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Grecia – Eurogruppo: 1 a 1 palla al centro

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La partita è ancora aperta e la tattica non sembra elegante, fatta di fini passaggi a pochi metri di distanza per sfruttare uno schema ben studiato in allenamento ed arrivare al goal…….

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Matteo Paganini – Chief Analyst FXCM Italia


Si tratta più che altro di una sorta di partita a ping pong, dove ci si continua a tirare la palla da una parte all’altra del campo in attesa che qualche giocatore delle due squadre, Europa da una parte e Grecia dall’altra, fermi il pallone e provi a partire con qualche azione ordinata. Questo in estrema sintesi il quadro che ci sembra di guardare, con l’accordo trovato tra Grecia ed Eurogruppo sul finire di settimana, secondo il quale si estenderanno i prestiti alla Penisola ellenica per quattro mesi, dietro il rispetto e la continuazione delle misure di austerità pre-imposte alla Grecia, stando a quanto dichiarato da Dijsselbloem (Presidente Eurogruppo), senza che sia stato invece firmato nessun memorandum di intesa, secondo Tsipras. Un fatto è certo ed i mercati ci hanno già mostrato la propria contentezza: la Grecia, per il momento, rimane all’interno dell’euro e, proprio a partire da oggi, questo diventerà con alta probabilità un tema sul quale ci concentreremo su base giornaliera, in quanto potenziale creatore di nuove aspettative razionale tra gli investitori, una condizione in grado di far scaturire movimenti di mercato che fin’ora sono stati guidati relativamente (per utilizzare un eufemismo) dal tema greco. Se osserviamo infatti un grafico dell’eurodollaro, assumendolo come proxy in grado di delineare movimenti dovuti a creazione di aspettative e reazioni dei prezzi nel momento in cui tali aspettative vengono rispettate ovvero deluse, notiamo come il movimento sia risultato estremamente laterale (e volatile all’interno di confini precisi, il che potrebbe anche aver giovato all’operatività), chiara evidenza di come il tema che da oggi portiamo alle cronache del trading, non sia risultato un market mover a causa dell’estrema incertezza sentita dagli investitori, un’incertezza in qualche modo ben curata e garantita (nel senso lato del termine) da un’Europa che di tutto ha voglia tranne che di un’uscita del Paese in questione dall’unione monetaria, uno scenario del tutto lungi dal non realizzarsi a nostro parere (chi ci segue da anni conosce il nostro “euro-pensiero, definiamolo in questa maniera), ma che, allo stato dell’arte attuale (leggasi implementazione del QE della quale valutare gli effetti iniziali), non risulta certo essere il best-scenario per Bce e varie istituzioni. Da oggi inizieranno a circolare notizie più certe relative all’argomento e cercheremo di capire insieme quali possano essere le nuove creazioni di sentiment degli operatori, soprattutto di fronte alla potenziale creazione di un precedente di “disubbidienza” al volere dei forti ed austeri poteri europei. Nell’attesa, stiamo attenti alla pubblicazione dell’IFO, potremmo assistere alla partenza di aumenti di volatilità di brevissimo periodo in mancanza di altre notizie, lo sappiamo, un ragionamento che potrebbe risultare ad occhi poco esperti poco professionale, ma che riteniamo abbastanza empirico da far catturare la nostra attenzione alle ore 10.00. Appuntamento a domani per la continuazione dei nostri ragionamenti sul nuovo tema introdotto, un qualcosa sul quale, se andate a rileggere i nostri ragionamenti da fine gennaio ad ora, non troverete molte elucubrazioni mentali ed operative alla luce di quanto appena raccontato.

