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IG: Super Dollaro minaccia gli Emergenti, WS ancora da record, su Milano primi timori Referendum

Chiusura in frazionale rialzo per i listini europei, fatta eccezione per Milano che ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,75%………

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a cura di Vincenzo Longo


Nonostante la buona partenza, i listini hanno ridotto i guadagni nel corso della seduta. Particolarmente penalizzata Piazza Affari, su cui iniziano a farsi sentire i primi timori del Referendum. In generale, il sentiment sul mercato rimane ancora positivo, come dimostrano anche i nuovi record storici segnali sulle piazze statunitensi dal Dow Jones Industrial Average (poco sopra 18.930 punti) e dal Russell 2000 (sopra i 1.300 punti).

In Europa, il miglior settore è stato ancora quello bancario che continua a recuperare terreno dopo i forti cali dei primi 7 mesi dell’anno. Così l’indice Euro Stoxx Banks è arrivato oggi a segnare una performance di -14% da inizio anno (YTD), dopo aver toccato un -38% di luglio.

A correre meno sono stati i titoli bancari italiani, che di solito in queste situazioni hanno sempre fatto meglio dei competitor europei. La causa di ciò potrebbe essere ascrivibile a una maggiore cautela da parte degli investitori in vista del Referendum costituzionale che ci sarà poco meno di 3 settimane. Una circostanza questa emersa sul comparto governativo già sul finire della scorsa settimana e proseguita stamane, con il rendimento sul decennale che ha allungato sopra al 2%, raggiungendo i livelli che non si vedevano da giugno 2015, al 2,23%. Il termometro più preciso al momento sembra essere costituito dallo spread Roma-Madrid, che stamane è arrivato a 55 punti base, massimi da inizio 2012. Storia della giornata rimane Monte dei paschi di Siena (+11,4%), che da metà seduta è stata oggetto di forti acquisti in scia alla speculazione legata al piano di conversione di bond in discussione nel Cda odierno.

Tra le valute, sembra inarrestabile il rally del dollaro statunitense, con il Dollar Index che oggi ha superato area 100 punti per la prima volta da dicembre 2015. Il cambio Eur/Usd è sceso sulla soglia di 1,07, aggiornando i minimi di questo 2016, mentre il cross Usd/Jpy è arrivato a 108,50. Il biglietto verde continua ad attirare l’attenzione degli investitori, visti anche gli alti rendimenti dei Treasury a lunga scadenza, che oggi sono saliti ai nuovi massimi da gennaio. Allo stesso tempo, il dollaro forte sta penalizzando oro e petrolio, con il prezioso sceso ai minimi da maggio scorso, mentre il petrolio ha aggiornato i minimi da 3 mesi a questa parte.

A questo ritmo, il dollaro potrebbe mandare gli Emergenti ko nell’arco di qualche, come confermano i movimenti delle valute e i bond di molti di questi Paesi. Pertanto l’attenzione rimane massima.

Fonte: IG

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