5,3 dollari, 10 centesimi in più rispetto alla stima precedente.

 

Fonte: RBS

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