EurUsd
Ottima la rottura ribassista effettuata dall’euro con il raggiungimento delle prime due aree di target, prima di un dietrofront che ha portato al caricamento del movimento finale, il quale ha raggiunto l’area ultima stimata di 1.12 ¾. Questo ci conferma come le classi di volatilità stimate siano da ritenere buone ed in linea con i percentili di volatilità che si distribuiscono nell’intorno del 60%. La situazione tecnica, pur rimanendo all’interno della fase laterale studiata durante la scorsa settimana (grazie alla forte reazione vista sia sul valutario che sulle borse dopo i rumor che vedevano un accordo raggiunto), risulta difficile da tradare nel breve, dove potrebbe essere possibile affidarsi all’analisi statica di livelli che iniziano a passare in area 1.1345/1.1355 che, se raggiunti con stocastico a 5 minuti in divergenza non dovrebbero essere considerati come di potenziale rottura ma che, in caso di mancata divergenza potrebbero condurre a tentativi di rottura ribassista verso l’are che si distribuisce tra 1.1335 e 1.1320, dove potrebbe essere possibile studiare la formazione di una divergenza rialzista a 15 minuti che, in caso di mancata formazione, potrebbe condurre verso i target di venerdì. In caso di ripartenza delle quotazionioltre area 1.1385 potrebbe essere possibile attendersi dei tentativi di estensione verso 1.1410 e 1.1430, con 1.1395 come il più importante scoglio da superare.

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EurUsd – grafico m15

UsdJpy
Ottima la price action del cambio che ha portato al raggiungimento dei target ribassisti studiati venerdì. I primi movimenti della mattinata risultano lievemente dollarocentrici, con UsdJpy in salita sulla discesa di euro, sterlina e dollaro australiano, tutti contro il biglietto verde. La congestione rimane abbastanza precisa seppur non molto instradata sui nostri modelli di trading. L’idea è quella di curare l’eventuale avvicinamento all’area di resistenza statica passante tra 119.25 e 119.40, area che se raggiunta con stocastico orario lontano dall’ipercomprato e con quello a 4 ore non ancora in ipercomprato e girato a ribasso, potrebbe suggerire dei tentativi di estensione verso 119.65 e 119.85, soprattutto di fronte a movimenti di borsa a rialzo, in quanto la correlazione che vede seppur timide vendite di yen di fronte a listini in salita risulta essere l’unica buona ed utilizzata. Nel momento in cui i prezzi dovessero ripartire a ribasso direttamente oltre area 118.75 potremmo assistere al tentativo di raggiungimento dei livelli individuabili su un time frame orario.

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UsdJpy – grafico H1

GbpUsd
Scenario difensivo intervenuto sul cable che, dopo la riottura dei livelli di trigger per valutare eventuali ribassi (che avevamo rivisto a rialzo, dunque in maniera più aggressiva, rispetto a giovedì, il tutto a causa dei massimi decrescenti che le quotazioni stavano facendo segnare) ha sfiorato i primi livelli di target, confermando come la situazione tecnica non risulti delle migliori da essere studiate. Siamo ora di fronte a prezzi che stanno mostrando una restrizione di volatilità a minimi crescenti e a massimi decrescenti, con un grafico a 4 ore che si trova nel limbo tra una potenziale ripartenza e l’abbandono della fase rialzista di breve periodo. Questo ci porta a considerare la potenziale rottura a rialzo o a ribasso dell’ultima area di congestione di brevissimo periodo formata, con 1.5365 e 1.5405 come livelli su cui prestare attenzione per il raggiungimento dei punti di supporto/resistenza successivi (ultimi massimi e ultimi minimi), prima di pensare a movimenti più consistenti. Ragioneremo meglio suoi quadro all’interno del nostro Morning Meeting.

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GpbUsd – grafico H1

AudUsd
Raggiunta in serata di venerdì l’area di resistenza che attendevamo da una settimana e prezzi che stanno ben reagendo a ribasso dopo la notte tendenzialmente calma vissuta. Lo scenario a 4 ore delineato nei giorni scorsi dunque rimane quello predominante (nell’ultimo articolo risulta ben delineato), per ritorni verso 0.77 ¾ ed eventualmente 0.7750 (chi fosse in posizione avrebbe già raggiunto il primo target stimato in 0.7815. Nel Morning Meeting l’intraday.

Nome: 04 - AUD.pngVisite: 200Dimensione: 91.8 KB

AudUsd – grafico H1

 

 

Fonte: FXCM Italia

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